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Spagna-Germania 1-1: segna Morata, poi Fullkrug tiene a galla i tedeschi

Gli spagnoli segnano a inizio ripresa, la squadra di Flick si salva nel finale con il centravanti del Werder. Ora dovrà battere il Costarica e sperare che le Furie Rosse non perdano con il Giappone
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AL KHOR -  Tra le leggi del Mondiale ce n’è una più classica delle altre: mai dare per finita la Germania. Stavolta sembrava sul ciglio del burrone, cioè della precocissima eliminazione, oltretutto nemmeno troppo sgradita all’opinione pubblica tedesca che non vede con sfavore il boicottaggio del torneo, sia per la questione dei diritti umani sia per la guerra fredda con la Fifa, esplosa dopo la vicenda della fascia One Love negata al capitano Neuer. Invece la Mannschaft, mai così avvolta dall’indifferenza, sul campo è ancora viva e vegeta: ha acciuffato un equo pareggio con la Spagna, finora la squadra che ha giocato meglio, e può puntare agli ottavi di finale. L’intreccio del girone E è un groviglio dal quale ci si potrà districare solo giovedì, nell’ultima giornata: nessuno è già qualificato. Ma intanto Flick ha ritrovato il talento dell’ex infortunato Sané: c…

AL KHOR -  Tra le leggi del Mondiale ce n’è una più classica delle altre: mai dare per finita la Germania. Stavolta sembrava sul ciglio del burrone, cioè della precocissima eliminazione, oltretutto nemmeno troppo sgradita all’opinione pubblica tedesca che non vede con sfavore il boicottaggio del torneo, sia per la questione dei diritti umani sia per la guerra fredda con la Fifa, esplosa dopo la vicenda della fascia One Love negata al capitano Neuer. Invece la Mannschaft, mai così avvolta dall’indifferenza, sul campo è ancora viva e vegeta: ha acciuffato un equo pareggio con la Spagna, finora la squadra che ha giocato meglio, e può puntare agli ottavi di finale. L’intreccio del girone E è un groviglio dal quale ci si potrà districare solo giovedì, nell’ultima giornata: nessuno è già qualificato. Ma intanto Flick ha ritrovato il talento dell’ex infortunato Sané: con lui a disposizione la vittoria obbligata col Costarica sembra più semplice, anche se il risultato di Spagna-Giappone sarà altrettanto decisivo.

<<La cronaca della gara>>

Proprio l’imprevista caduta pomeridiana dei giapponesi coi costaricani ha tolto al primo grande duello del Mondiale, tra squadre europee, il pathos serale che gli avrebbe garantito il rischio dell’eliminazione anticipata della Germania, scivolata alla prima giornata contro i vicecampioni d’Asia. Ma anche senza il supplemento melodrammatico, è ugualmente andato in scena sotto la simil tenda beduina dello stadio Al Bayt uno spettacolo di alto livello, come da aspettative della Fifa, che confida nella collocazione autunnale del torneo, quando ancora i protagonisti hanno il pieno di energia.

È stata anche la prima sfida tra 2 delle 8 Nazionali che hanno vinto il titolo. E i tedeschi hanno esorcizzato il ricordo più fresco, lo 0-6 del 2020 in Nations League) . La Spagna ha esibito il suo gioco allegro da squadra sicura di sé, che non avverte tensioni e si diverte visibilmente. Cambiando rispetto alla goleada col Costarica soltanto il terzino destro (Carvajal per Azpilicueta) - e confermando il futuro genero Ferran Torres nel tridente col falso nueve Asensio e con Dani Olmo, che ha presto obbligato Neuer a una prodigiosa deviazione sulla traversa – Luis Enrique ha ribadito il marchio della Roja mecanica, come è stata ribattezzata per assonanza col film di Kubrick e con l’Arancia meccanica del calcio, l’Olanda di Cruyff.

Eppure Flick, al di là del rilancio del terzino Kehrer e della mezzala Goretzka, mossa caldeggiata dal gemello del Bayern Kimmich, è riuscito col pressing sempre più alto a costringere gli avversari allo sgradito uso del lancio lungo e il portiere Simon al pericoloso palleggio. Il gol di testa di Rüdiger, annullato per fuorigioco, è stato il primo allarme. Che sembrava scongiurato quando Morata, inserito a inizio ripresa per Ferran, ha felicemente corretto d’esterno il cross basso di Alba. Però la Germania ha sfoderato le riserve, si fa per dire: con la collaborazione di Musiala, la percussione in coppa dei neontrati Sané e Füllkrug, centravanti del Werder Brema, ha scritto l’1-1. Non è ancora abbastanza per scaldare i tifosi in patria, ancora contrariati per il pasticcio della Dbf, la federcalcio, che ha lasciato la squadra sola nella vicenda della protesta contro la Fifa, con la mano sulla bocca durante l’inno. Ma c’è tempo per rimediare a tutto, garantisce il ct.  

Spagna-Germania 1-1 (0-0)
Spagna (4-3-3):
Simón 6 – Carvajal 6, Rodri 6,5, Laporte 6, Alba 6,5 (37’ st Balde sv) – Gavi 6,5 (21’ pt N.Williams 6), Busquets 6, Pedri 6,5 – Ferran Torres 5,5 (9’ st Morata 7), Asensio 5,5 (21’ pt Koke 6), Olmo 6,5. Ct. Luis Enrique 6.
Germania (4-2-3-1): Neuer 6,5 – Kehrer 5,5 (25’ st Klostermann 6), Süle 5,5, Rüdiger 6,5, Raum 6 (42’ st Schlotterbeck 6) - Kimmich 6, Goretzka 6 – Gnabry 6,5 (40’ st Hofmann sv), Gündogan 6 (25’ st Sané 6,5), Musiala 6,5 – Müller 5,5 (25’ st  Füllkrug 7). Ct. Flick 6.
Reti: 17’ st Morata, 39’ st Füllkrug