Prove di rivoluzione: occhio a Giappone e Usa, Mbappé e Messi solidi
di Paolo Condò , di Paolo CondòTutti i sei continenti agli ottavi (nel calcio le Americhe sono due), almeno una sorpresa al giorno, nessuna squadra a punteggio pieno, Giappone e Marocco capaci di vincere i loro gruppi, Germania fuori ai gironi per la seconda volta consecutiva, a casa altre grandi tradizionali come Uruguay e Belgio, Usa belli e ambiziosi, perfino l’Australia alla quarta partita, otto europee ancora dentro contro le dieci del 2018. Fin qui un Mondiale più divertente che bello, ma certamente percorso da un vento di rivoluzione. Gli ottavi ci diranno se sarà tempesta.
Olanda-Usa
La prima gara di oggi è anche l’ottavo in cui la possibilità di ulteriori sorprese è più elevata. L’Olanda è una grande storica che in questo torneo non sta andando molto oltre la sufficienza: funziona la difesa, ed è esploso al …!-->!-->
Tutti i sei continenti agli ottavi (nel calcio le Americhe sono due), almeno una sorpresa al giorno, nessuna squadra a punteggio pieno, Giappone e Marocco capaci di vincere i loro gruppi, Germania fuori ai gironi per la seconda volta consecutiva, a casa altre grandi tradizionali come Uruguay e Belgio, Usa belli e ambiziosi, perfino l’Australia alla quarta partita, otto europee ancora dentro contro le dieci del 2018. Fin qui un Mondiale più divertente che bello, ma certamente percorso da un vento di rivoluzione. Gli ottavi ci diranno se sarà tempesta.
Olanda-Usa
La prima gara di oggi è anche l’ottavo in cui la possibilità di ulteriori sorprese è più elevata. L’Olanda è una grande storica che in questo torneo non sta andando molto oltre la sufficienza: funziona la difesa, ed è esploso al ritmo di un gol a partita Cody Gakpo, attaccante tecnico e agile con un gran tiro e l’urgenza di imporsi (ha 23 anni, la prossima sarà la sua estate di mercato). L’atteggiamento di Van Gaal, il più prudente dei maestri olandesi, costa però un uomo a centrocampo: finché regge De Jong bene, ma l’energia dei ragazzi americani – ragazzi nel vero senso della parola, è la nazionale con l’età media più bassa – sarà un bel banco di prova. McKennie è una pila atomica (gioca un tempo e mezzo, poi esce), Musah pressa senza sosta, Adams è un efficace quarterback, Dest e Robinson due corridori instancabili e davanti Pulisic – recuperato per la sfida – sa dare il meglio nelle gare pesanti. Pronostico al pelo: 49-51.
Argentina-Australia
Il clamoroso passaggio a vuoto iniziale con l’Arabia Saudita non è costato all’Argentina né la qualificazione né il primo posto, ma soltanto la possibilità sfumata di risparmiare ai big la terza partita, come hanno fatto per esempio Francia e Brasile. Un pedaggio accettabile rispetto alla grande paura provata col Messico fino al gol liberatorio di Messi. L’Argentina della terza gara, riveduta e corretta da Scaloni, ha riguadagnato lo status di candidata al titolo, che pareva dissolto. Fernandez, Mac Allister e Julian Alvarez sono nuovi titolari, De Paul e Di Maria crescono in un ecosistema che dovrebbe consentire a Messi di aggiungere le sue perle e non di supplire alle altrui latitanze. Un suggerimento: Leo sa fare meravigliosamente quasi tutto, e quel quasi è costituito dai rigori. Un esecutore alternativo lo tranquillizzerebbe. L’Australia ha portato agli ottavi la sua mentalità di squadra lottatrice, ed è un traguardo che la rappresenta al meglio. Difficile pensarla oltre, però. Pronostico solido: 75-25.
Francia -Polonia
È probabile che la passeggiata di salute toccata fin qui alla Francia, che all’interno del girone più semplice si è potuta permettere perfino una sconfitta innocua con la squadra B, prosegua negli ottavi: la Polonia vive sul miglior portiere del torneo – Szczesny per distacco, fin qui – e su quello che altrove sarebbe il miglior centravanti (Lewandowski), ma certo non lo è nel contesto ultradifensivo del c.t. Michniewicz. Facile prevedere un dominio francese, considerato poi che le molte assenze – da Pogba e Kante fino a Benzema e Lucas – sono state assorbite in modo naturale. Mbappé è ormai il calciatore dominante di quest’epoca, Griezmann ha trovato il ruolo di raccordo che lo rende prezioso, Theo è più forte del fratello, Dembélé sta finalmente decollando. Paradossalmente, il problema di Deschamps potrebbe essere l’approdo ai quarti un po’ troppo sul velluto. Pronostico netto: 85-15.
