Mondiali: l'Australia sulla strada di Messi, cinque continenti agli ottavi
di Gianni Riotta , di Gianni RiottaAL WAKRAH. La prima nazionale africana a partecipare al Mondiale fu l'Egitto, battuto a Napoli, il 27 maggio del 1934, 4-2 dall'Ungheria. Per rivedere le maglie del continente alla fase finale della Coppa passarono 36 anni, con il Marocco, Messico 1970. Nel 1938 debuttò una squadra asiatica, l'Indonesia, classificata con il nome coloniale Indie Orientali Olandesi. L'Oceania dovette attendere il 1974, con l'Australia, allora come adesso, inclusa dalla Fifa nei gironi eliminatori asiatici.
A Qatar 2022 sarà possibile, fino all'ultimo, che tutti i continenti della terra siano rappresentati agli ottavi. Già promosse Olanda, Inghilterra, Francia e Portogallo per l'Europa, Senegal per l'Africa, Usa per il Nord America, Brasile per il Sud, Australia per l'Oceania, l'Arabia Saudita aveva sulle spalle la rappresentanza dei 4,551 miliardi di asiatici, ma si è arresa al Messico. Possono provarci Giappone e Core…
AL WAKRAH. La prima nazionale africana a partecipare al Mondiale fu l'Egitto, battuto a Napoli, il 27 maggio del 1934, 4-2 dall'Ungheria. Per rivedere le maglie del continente alla fase finale della Coppa passarono 36 anni, con il Marocco, Messico 1970. Nel 1938 debuttò una squadra asiatica, l'Indonesia, classificata con il nome coloniale Indie Orientali Olandesi. L'Oceania dovette attendere il 1974, con l'Australia, allora come adesso, inclusa dalla Fifa nei gironi eliminatori asiatici.
A Qatar 2022 sarà possibile, fino all'ultimo, che tutti i continenti della terra siano rappresentati agli ottavi. Già promosse Olanda, Inghilterra, Francia e Portogallo per l'Europa, Senegal per l'Africa, Usa per il Nord America, Brasile per il Sud, Australia per l'Oceania, l'Arabia Saudita aveva sulle spalle la rappresentanza dei 4,551 miliardi di asiatici, ma si è arresa al Messico. Possono provarci Giappone e Corea del Sud. Sono 5 i continenti alla seconda fase, come nel 2010.
Che il calcio sia sport globale lo dicono i numeri, Var delle nostre esistenze. Se vi chiedessero di citare le attività atletiche più popolari, la risposta "Calcio Football Futebol Soccer" sarebbe inevitabile, con 3,5 miliardi di tifosi e 250 milioni di giocatori. Non tutti, però, saprebbero stilare il podio, il cricket, da noi sconosciuto, con 2,5 miliardi di spettatori al secondo posto, l'hockey su prato, quarto a due miliardi, grazie alla popolarità in India e Asia, bronzo al basket, 2,2 miliardi di fan.
Una coppa con la Terra in 16 squadre sarebbe stata un successo per la Fifa del presidente Infantino, dopo le polemiche. Chiunque vinca la finale del 18 dicembre, le tre sconfitte di Argentina, Germania, Francia, palmarès di 8 Mondiali, confermano almeno quanto il football cresca, per qualità di gioco e potenza atletica, ovunque. Perché poi sia così diffuso ha molte, diverse e perfino accademiche motivazioni, ma alla fine la più concreta, avanzata dall'influente World Population Review, è che "si tratta dello sport dei poveri". Lo sci, il football americano, perfino cricket, hockey, prato o ghiaccio, e ciclismo, richiedono attrezzature costose nei Paesi in via di sviluppo e il basket predilige atleti di statura. Non il calcio: Maradona, Baggio, Messi, non giganti, sono stati assi, anche se in difesa, e fra i portieri, la stazza cresce ad ogni generazione.
Il fisico e uno sport che costa quanto un pallone, ieri un Santos arancione di plastica, oggi un al Rihla (il viaggio), palla ufficiale in Qatar, fanno del calcio la passione ubiqua. Dietro, invisibile, c'è la magia, Messi che sbaglia d'incanto due rigori di fila, come ahinoi Jorginho. Bob Marley che da ragazzo, palla di stracci tra i piedi nei cortili in Giamaica, diceva "Calcio è libertà", sognando di debuttare da professionista. Albert Camus che passa dal Nobel per la letteratura alla tribuna del Parco dei Principi per Racing Club-Monaco, "Teatro e Stadio, ecco le mie università". La paura del portiere prima del calcio di rigore è il titolo di un altro Nobel, Peter Handke, non il diario del polacco Szcz?sny ieri. Il mondo ama il calcio, è il calcio, e le sue organizzazioni, che devono imparare ad amare il mondo, tutto.
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