Pulisic il predestinato, dribblare tutti non serve più
di Paolo Condò , di Paolo CondòLa verità è che il Chelsea è talmente ricco di giocatori forti da riempire il Mondiale di talenti in cerca di un riflettore. Non si è ancora spento l'eco delle giocate da illusionista del marocchino Ziyech che Christian Pulisic, la faccia da copertina della golden generation americana, segna il gol che qualifica gli Stati Uniti al tabellone a eliminazione diretta: è l'evento della serata, anche perché Pulisic ha risolto la madre di tutte le partite, quella contro l'Iran, mentre l'evento del pomeriggio era stato il successo del Senegal nello "spareggio" con l'Ecuador, firmato - tu pensa le coincidenze - dal difensore del Chelsea Kalidou Koulibaly. Per la cronaca, ieri dei Blues hanno giocato pure Mendy (portiere del Senegal) e Ampadu (centrocampista del Galles), mentre Southgate ha dato un turno di riposo a Mount, Sterling e Garragher.
Gol e infortunio
Ma torniamo a Pulisic, e al gol che riduce ulteriorment…
La verità è che il Chelsea è talmente ricco di giocatori forti da riempire il Mondiale di talenti in cerca di un riflettore. Non si è ancora spento l'eco delle giocate da illusionista del marocchino Ziyech che Christian Pulisic, la faccia da copertina della golden generation americana, segna il gol che qualifica gli Stati Uniti al tabellone a eliminazione diretta: è l'evento della serata, anche perché Pulisic ha risolto la madre di tutte le partite, quella contro l'Iran, mentre l'evento del pomeriggio era stato il successo del Senegal nello "spareggio" con l'Ecuador, firmato - tu pensa le coincidenze - dal difensore del Chelsea Kalidou Koulibaly. Per la cronaca, ieri dei Blues hanno giocato pure Mendy (portiere del Senegal) e Ampadu (centrocampista del Galles), mentre Southgate ha dato un turno di riposo a Mount, Sterling e Garragher.
Gol e infortunio
Ma torniamo a Pulisic, e al gol che riduce ulteriormente le distanze da Landon Donovan, riconosciuto (ancora per quanto?) numero uno nella storia del calcio statunitense. Se si esclude la semifinale del 1930, torneo troppo pionieristico per essere considerato, gli Usa sono arrivati al massimo ai quarti, nel 2002, e più volte agli ottavi, dove Pulisic li ha portati ieri sera immolandosi al momento del gol, visto che la collisione con il portiere iraniano Beiranvand l'ha costretto a uscire all'intervallo. Dopo la gara è stato portato all'ospedale per accertamenti, l'apprensione in vista dell'ottavo di finale di sabato contro l'Olanda è rientrata quando la federazione ha postato un video in cui si vede il goleador accogliere i compagni in albergo in un clima di grande festa. Lui stesso ha escluso di perdersi la prossima "partita della vita".
Dal Borussia Dortmund al Chelsea
Christian Pulisic è nato 24 anni fa a Hershey, Pennsylvania, un sobborgo della tristemente famosa Harrisburg. Nel 1979 il più grave incidente nucleare su suolo americano si verificò alla centrale di Three Mile Island: si arrivò a un passo dalla fusione del nocciolo, il reattore è spento da allora ma continua a essere tenuto sotto osservazione. Diciannove anni dopo Christian iniziò il suo percorso di prodigio calcistico a tutte le età e in ogni contesto: il Borussia Dortmund lo scoprì durante una tournée europea dell'Under 17 americana e non si fece sfuggire l'occasione di tesserarlo. Quattro anni dopo il Chelsea, subito prima che una sanzione dell'Uefa bloccasse il suo mercato, in fretta e furia sborsò 64 milioni di euro per prelevarlo dal Dortmund.
Poco spazio in questa stagione
Non tutto è poi andato secondo i piani, a Christian. Dopo il gol in semifinale di Champions 2021 al Real Madrid - segnato purtroppo a Valdebebas anziché al Bernabeu - e lo spezzone di finale contro il City, il suo picco con il club londinese, è venuto un lungo periodo nel quale il minutaggio è diventato un problema: quest'anno siamo ad appena quattro partite iniziate su venti, e con i rimasugli da subentrato il totale si ferma a 413' in Premier più 103' in Champions, 516' in tutto. Non sono i delittuosi 204' di Ziyech, ma restano pochi per un giocatore della sua qualità.
Missione quarti di finale
E poi Pulisic, cognome che gli viene dal nonno emigrato croato, è un attaccante atipico con lo spleen dei predestinati: considerato da sempre la grande speranza del soccer, non ha mai esitato ad assumersi le responsabilità più importanti, compresa quella della sconfitta in casa di Trinidad e Tobago che costò agli Usa il posto al Mondiale 2018. Era soltanto un ragazzino di 19 anni, che oltre tutto da subentrato aveva segnato il gol della speranza, eppure Christian racconta di aver sentito bruciargli quel k.o. sulla pelle, come se tutti lo guardassero delusi. Nel quadriennio successivo il suo difetto è stato quello di voler fare tutto da solo, in qualità di stella della squadra, rendendosi conto in ritardo che attorno al suo estro era cresciuta appunto una golden generation, e dribblare tutti gli avversari non era più necessario. È alla guida di questa squadra che deve assolutamente tornare sabato: se Donovan nel 2002 fu l'uomo dei quarti, tocca almeno eguagliarlo per togliere il suo ritratto dal posto d'onore. Poi il Mondiale casalingo del 2026 sarà l'occasione per appendere il proprio.