Inghilterra-Senegal
L’immediatezza con la quale Koulibaly è salito nell’area avversaria per ristabilire il vantaggio sull’Ecuador appena perduto dice molto sulla determinazione del Senegal a non essere la solita meteora: ha vinto la Coppa d’Africa in gennaio, ha superato il percorso a ostacoli per essere qui, ha passato la tagliola della fase a gironi. Dia non può essere Mané ma ha dato stabilità al reparto avanzato in coppia con Sarr. Insomma, la scoppiettante Inghilterra di questi giorni trova una rivale adeguata a misurarne la crescita. Southgate può contare sulla voglia di affermazione dei suoi giovani: le risorse di Bellingham sembrano infinite, Foden, Rashford e Grealish mettono continuamente in discussione la titolarità di Mount, Saka e Sterling – e se gestita bene questa è una grande ricchezza – la coppia di difensori centrali Stones-Maguire aspetta test probanti ma intanto regge, l’unica macchia sul bilancio è lo zero alla voce gol di Kane. Zero su nove fa rumore. Pronostico curioso: 65-35.
Giappone-Croazia
Lo stupefacente Giappone vanta una struttura adeguata dietro – ha subito un gol a partita – e soprattutto una strategia di gara rivoluzionaria: il c.t. Moriyasu immette i giocatori decisivi, quelli che saltano l’uomo creando e realizzando le palle-gol, nel secondo tempo.
La vittoria sulla Germania è stata firmata in otto minuti di fuoco da Doan e Asano, entrambi subentrati come il deus ex machina Mitoma. Il sorpasso sulla Spagna, in tre minuti di delirio atletico, si deve ancora al subentrato Doan e a Tanaka, assistito da un miracoloso recupero del subentrato Mitoma. Ripeterà questa strategia contro l’astuta Croazia? Contro quello che rimane un centrocampo superbamente assortito, ordinato da Brozovic, ispirato da Modric e sostenuto da Kovacic? Ai croati manca evidentemente una punta all’altezza, stante i due 0-0 contro Marocco e Belgio (e se Lukaku…), ma la difesa gira attorno alla nuova stella Gvardiol, e si è lasciata sorprendere soltanto da Davies. La rivoluzione nipponica o la solidità croata? Pronostico in bilico: 49-51.
Brasile-Corea del Sud
Le squadre asiatiche hanno prodotto una tale quantità di sorprese da escludere che il Brasile prenda la Corea sotto gamba. Sarà attento e concentrato, e soprattutto se andrà in vantaggio non si fermerà fino a una distanza di sicurezza. La Corea, però, anche contro i portoghesi ha messo in campo la sua capacità di sopravvivere in attesa che passi l’occasione, come un treno nella notte da prendere al volo: Son e Hwang l’hanno fatto in modo magistrale. Difficile che Neymar venga rischiato: a dispetto del k.o. contro il Camerun che autorizzerebbe dei dubbi, se ti chiami Brasile devi essere capace di battere la Corea anche senza la tua stella, in modo da garantirle altri quattro giorni di recupero in vista dei quarti. Pronostico chiaro: 80-20.
Marocco-Spagna
Ipotizzare che la Spagna abbia perso apposta col Giappone per togliersi di torno la Germania è ridicolo. Rilevare che negli ultimi 20 minuti non abbia alzato il ritmo, come se la prospettiva di evitare il lato sudamericano del tabellone non le dispiacesse, è altra faccenda. Se una scelta che Luis Enrique comunque nega è stata felice, lo deciderà anche il magnifico Marocco di Ziyech e Amrabat (che torneo il viola!): fin qui una delle africane più forti e divertenti viste a un Mondiale. Il palleggio della Spagna è stordente, ma mentre Guardiola – il suo evidente ispiratore – si è da tempo evoluto a una maggiore verticalità, Luis Enrique è puro tiqui-taka. Se praticato senza ritmo, pecca di inefficacia. Pronostico apertissimo: 45-55.
Portogallo-Svizzera
L’ultimo ottavo sarà tra i più equilibrati. Al Portogallo non manca nulla per puntare al traguardo massimo, compreso il turno di riposo concesso ai big – Ronaldo a parte – a metà torneo. Il telaio di Manchester – Rubén Dias, Cancelo e Bernardo Silva del City più Bruno Fernandes dello United, con la postilla dell’ex CR7 – trova abbondanti optional in Joao Felix, Leao e i nuovi talenti del Benfica: come si dice da tempo, l’unico dubbio riguarda Fernando Santos, il ct che su Ronaldo non riesce a imporsi nemmeno per farlo riposare nelle partite inutili. La Svizzera è una signora squadra, come ben sappiamo, capace di interpretare al meglio i singoli segmenti di partita. Sa soffrire come contro il Brasile, passato nel finale solo grazie a un colpo di Casemiro; sa comandare il gioco, come contro il Camerun; non perde mai la calma, come ieri quando la Serbia (che spreco di talento) l’ha sorpassata, e lei pazientemente l’ha rimontata per poi ripassarle davanti con un grande gol di Freuler. Pronostico stretto: 60-40.