La rivincita di Arnold, quando il gesto dell'ombrello diventa mondiale
di Maurizio Crosetti , di Maurizio CrosettiNell'enciclopedia del corpo, dove ogni gesto può essere una parola se non addirittura una frase, o forse un linguaggio intero, il "gesto dell'ombrello" è un classico ormai internazionale, un esperanto che non ha bisogno di traduzioni. Non fanno eccezioni i mondiali di calcio dove, appunto, la mondializzazione di ogni immagine diventa planetaria all'istante. Così il gesto, appunto, dell'ombrello con cui l'allenatore dell'Australia ha festeggiato il passaggio del turno dopo avere sconfitto la Danimarca. Costui, non proprio tra i ct più celebri del calcio internazionale, si chiama Graham Arnold, ha 59 anni e nella vita è stato un centravanti di discreta efficacia in Olanda e soprattutto in Belgio, quindi è tornato a casa e ha cominciato ad allenare con ottimo esito. Nessuno, per le statistiche australiane, a livello di club ha vinto quanto lui. E in Nazionale, il gestuale Arnold si è preso la soddisfazione…
Nell'enciclopedia del corpo, dove ogni gesto può essere una parola se non addirittura una frase, o forse un linguaggio intero, il "gesto dell'ombrello" è un classico ormai internazionale, un esperanto che non ha bisogno di traduzioni. Non fanno eccezioni i mondiali di calcio dove, appunto, la mondializzazione di ogni immagine diventa planetaria all'istante. Così il gesto, appunto, dell'ombrello con cui l'allenatore dell'Australia ha festeggiato il passaggio del turno dopo avere sconfitto la Danimarca. Costui, non proprio tra i ct più celebri del calcio internazionale, si chiama Graham Arnold, ha 59 anni e nella vita è stato un centravanti di discreta efficacia in Olanda e soprattutto in Belgio, quindi è tornato a casa e ha cominciato ad allenare con ottimo esito. Nessuno, per le statistiche australiane, a livello di club ha vinto quanto lui. E in Nazionale, il gestuale Arnold si è preso la soddisfazione di andare in Qatar eliminando nei playoff il Perù, comunque una rappresentativa tra le più importanti e storiche del Sudamerica.
La rivincita di Arnold
Felice come un bambino discolo, Graham Arnold ha mostrato in mondovisione un avambraccio flesso che non sappiamo come e quanto abbia interpretato il pubblico locale (in Qatar non piove mai, e lì gli ombrelli sono appena meno rari dei cani da tartufi e delle ghette). In quel momento, pensando forse a tutte le critiche ricevute per i pessimi risultati dell'Australia all'inizio dell'anno, quando il vivace Graham ha rischiato l'esonero, il ct monello si è preso la rivincita e ha posto un'ipoteca sul rinnovo del contratto in scadenza. Non sappiamo quanto egli fosse consapevole del fatto che, nel calcio, l'ombrello appoggiato alla parte interna del gomito gode di una lunga tradizione, essendo stato tolto dalla fodera da personaggi come Roberto Mancini (da giocatore, all'Europeo '88) e Maradona, il quale veramente quel gesto lo dedicò al fisco italiano durante una celebre intervista televisiva.
Valeria Marini, l'ombrello in difesa di Cecchi Gori
Ombrelli da stadio hanno mostrato, nel corso del tempo, Salvatore Bagni e il povero professor Scoglio, Massimo Moratti e il viperetta Ferrero, e più di recente David Moyes nei confronti del collega Guardiola. Qualcuno ricorderà anche l'ombrello di Julio Velasco ai mondiali di volley del 2018 in un Argentina-Polonia, curiosamente in campo in Qatar proprio in questo turno, senza però braccia o avambracci in azione. Anche se il più memorabile gesto dell'ombrello allo stadio resta quello di Valeria Marini dopo un gol di Batistuta, sporgendosi lei dalla balaustra con tutte le sue grazie in vistoso equilibrio: Valeriona ce l'aveva col pubblico che aveva insolentito il suo compagno di allora, Vittorio Cecchi Gori. Tutti questi ombrellai, in ogni caso, citano un grande classico anche senza volerlo, cioè "I vitelloni" di Fellini, con Alberto Sordi che piega il braccio e fa la pernacchia ai lavoratori sul ciglio della strada. Gesto unico ma non irripetibile, anzi replicato di continuo, forse volgare, assolutamente popolare e adesso addirittura mondiale.