Costarica-Germania 2-4: per i tedeschi è la vittoria più inutile, sono eliminati
dal nostro inviato Matteo Pinci , dal nostro inviato Matteo PinciLo psicodramma si cristallizza nell’urlo agghiacciante che riempie questa tenda beduina nel deserto anche se la partita, qui, non è ancora finita. La Germania sta vincendo 4-2 ma non può far nulla per cambiare il proprio destino: eliminata, prima ancora che si inizi a fare sul serio. Come quattro anni fa. Come l’Italia post 2006, dopo il Mondiale del 2014 per i tedeschi sono arrivate due eliminazioni al primo turno. Non è bastato cambiare tutto, perché tutto cambiasse davvero: l’addio del mito Kroos in campo e del consunto Joachim Löw in panchina.
Maledetta riconoscenza, Hansi Flick. Quella per Thomas Müller, ombra del giocatore del 2014 ma tributo ereditario dell’ultimo successo Mondiale. Quella per il Bayern Monaco, grazie a cui l’anonima carriera del tecnico tedesco è decollata, rumorosamente, dopo tredici anni passati all’ombra di altri allenatori. Poi la Champi…
Lo psicodramma si cristallizza nell’urlo agghiacciante che riempie questa tenda beduina nel deserto anche se la partita, qui, non è ancora finita. La Germania sta vincendo 4-2 ma non può far nulla per cambiare il proprio destino: eliminata, prima ancora che si inizi a fare sul serio. Come quattro anni fa. Come l’Italia post 2006, dopo il Mondiale del 2014 per i tedeschi sono arrivate due eliminazioni al primo turno. Non è bastato cambiare tutto, perché tutto cambiasse davvero: l’addio del mito Kroos in campo e del consunto Joachim Löw in panchina.
Maledetta riconoscenza, Hansi Flick. Quella per Thomas Müller, ombra del giocatore del 2014 ma tributo ereditario dell’ultimo successo Mondiale. Quella per il Bayern Monaco, grazie a cui l’anonima carriera del tecnico tedesco è decollata, rumorosamente, dopo tredici anni passati all’ombra di altri allenatori. Poi la Champions del Covid e le porte della Mannschaft, che al fischio d’inizio ha zavorrato, si fa per dire, di sette calciatori del Bayern. Per herr Flick erano i suoi ragazzi, quelli con cui aveva costruito la propria favola. Come un capitano che sceglie la stessa ciurma senza capire che sono cambiate le condizioni di navigazione.
Che il calcio tedesco s’è aperto e forse i migliori, oggi, non giocano più nella locomotiva della Bundesliga: perché altrimenti confinare due volte di fila in panchina un certo Havertz, un ragazzo che a 22 anni ha già deciso una Champions e che, da solo, ha permesso di evitare almeno la figuraccia della sconfitta con il Costarica. Per 150 secondi i centroamericani sono stati qualificati grazie all’autogol di Neuer causato da Tejeda, che di nome fa Yeltsin perché alla mamma piaceva il suono che sentiva alla tv quando si parlava del presidente russo. Havertz poi ha consegnato alla Spagna un posto negli ottavi, illudendosi che gli spagnoli, segnando, gli restituissero il favore. In un giorno già storico per il debutto di un arbitro donna: madame Frappart ha fischiato poco, 12 falli (la media? una ventina abbondante) e ha dovuto chiedere al quarto uomo Martinez se fosse gol o no il 4° dei tedeschi: le si era rotto l’auricolare.
Eppure un nuovo crollo tedesco non era impronosticabile. Anzi. Meno del 5% dei giocatori che potrebbero giocare nell’Under 21 tedesca è già in Bundesliga, tanti dei giovani che le squadre tedesche lanciano vengono da altri paesi. Nel 2014 il Bayern aveva 7 prodotti del vivaio in squadra, oggi ne ha uno e mezzo, perché Musiala si è formato nel Chelsea. La Germania ha investito nello sviluppo dei settori giovanili un miliardo di euro: un sessantaquattresimo del Pil annuale del Costarica. Hanno monitorato più di un migliaio di ragazzi a triennio per verificarne lo sviluppo tecnico e motorio. Hanno pianificato tutto. Non il gol del Giappone che ha trasformato gli ultimi minuti della loro partita in una triste passerella di addio.
Costa Rica (5-4-1): Navas 6.5 – Fuller 6 (29’ st Bennette 6), Duarte 5, Waston 5, Vargas 6.5, Oviedo 6.5 (49’ st Wilson sv) – Aguilera 6 (1’ st Salas 6.5), Borges 6, Tejeda 7 (49’ st Contrera sv), Campbell 6.5 – Venegas 6 (29’ st Matarrita sv). Ct: L. Suarez 6.
Germania (4-2-3-1) Neuer 4 – Kimmich 4.5, Sule 4 (48’ st Ginter sv), Rudiger 4.5, Raum 6 (22’ st Gotze 6) – Goretzka 5.5 (1’ st Klostermann 6), Gundogan 5 (10’ st Fullkrug 6.5) – Gnabry 6.5, Musiala 6.5, Sané 4 – Muller 4 (22’ st Havertz 8). Ct: Flick 5.
Arbitro: Frappart (Fra) 6.5
Reti Reti: nel pt 10' Gnabry, nel st 13' Tejeda, 25' Vargas, 28' e 40' Havertz, 44' Fuellkrug
Note: ammoniti Duarte. Recuperi 1’ e 10’. Spettatori 67.054