Messi fa mille, ma l'Australia vuole rovinare la festa all'Argentina: "Ci piacerebbe stupire ancora un po'"
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròDOHA - La millesima partita di Messi da professionista non poteva essere banale: l'ottavo di finale di un Mondiale. E anche se Scaloni, seguito nella moderata protesta dal collega australiano Arnold, ritiene che non abbia senso un calendario che impone di scendere di nuovo in campo a due giorni e qualche ora dall'impegno precedente a l'ultimo della fase a gironi ("una follia, ma la Fifa ha deciso così"), questo è uno dei tipici casi in cui non si tratta soltanto di pura statistica. Il numero mille ha sempre un significato particolare, perché è una meta riservata a pochi.
Leo a due passi da Matthaeus
Il millesimo gol di Pelé, per quanto sul dato non ci fosse l'unanimità tra gli specialisti sul settore, fu un evento attesissimo. Qui sembrano esserci meno dubbi. Il conteggio è arrivato a 999: 778 partite col Barcellona, 53 col Psg, 167 con l'Argentina. Se lo si scompone ulteriormente, il dettaglio è i…
DOHA - La millesima partita di Messi da professionista non poteva essere banale: l'ottavo di finale di un Mondiale. E anche se Scaloni, seguito nella moderata protesta dal collega australiano Arnold, ritiene che non abbia senso un calendario che impone di scendere di nuovo in campo a due giorni e qualche ora dall'impegno precedente a l'ultimo della fase a gironi ("una follia, ma la Fifa ha deciso così"), questo è uno dei tipici casi in cui non si tratta soltanto di pura statistica. Il numero mille ha sempre un significato particolare, perché è una meta riservata a pochi.
Leo a due passi da Matthaeus
Il millesimo gol di Pelé, per quanto sul dato non ci fosse l'unanimità tra gli specialisti sul settore, fu un evento attesissimo. Qui sembrano esserci meno dubbi. Il conteggio è arrivato a 999: 778 partite col Barcellona, 53 col Psg, 167 con l'Argentina. Se lo si scompone ulteriormente, il dettaglio è il seguente: 559 nei campionati argentino, spagnolo e francese, 81 nelle coppe nazionali, 161 in Champions, 21 in Supercoppa, 4 nella Supercoppa europea, 5 nel Mondiale per club, 51 nelle amichevoli con l'Argentina, 60 nelle qualificazioni per il Mondiale, 34 in Copa America, 1 nella Finalissima con l'Italia tra campioni del Sudamerica e dell'Europa e 22 appunto al Mondiale. La ventitreesima di Messi, che incalza il recordman Matthaeus (25) e potenzialmente è in grado di superarlo in quest'edizione del torneo non è tuttavia l'unica suggestione.
Lo scandalo del papà di Alexis
Argentina-Australia non è un inedito e i precedenti stuzzicano la nostalgia. Domenica 31 ottobre 1993 si giocò a Sydney l'andata dello spareggio per andare al Mondiale di Usa '94. Maradona, convinto dall'amico Oscar Ruggeri, tornava in campo per questo delicatissimo appuntamento dell'Albiceleste, con la quale non giocava dal Mondiale italiano del 1990. Tra gli avversari trovava un debuttante: proprio l'attuale ct dell'Australia Graham Arnold, centravanti con maglia classica, la numero 9. Tra i compagni di Diego, invece, c'era un altro esordiente: il difensore Carlos Javier Mac Allister, padre di Alexis, che adesso, nel centrocampo schierato da Scaloni, copre le spalle a Messi. A Sydney andò così all'Argentina allora guidata da Alfio Basile: 1-1 grazie al gol di Abel Balbo. Al ritorno al Monumental di Buenos Aires, però, l'1-0 firmato da Batistuta le garantì la partecipazione al Mondiale statunitense, quello della squalifica di Maradona per doping. La serata australiana passò alla storia anche per altri due episodi. Il primo fu la scena, immortalata dalla televisione nazionale, dello spogliatoio argentino, in cui a un certo punto in primo piano, si vedeva Mac Allister senior nudo: all'emittente costò una multa, al giocatore solo gli scherzi dei compagni: se non andò al Mondiale non fu certo per quello, ma perché Basile cominciò a preferirgli Chamot.
Quella festa a Buenos Aires
Il secondo episodio, raccontato dallo stesso Arnold, riguarda la partita di ritorno. Colpito dal fatto che nessuno avesse fischiato l'inno argentino a Sydney, Maradona promise che al ritorno gli avversari avrebbero ricevuto lo stesso trattamento. Con una postilla. La sera, dopo la gara, la squadra australiana venne invitata a una festa: "Ci aspettavano 15 taxi in fila, sotto il nostro hotel. Mi si avvicinò un uomo e mi disse: il signor Maradona vuole invitarvi, è tutto a sue spese. Passammo una grande notte". Ma oggi quel ricordo è un po' sbiadito e Arnold ha un'ambizione, dichiarata nemmeno troppo sottovoce: "Abbiamo già stupito tutti, in questo Mondiale. Ci piacerebbe continuare ancora un po'".