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Croazia-Belgio 0-0: Lukaku tra errori e lacrime, eliminati i Diavoli Rossi

Thierry Henry consola Romelu Lukaku (ansa)
L'attaccante entra nella ripresa ma prima colpisce un palo clamoroso, poi sbaglia un gol fatto a pochi passi dalla porta e alla fine si scoglie in un pianto a dirotto. I balcanici soffrono nel finale ma vanno agli ottavi
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DOHA – In campo c’erano due terzi del podio dell’ultimo Mondiale: non ha segnato né vinto né perso nessuno però le lacrime rigano i volti attoniti dei giocatori del Belgio, che hanno finalmente sfoderato una partita all’altezza del loro repertorio (come lo è stata quella della Croazia, a tratti deliziosa) ma alla fine si sono incagliati su tre tragici quarti d’ora di Lukaku, il quale è entrato dopo l’intervallo al posto di Mertens (che ci aveva già messo del suo, sbagliando un paio d’occasioni) e ha cominciato a mangiarsi un gol dopo l’altro, uno peggio dell’altro, raggiungendo il clou nel primo minuto dopo il 90’, quando ha cercato di colpire con la pancia (ma perché?) un cross di Thorgan Hazard che lo aveva liberato a due metri dalla porta: la palla si è come afflosciata sul suo ventre finendo docile tra la braccia tra le braccia di Livakovic, ormai rassegnato al gol c…

DOHA – In campo c’erano due terzi del podio dell’ultimo Mondiale: non ha segnato né vinto né perso nessuno però le lacrime rigano i volti attoniti dei giocatori del Belgio, che hanno finalmente sfoderato una partita all’altezza del loro repertorio (come lo è stata quella della Croazia, a tratti deliziosa) ma alla fine si sono incagliati su tre tragici quarti d’ora di Lukaku, il quale è entrato dopo l’intervallo al posto di Mertens (che ci aveva già messo del suo, sbagliando un paio d’occasioni) e ha cominciato a mangiarsi un gol dopo l’altro, uno peggio dell’altro, raggiungendo il clou nel primo minuto dopo il 90’, quando ha cercato di colpire con la pancia (ma perché?) un cross di Thorgan Hazard che lo aveva liberato a due metri dalla porta: la palla si è come afflosciata sul suo ventre finendo docile tra la braccia tra le braccia di Livakovic, ormai rassegnato al gol che avrebbe ribaltato il verdetto e introdotto un altro tipo di futuro.

<<La cronaca della gara>>

I tre quarti d’ora da incubo di Lukaku

Il Belgio ricorderà per sempre i 45’ di Lukaku che cambiarono la storia del calcio belga, cominciati al 17’ st con un destro sottomisura finito sul palo interno (in questo caso più sfortuna che demerito, però), continuati un minuto dopo con un colpo di testa in solitudine mandato alto sopra la traversa, proseguiti al 42’ st con un incomprensibile tocco di polpaccio nell’area piccola su assist di Meunier (che lentezza di riflessi) e finiti con quella spanciata che diventerà una pietra miliare della memoria collettiva belga. Nei minuti di recupero avrebbe avuto un’altra occasione, ma è stato un portentoso anticipo del portentoso Gvardiol a negargliela. La partita, tra le lacrime dell'attaccante consolato da Henry, è finita lì.

La rivoluzione di Martinez: Mertens titolare

Il Belgio doveva vincere a tutti i costi ma ha provato a farlo davvero soltanto nel secondo tempo, quando l’ingresso di Lukaku ha cambiato la squadra nel bene come nel male. Nel primo era stato Mertens a sprecare, un assist geniale di De Bruyne soprattutto: l’ex napoletano è stata una delle sorprese di Martinez, che ha rimescolato al squadra mettendo Trossard falso 9, inserendo il difensore Dendoncker a centrocampo, rilanciando Carrasco a sinistra e giubilando entrambi gli Hazard.

Brozovic e Modric, che centrocampo

La squadra ha reagito alle polemiche di questi giorni anche se la Croazia è sempre stata superiore per qualità di gioco, specialmente con la raffinatezza del suo trio di centrocampo: Brozovic è cresciuto moltissimo e Modric ha sciorinato il suo calcio incantatore, peccato che davanti Livaja sia sembrato un pesce fuor d’acqua, ma d’altronde le sue non memorabili frequentazioni del calcio italiano avevano già detto molto del suo livello.

Il triplo miracolo di Courtois

La Croazia è partita fortissima in entrambi il tempo, sfiorando il gol Perisic (bravissimo anche lui) già dopo 10” e poi bombardando Courtois (Kovavic, Brozovic, Modric) tra il 5’ e il 10’ della ripresa. La partita ha mantenuto toni tecnici e agonistici molto alti, anche se alla fine sono stati gli abissi di Lukaku a prendersi la scena. Riuscirà mai a far pace con questi 45 terribili minuti? Non lo ha sicuramente fatto il ct Martinez, che nella conferenza dopo il match ha annunciato il proprio addio alla nazionale.