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Brasile tra sogno mondiale e futuro: Tite andrà via, impazza il toto ct

Il tecnico lascerà dopo il Qatar e difende il ruolo del figlio Matheus come vice: "Non è un raccomandato". Xavi aveva già detto no, candidati Menezes, Dorival e il portoghese Abel Ferreira. Anche Alex Sandro infortunato, salta il Camerun con Neymar e Danilo
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DOHA - C'è un ct che può vincere il Mondiale. Ma se ne andrà a prescindere dal risultato, così già si discute sul nome del successore di Tite, che è abbastanza scafato per essere impermeabile a questo genere di voci, però ne farebbe a meno. Il Brasile, se può, si complica la vita, anche se la vaga inclinazione allo psicodramma è al momento una tendenza ancora remota, che non ne scalfisce il ruolo di favorita: "In un Mondiale non c'è mai nulla di scontato, però mi sembra che le possibilità di vincere il titolo, oggettivamente, ci siano", ha spiegato Ronaldo il Fenomeno, che in Qatar non è certo uno spettatore qualsiasi. Tuttavia all'imponderabile sotto forma di infortunio (a Neymar e Danilo, già sicuri di saltare il Camerun per le rispettive distorsioni alla caviglia, si è aggiunto lo juventino Alex Sandro per una lesione muscolare all'anca) e alla febbre d…

DOHA - C'è un ct che può vincere il Mondiale. Ma se ne andrà a prescindere dal risultato, così già si discute sul nome del successore di Tite, che è abbastanza scafato per essere impermeabile a questo genere di voci, però ne farebbe a meno. Il Brasile, se può, si complica la vita, anche se la vaga inclinazione allo psicodramma è al momento una tendenza ancora remota, che non ne scalfisce il ruolo di favorita: "In un Mondiale non c'è mai nulla di scontato, però mi sembra che le possibilità di vincere il titolo, oggettivamente, ci siano", ha spiegato Ronaldo il Fenomeno, che in Qatar non è certo uno spettatore qualsiasi. Tuttavia all'imponderabile sotto forma di infortunio (a Neymar e Danilo, già sicuri di saltare il Camerun per le rispettive distorsioni alla caviglia, si è aggiunto lo juventino Alex Sandro per una lesione muscolare all'anca) e alla febbre da aria condizionata (lo stesso Neymar, Paquetà, Antony, Raphinha, Alisson) si sovrappone il caso del futuro commissario tecnico.  

Ridimensionata la Svizzera anti-azzurri, nemmeno un tiro in porta

Tite, che vorrebbe lasciare l'incarico con la vittoria più bella, ha annunciato con congruo anticipo l'intenzione di abbandonare il ruolo a fine Mondiale. C'è già una frotta di candidati alla sua successione. Nelle dinamiche quotidiane e nel dibattito che circonda la squadra, la Seleçao già qualificata per gli ottavi di finale ricorda molto l'Italia, che purtroppo qui in Qatar non c'è e ha visto la Svizzera ammazzagrandi (prima la Francia all'Europeo, poi appunto gli azzurri) ridimensionata dall'eterna favorita: nemmeno un tiro nella porta di Alisson, anche se la difesa di Yakin ha retto fino al 38' del secondo tempo e al gol inventato dalla coppia Rodrygo-Casemiro.

Una lotteria in pieno torneo

Prima che il Mondiale prendesse il via  una vecchia conoscenza del calcio italiano, l'ex meteora di Inter e Napoli degli anni '90 Caio Ribeiro, più noto come Caio, aveva rivelato a Tv Globo che il nuovo ct sarà Mano Menezes, già ct tra il 2010 e 2013 (fece debuttare Neymar) e reduce dal secondo posto con l'Internacional Porto Alegre nel campionato brasiliano vinto dal Palmeiras. La Cbf, la federazione brasiliana, ha smentito, lasciando che corressero le altre voci: Fernando Diniz (Fluminense), Dorival Junior (ha vinto la Libertadores col Flamengo un mese fa, salvo essere licenziato) oppure uno straniero, il portoghese Abel Ferreira del Palmeiras. Una lotteria, in pieno Mondiale.

Bruciati dal Barcellona

Di sicuro il primo straniero contattato con decisione era stato Xavi: l'ex fuoriclasse del Barcellona, che sulla panchina del Barça si trova attualmente dopo l'esperienza in Qatar, aveva declinato l'invito. Nei giorni scorsi ha spiegato il perché: "Mi avrebbe allettato molto l'idea di essere il primo ct straniero della storia della Seleçao, ma non era esattamente così. Si trattava di entrare nello staff di Tite e io invece volevo fare l'allenatore in prima: perciò ho dovuto rinunciare. Poi è arrivato il Barça e quale occasione migliore poteva esserci, della possibilità di allenare la squadra in cui ero cresciuto?". Il Barcellona ha bruciato la concorrenza.

Uno staff affiatato

Nell'affiatato staff, insieme al vice Cleber, al preparatore dei portieri Taffarel, al preparatore atletico Mahseredjian e al coordinatore Juninho Paulista, c'è anche il vice più vicino al ct, immortalato durante la partita con la Svizzera mentre scambiava con lui un gesto affettuoso e gli sussurrava qualcosa all'orecchio: il figlio di Tite, Matheus Bachi, 33 anni. Tite di nome vero fa Adenor Leonardo Bachi e ha inserito fin dall'inizio il primogenito tra i collaboratori tecnici, con un compito in particolare: studiare gli schemi, offensivi e difensivi, sui calci da fermo, che per una squadra con giocatori dal calcio preciso diventano una risorsa aggiunta. Alle velate accuse di nepotismo Tite ha sempre risposto la stessa cosa: "Matheus è qui perché è bravo, non perché è mio figlio. Il suo curriculum parla chiaro, come parla chiaro quello di Davide, il figlio di Ancelotti, che è al Real Madrid con lui e lavora benissimo". Insomma, raccomandato sarà lei.