Ecuador-Senegal 1-2: Koulibaly porta gli africani agli ottavi
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròDOHA - Kalidou Koulibaly lo aveva promesso dopo la sconfitta con l’Olanda ed è stato di parola. Per mantenerla, ha addirittura segnato di persona il gol decisivo, il suo primo in Nazionale. L’Africa, anzi la Panafrica per dirla con le sue parole, aveva iniziato male il Mondiale, ma si sta riscattando via via. Ha già una squadra tra le prime 16 ed è appunto quella dell’ex difensore del Napoli, ora al Chelsea: il Senegal campione continentale sprovvisto di Mané, il calciatore più forte, eppure capace di vincere lo spareggio virtuale con l’Ecuador. Che dopo il rigore subito a fine primo tempo aveva acciuffato il pari su corner, col centrocampista del Brighton Moises Caicedo. L’illusione è durata appena 3 minuti, il tempo per Koulibaly di fiutare l’assalto giusto in mischia, su un calcio piazzato. "Il mio pensiero è andato agli ischitani e alla tragedia che li ha colpiti", ha detto l'ex dife…
DOHA - Kalidou Koulibaly lo aveva promesso dopo la sconfitta con l’Olanda ed è stato di parola. Per mantenerla, ha addirittura segnato di persona il gol decisivo, il suo primo in Nazionale. L’Africa, anzi la Panafrica per dirla con le sue parole, aveva iniziato male il Mondiale, ma si sta riscattando via via. Ha già una squadra tra le prime 16 ed è appunto quella dell’ex difensore del Napoli, ora al Chelsea: il Senegal campione continentale sprovvisto di Mané, il calciatore più forte, eppure capace di vincere lo spareggio virtuale con l’Ecuador. Che dopo il rigore subito a fine primo tempo aveva acciuffato il pari su corner, col centrocampista del Brighton Moises Caicedo. L’illusione è durata appena 3 minuti, il tempo per Koulibaly di fiutare l’assalto giusto in mischia, su un calcio piazzato. "Il mio pensiero è andato agli ischitani e alla tragedia che li ha colpiti", ha detto l'ex difensore del Napoli.
Il risultato è ineccepibile, perché ha chiesto ai suoi l’attacco fin dall’inizio Aliou Cissé, ct da 7 anni: il capitano dei quarti di finale del 2002 adesso incrocerà la prima del girone B e spera almeno di ripetere l’impresa compiuta da giocatore. Intanto è stato festeggiato allo stadio Khalifa dai tamburi d’ordinanza e perfino da un tifoso vestito da leone, in senso letterale. Poco leonino si è dimostrato il suo collega, l’argentino Gustavo Alfaro, che ha puntato troppo sul pareggio, sufficiente per la qualificazione, e ha imposto tardi il cambio di atteggiamento, dopo che Hincapié, il quotato difensore ventenne del Leverkusen, aveva fatto cadere in area l’attaccante del Watford Ismaila Sarr, offrendogli l’1-0 dal dischetto. Il portiere dell’Ecuador Hernan Galindez è un argentino di Rosario, cresciuto giocando a calcio con Messi ma naturalizzato e lanciato dal suo Paese adottivo, che per una questione di passaporto, quello di Castillo nato in Colombia, ha rischiato di essere escluso dal Mondiale. Il passaporto di Galindez è in regola e l’Ecuador ha chiesto invano il miracolo a lui, che venne convocato in Nazionale perché il titolare Padilla aveva il Covid e che da bambino scoprì il ruolo in una finale vinta contro la squadra di Messi con una bicicletta come premio.
Tra le scelte fortunate di Cissé spicca l’esterno destro Iliman Ndiaye, di madre francese, inserito davvero a furor di popolo, anche se l’equilibrio lo ha spezzato soprattutto Sarr a sinistra. C’era già una certezza, prima della partita: avrebbe comunque vinto l’Africa, perché a larga maggioranza la rosa portata in Qatar da Alfaro era composta di cosiddetti “afroecuadoriani”, originari della provincia settentrionale di Esmeraldas, tra i luoghi più poveri e pericolosi dell’intero Sudamerica, oppure delle province limitrofe, sempre vicino al confine con la Colombia e preda del narcotraffico. Nell’Esmeraldas il tasso di omicidi nel 2022 ha già toccato la tragica media di 64 ogni 100 mila abitanti. Il simbolo del riscatto è stato il centravanti Enner Valencia, 3 gol, nelle prime 2 giornate capocannoniere con Mbappé. Anche se lui voleva festeggiare la qualificazione con l’Andarele, il ballo degli afroecuadoriani, e invece danza il Senegal, al ritmo del Sabar.
Nel post partita Koulibaly ha dedicato il gol a due leggende del Senegal: "Mané per noi è un giocatore leggendario. Siamo comunque un gruppo, una squadra di fratelli. Ci abbiamo sempre creduto. Questo ha fatto la differenza. Questa vittoria è dedicata a lui e a Papa Bouba Diop: oggi è il secondo anniversario della sua scomparsa". Diop segnò lo storico gol del Senegal, il primo ai Mondiali, contro la Francia nel 2002. Sembra che i calciatori prima della gara abbiamo rivisto quel gol come fonte di ispirazione.
La dedica di Cissé va invece al grande assente, il vicePallone d'oro infortunato, è stata particolarmente sentita: "Questa vittoria è per un grande uomo che purtroppo non è qui oggi: il suo nome è Sadio Mané". Di umore ben diverso il ct dell'Ecuador, che pure nei giorni scorsi aveva incassato il plebiscito della squadra. Alfaro non ha ancora firmato il rinnovo del contratto proposto dalla federazione di Quito e ha lasciato in sospeso ogni discorso sul futuro: "La mia carriera non finisce qui. La cosa più prudente è non pronunciarsi. Quello che posso dire è che questi ragazzi avranno la loro rivincita".
Ecuador
22’ st Caicedo
Senegal
44’ pt I.Sarr, 25’ st Koulibaly
Ecuador (4-3-3): Galindez 6 - A.Preciado 6 (40’ st Porozo sv), Torres 6, Hincapié 5, Estupiñan 5,5 - Franco 5 (1’ st Sarmiento 6), Caicedo 6,5, Gruezo 5 (1’ st Cifuentes 5,5) - Plata 5, Estrada 5 (19’ st Reasco 5,5), Valencia 5,5. Ct Alfaro 5.
Senegal (4-2-3-1): E.Mendy 6 - Sabaly 6,5, Koulibaly 7, A.Diallo 6, Jakobs 6 – Ciss 6 (29’ st N.Mendy 6), P.Gueye 6,5 – I.Ndiaye 6,5 (29’ st Dieng 6), I.Gueye 6,5, I.Sarr 7 - Dia 6 (50’ st P.Cissé sv). Ct. A.Cissé 7.
Arbitro: Turpin (Francia) 6,5
Note: Ammoniti I.Gueye. Spettatori 44.569.