Marocco, missione ottavi. Regragui: "Vogliamo entrare nella storia"
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròDOHA - "Non vogliamo accontentarci, vogliamo entrare nella storia". Il Marocco di Ziyech e Amrabat ha in effetti un'occasione storica: non solo può qualificarsi per gli ottavi di finale del Mondiale, ma lo può fare da prima del suo girone, anche se l'eventuale avversaria arriverebbe da uno tra i gruppi più incerti, con Spagna e Germania ancora in bilico e i tedeschi potenziali avversari, se riuscissero a uscire dalla trappola delle speranze ancora vive di Costarica e Giappone.
Regragui: "Possiamo entrare nella storia"
Il ct marocchino, il carneade Walid Regragui che ha come mentore l'ex allenatore della Roma Rudi Garcia e che è stato scelto dopo il licenziamento di Halilodzic e il mancato accordo con Mazzarri, è consapevole dell'imperdibile opportunità: "Non vogliamo avere rimpianti, dobbiamo dare tutto. Finora abbiamo giocato bene, ma dobbiamo cambiare la vecchia mentalità: non siamo qui…
DOHA - "Non vogliamo accontentarci, vogliamo entrare nella storia". Il Marocco di Ziyech e Amrabat ha in effetti un'occasione storica: non solo può qualificarsi per gli ottavi di finale del Mondiale, ma lo può fare da prima del suo girone, anche se l'eventuale avversaria arriverebbe da uno tra i gruppi più incerti, con Spagna e Germania ancora in bilico e i tedeschi potenziali avversari, se riuscissero a uscire dalla trappola delle speranze ancora vive di Costarica e Giappone.
Regragui: "Possiamo entrare nella storia"
Il ct marocchino, il carneade Walid Regragui che ha come mentore l'ex allenatore della Roma Rudi Garcia e che è stato scelto dopo il licenziamento di Halilodzic e il mancato accordo con Mazzarri, è consapevole dell'imperdibile opportunità: "Non vogliamo avere rimpianti, dobbiamo dare tutto. Finora abbiamo giocato bene, ma dobbiamo cambiare la vecchia mentalità: non siamo qui per partecipare, possiamo davvero entrare nella storia. Se ci avessero detto che dopo le prime due partite con Croazia e Belgio avremmo avuto 4 punti e il destino nelle nostre mani, avremmo firmato. Ma adesso che ci siamo non possiamo scivolare. Sono convinto che ci qualificheremo".
Il Canada già eliminato e libero mentalmente
L'avversario è il migliore possibile, dal punto di vista psicologico: il Canada è già eliminato: "Ma io penso che proprio questo ci debba spingere a restare ancora più concentrati, perché le squadre libere mentalmente sono spesso le più difficili da affrontare". L'altro rischio teorico è tattico: sapere di potersi qualificare con un punto è stato fatale a Ecuador e Iran: "Non credo che noi possiamo snaturare noi stessi, giocheremo per vincere. Ripeto, non vogliamo avere rimpianti".
"Immagine sbagliata delle squadre africane"
La prospettiva è di diventare il simbolo del mondo arabo, nel primo Mondiale arabo della storia, con tutti i popoli della regione pronti a fare il tifo per il Marocco: "Premesso che non faccio politica, prima di tutto giocheremo per fare felici i marocchini, il nostro popolo. Poi per l'Africa, per tutto il continente. Le squadre africane hanno un'immagine sbagliata, questo Mondiale sta dimostrando che sono competitive, il Senegal si è qualificato. Se aumenterà il numero delle Nazionali del nostro continente, nella prossima edizione, potremo avvicinarci all'obiettivo: che un'africana riesca a vincere il Mondiale. Certo, se poi dovessimo essere scelti dagli arabi come i loro portabandiera, ne saremmo orgogliosi. Il tifo degli arabi ci fa piacere".
La chiusura è un appello ai connazionali all'estero, dopo gli incidenti di Bruxelles alla fine della partita vinta col Belgio: "Chi fa certe cose non è marocchino. Tu puoi essere contento, ma devi rispettare il Paese dove vivi e la sua gente. Mi auguro che, se dovessimo qualificarci, dopo la partita col Canada il nostro risultato diventi un motivo di festa e basta".