Polonia-Argentina 0-2: Messi sbaglia un rigore, poi ci pensano Mac Allister e Alvarez
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròDOHA — Dicembre comincia con l'Argentina ben dentro il Mondiale, con annesso Messi. Il sollievo è unanime anche per via del corollario. La Scaloneta (stavolta il ct Scaloni merita l'identificazione con la squadra) ha vinto il suo girone e negli ottavi affronterà l'Australia, non la Francia di Mbappé: sarebbe stato un fratricidio tra campioni. La Polonia ha giustamente perso una partita in cui è parsa per lo più terrorizzata dalla sola idea linea di superare la linea di metà campo, neanche si trattasse di Scilla e Cariddi della leggenda, eppure si è qualificata lo stesso: nel gioco della differenza reti l'ha premiata il gol in extremis dell'1-2 del saudita Al Dawsari al Messico, che è finito invano a pari punti con la prudentissima squadra di Lewandowski. Il quale è rimasto abbandonato nel tempestoso stretto della trequarti polacca, sorvegliato dai feroci Romero e Otamendi: reduce dal duello v…
DOHA — Dicembre comincia con l'Argentina ben dentro il Mondiale, con annesso Messi. Il sollievo è unanime anche per via del corollario. La Scaloneta (stavolta il ct Scaloni merita l'identificazione con la squadra) ha vinto il suo girone e negli ottavi affronterà l'Australia, non la Francia di Mbappé: sarebbe stato un fratricidio tra campioni. La Polonia ha giustamente perso una partita in cui è parsa per lo più terrorizzata dalla sola idea linea di superare la linea di metà campo, neanche si trattasse di Scilla e Cariddi della leggenda, eppure si è qualificata lo stesso: nel gioco della differenza reti l'ha premiata il gol in extremis dell'1-2 del saudita Al Dawsari al Messico, che è finito invano a pari punti con la prudentissima squadra di Lewandowski. Il quale è rimasto abbandonato nel tempestoso stretto della trequarti polacca, sorvegliato dai feroci Romero e Otamendi: reduce dal duello virtuale e retroattivo con Messi per leso Pallone d'oro 2021, il centravanti del Barcellona è uscito a pezzi dalla sfida con l'antico idolo del Barça. Lo attende adesso quella con Mbappé: alquanto impari, in teoria.
Messi sbaglia un rigore
Il prodigioso Leo ha sbagliato un rigore a fine primo tempo oppure se lo è fatto parare dallo specialista Szczesny, dipende dai punti di vista. Ma anche se ha lasciato i gol ai vassalli - all'impetuoso interno di ascendenze scozzesi Mac Allister il rasoterra su invito di Molina, al neotitolare Alvarez, promosso al posto dell'interista Lautaro Martinez, l'arco di destro su conversione da sinistra - il re della partita ha tenuto saldo lo scettro: ogni sua azione ha squarciato la difesa polacca, che non aveva ancora incassato un gol. Il Diez e i suoi fratelli erano vestiti di blu, anziché di albiceleste, e poteva sembrare un presagio cromatico. Come se non si sentissero ancora se stessi, cioè quelli di prima del Qatar, quelli della Copa America vinta al Maracanà. Invece no, perché anche Maradona era vestito di blu nell'86, la sera della mano de Dios e dello slalom infinito in mezzo agli inglesi, e poi perché l'Argentina finalmente è stata se stessa, eccome.
Szczesny, Polonia agli ottavi grazie al suo portiere
Nel primo tempo ha schiacciato la Polonia sotto una pressione costante e inarrestabile: otto occasioni da gol a zero, tutte vere, a cominciare dal rigore, il secondo consecutivo che Szczesny ha parato dopo quello con l'Arabia ad Adawsari, solo che stavolta sul dischetto c'era il sinistro migliore del mondo. Al di là dell'errore sul match-ball offerto dal Var per il contrasto in area con lo stesso portiere della Juventus, che nell'azione aveva appena fatto l'ennesima parata (su diagonale di Alvarez), il mattatore ha visibilmente apprezzato la formazione schierata da Scaloni. Vi figuravano quattro novità, tutte azzeccate: Molina e Romero in difesa, il regista Enzo Fernandez e in attacco appunto Alvarez, che nel Manchester City sta trovando a poco a poco spazio, malgrado se lo prenda quasi tutto lo strabordante norvegese Haaland, che adesso sembra a maggior ragione il grande assente in Qatar.
Argentina, agli ottavi c'è l'Australia
Alla demolizione progressiva della Polonia ha contribuito Di Maria, abile a scorrazzare da una fascia all'altra, però ci ha messo del suo, il ct avversario Michniewicz, promosso alla carica prima dei play-off per l'addio di Paulo Sousa e il mancato accordo con Cannavaro. Nelle scorse ore è stato lui stesso a raccontare l'aneddoto del Mondiale 2006, quando andò a caccia di un biglietto per vedere l'Argentina, di cui era tifoso. Stavolta i soldi per guardare Messi li hanno pagati ai bagarini cinesi (tra i 500 e i 1000 dollari il prezzo) i tifosi argentini penalizzati dalla capienza dello stadio 974, il più piccolo del Mondiale. Dove la Polonia si consola con la certezza di avere almeno già uguagliato il suo migliore risultato degli ultimi 36 anni. Era il 1986 e anche all'Argentina quella data qualcosa ricorda.
Il tabellino di Polonia-Argentina
Polonia
Argentina 2' st Mac Allister, 22' st Alvarez
Polonia (4-4-1-1): Szczesny 7 - Cash 6, Glik 5, Kiwior 5, Bereszynski 5 (27' st Jedrzejczyk 5) - Zielinski 5.5, Bielik 5 (19' st Szymanski 5), Krychowiak 5.5 (39' st Piatek), Frankowski 5 (1' st Kaminski 5) - Swidorski 5 (1' st Skoras 5) - Lewandowski 5. Ct. Michniewicz 4.5.
Argentina (4-3-3): E. Martinez 6 - Molina 7, Romero 7, Acuña 6 Otamendi 6.5, Acuña 6.5 (13' st Tagliafico 6.5) - De Paul 6, E. Fernandez 7 (34' st Pezzella sv), Mac Allister 7 (39' st Almada sv) - Di Maria 6.5 (13' st Paredes 6.5), Messi 7, Alvarez 7 (34' st Lautaro Martinez sv). Ct. Scaloni 7.
Arbitro: Makkelie (Olanda) 6
Note: ammoniti Acuña e Krychowiak. Spettatori 44.089.