✕

Ghana-Uruguay 0-2: non basta la doppietta di De Arrascaeta, Celeste eliminata

I sudamericani mancano gli ottavi per il minor numero di reti segnate rispetto alla Corea del Sud, tornano a casa anche gli africani
3 minuti di lettura

Al Wakrah - "Vendetta per il 2010" invocava il cartello di un tifoso del Ghana, scritto col pennarello sul cartone di una scatola, roba da lavoratori che i VVPI, le Very Very Important person, aristocrazia del Mondiale, sdegnano. Gli spettatori normali si mettono in coda lungo transenne bianche, i reporter passano il metal detector a una certa ora, non troppo presto, né troppo tardi, i VIP, manager, sponsor, diplomatici si avviano con una navetta gialla, solo i VVIP, la famiglia dell'emiro al Thani, i dignitari di corte, i colleghi del presidente Fifa Gianni Infantino, al polso adesso un braccialetto artigiano locale multicolore, hanno accesso alle lounge riservate, una corsia per le limousine e gli SUV neri e si favoleggia di coppe di champagne doc.

Al Wakrah - "Vendetta per il 2010" invocava il cartello di un tifoso del Ghana, scritto col pennarello sul cartone di una scatola, roba da lavoratori che i VVPI, le Very Very Important person, aristocrazia del Mondiale, sdegnano. Gli spettatori normali si mettono in coda lungo transenne bianche, i reporter passano il metal detector a una certa ora, non troppo presto, né troppo tardi, i VIP, manager, sponsor, diplomatici si avviano con una navetta gialla, solo i VVIP, la famiglia dell'emiro al Thani, i dignitari di corte, i colleghi del presidente Fifa Gianni Infantino, al polso adesso un braccialetto artigiano locale multicolore, hanno accesso alle lounge riservate, una corsia per le limousine e gli SUV neri e si favoleggia di coppe di champagne doc.

Gli dei, almeno gli dei antichi del deserto, prima che i nomadi si convertissero all'Islam, avevano concesso al Ghana la vendetta contro l'Uruguay, chissà se la grazia fosse attribuibile a Hubal, l'Arciere, Al-Lat, la Madre o magari solo al Fato, temuto ancora dagli ultimi beduini. Qualunque sia stata la mano divina, la vendetta è arrivata al 20' di Ghana-Uruguay. Con il Portogallo avanti sulla Corea del Sud, agli africani del coach Otto Addo bastava un pareggio contro la Celeste di Diego Alonso, quando il portiere uruguagio Rochet falcia in area Kudus lanciato a rete, abbrancandone le gambe. Che sia rigore nessun dubbio, solo l'arbitro Sibert intravede il miraggio di un fuorigioco. Il Var, opportuno, lo richiama, e assegna il penalty, per la furia di Nunes e di Rochet che poteva essere espulso. Nel 2010, in Sud Africa, il Ghana, batté al Mondiale, un altro tiro dagli undici metri contro l'Uruguay. Poco prima, per salvare la qualificazione, Luis Suarez, che i ghanesi chiamano dunque "Demonio", para con le mani e viene cacciato. Va a battere Asamoah Gyan, che il capitano Appiah carica con il monito "Rendi orgogliosa l'Africa". Teso, Gyan centra la traversa, Suarez fa il diavolo a bordo campo, come con il morso a Chiellini, quattro mesi di squalifica, gli insulti razzisti a Evra, otto partite fuori, vita rabbiosa.

Allo stadio Al Janoub, i ghanesi fan capannello per decidere chi tira e condividere pareri sul portiere Rochet, che ha preso il posto al veterano Muslera, quattro Mondiali: si butta a destra? a sinistra?. Scelgono Andre Ayew, che si avvia, scambia uno sguardo con il fratello Jordan, compagno di attacco e arriva sul dischetto. Né Hubal, né Al-Lat e neppure il Fato gli sono benigni, esce una scarpata sbilenca che Rochet smorza e un compagno libera. Lo choc atterra, per tutto il primo tempo, i ghanesi. Qualche fallo, poche idee, inutile caracollare sulle fasce, stomaco svuotato dalla vendetta mancata, dodici anni dopo.
Al 26', gli dei antichi premiano la Celeste, che vinse il primo Mondiale, 1930, e Giorgian de Arrascaeta picchia con la chioma bionda il pallone, 1 a 0, qualificazione vicina. Commentando la storica vittoria per 2 a 1 dell'Uruguay sul Brasile, al Maracana, Mondiale 1950, che schiuse la via verso la seconda Coppa a Montevideo, il decano del calcio italiano Gianni Brera amava dire "gli uruguagi difesero lo 0-1", ma il Ghana era incapace di difendere lo 0-0, che l'avrebbe promosso agli ottavi, figurarsi lo svantaggio.

Sfrontata e arrogante, con la "garra charrua", artiglio sinonimo di caparbietà degli indigeni Charruas, la nazionale di Alonso cerca il raddoppio e lo trova, con un calibrato tiro al volo, doppietta di de Arrascaeta, assist del "Demonio" Suarez, bel passaggio di Nunez, che poco dopo, in area, scompiglia festante la chioma del capitano. Tira Kudus, Ayew ci prova da corner, imitato senza frutto dal fratello Jordan, Gimenez sbaglia il 3 a 0 di testa e riposo.

Il secondo tempo non muta passo, le Stelle Nere del Ghana fremono senza concretezza, in panchina Alonso predica calma, Addo frenesia. L'Uruguay invoca un secondo rigore, intervento di Amartey, arbitro e Var dicono di no. Luis Suarez sbrocca al 60', inveendo contro Siebert e avversari, si becca un giallo, continua a sbraitare, lo graziano dal rosso. Bukari e Pellistri sbagliano buone occasioni, Alonso chiama fuori Suarez in evidente crisi di nervi, entra a battersi Edinson Cavani. Valverde cerca il gol da 60 metri, Semeyo non accorcia le distanze per un nulla, ma all'80' il ghigno feroce di Luis Suarez, irridente in panchina, diventa smorfia contorta, coperta dalla maglia stirata addosso. Al 91' infatti, il coreano Hwang Hee-Chan porta i suoi avanti al Portogallo, 2 a 1, e per il confronto delle reti, 2-2 contro 4-4, passano i coreani, con i portoghesi, la Celeste va a casa.

Basterebbe un gol per riavere gli ottavi, Cavani lo cerca di testa, lo pretende su rigore, i ghanesi ringhiano in contropiede per il punto di bandiera, i portieri Rochet e Ati-Zigi intignano, 8 minuti di recupero non bastano, punizione di De La Cruz al 55' parata. Stavolta anche i Diavoli piangono, come Suarez, inconsolabile. Dopo Spagna, Germania, Argentina, Belgio, anche il Portogallo di Ronaldo perde una partita nella Götterdämmerung del deserto, ma almeno passa, con i felicissimi coreani.

Ghana-Uruguay 0-2 (0-2)
Ghana (4-2-3-1): Ati-Zigi, Salisu, Rahman, Amartey, Alidu; Partey, Jordan Ayew (1' st Sulemana), Andre Ayew (1' st Bukari), Kudus (52' st Issahaku), Abdul Samed (27' st Kyereh); Williams (27' st Semenyo) (12 Danlad, 16 Nurudeen, 2 Lamptey, 3 Odoi, 6 Owusu, 13 Afriyie, 14 Mensah, 15 Aidoo, 23 Djiku, 24 Sowah).
All.: Addo.
Uruguay (4-4-2): Rochet, Gimenez, Varela, Olivera, Coates, Bentancur (34' pt Vecino), De Arrascaeta (35' st Gomez), Valverde, Pellistri (21' st De La Cruz), Suarez (21' st Cavani), Nunez (35' st Canobbio). (1 Muslera, 12 Sosa, 3 Godin, 14 Torreira, 17 Vina, 20 Torres, 22 Caceres, 25 Ugarte, 26 Rodriguez). All.: Alonso.
Arbitro: Siebert (Germania)
Reti: nel pt 26' e 32' De Arrascaeta
Angoli: 5 a 2 per il Ghana.
Recupero: 8' e 8'.
Ammoniti: Nunez e Suarez per comportamento non regolamentare, Sulemana, Alidu e Coates per gioco falloso.
Spettatori: 43.443
Note: al 19' pt l'arbitro concede dopo controllo al Var un rigore al Ghana per fallo del portiere Rochet su Kudus. Andre Ayew lo sbaglia.