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Brasile tra infortuni e cupi presagi. Tite e il dilemma Neymar

Ora la Seleçao ha paura di uscire dal Mondiale, non ha mai vinto il titolo se ha perso una partita. Urge il ritorno dellastella del Psg, ma col recupero affrettato c'è il rischio ricaduta. L'attacco stenta: solo 3 gol in 3 giornate. Torneo finito per Telles e Gabriel Jesus
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DOHA - Cupi presagi avvolgono di colpo la Seleçao, che si era crogiolata finora nella convinzione di essere la più forte: i pentacampioni non hanno mai vinto il Mondiale, quando hanno perso una partita nella fase iniziale. E l'attacco, malgrado l'abbondanza dei talenti convocati, stenta: solo 3 gol in 3 partite. Lo annotano gli statistici, categoria gradita alla Torcida solo se ricorda cose che le piacciono e tuttavia ascoltata in qualità di cassandra da smentire. Squadra atavicamente seduta sull'altalena dell'emotività, il Brasile corre il più evidente rischio dopo la sconfitta col Camerun: l'esagerazione. Si esagerava volentieri prima, nell'esaltazione dei garotos Vinicius, Richarlison e Rodrygo eletti in fretta novelli Pelé, e si esagera masochisticamente adesso, nella flagellazione della formazione B colpevole di avere perso da una Nazionale africana al Mondiale, fatto inaudito per chi si considera custode del futeb…

DOHA - Cupi presagi avvolgono di colpo la Seleçao, che si era crogiolata finora nella convinzione di essere la più forte: i pentacampioni non hanno mai vinto il Mondiale, quando hanno perso una partita nella fase iniziale. E l'attacco, malgrado l'abbondanza dei talenti convocati, stenta: solo 3 gol in 3 partite. Lo annotano gli statistici, categoria gradita alla Torcida solo se ricorda cose che le piacciono e tuttavia ascoltata in qualità di cassandra da smentire. Squadra atavicamente seduta sull'altalena dell'emotività, il Brasile corre il più evidente rischio dopo la sconfitta col Camerun: l'esagerazione. Si esagerava volentieri prima, nell'esaltazione dei garotos Vinicius, Richarlison e Rodrygo eletti in fretta novelli Pelé, e si esagera masochisticamente adesso, nella flagellazione della formazione B colpevole di avere perso da una Nazionale africana al Mondiale, fatto inaudito per chi si considera custode del futebol bailado e circostanza statisticamente dolorosa. Serpeggia un'improvvisa insicurezza: Rodrygo non è stato lo stesso trequartista ammirato con la Svizzera e Antony, sulla destra, non ha sfruttato l'occasione. Urge più che mai il ritorno di Neymar, ma l'ematoma osseo alla caviglia è un guaio ormai cronico: un recupero affrettato moltiplicherebbe i rischi di un'irreparabile ricaduta.

La difesa punto di forza e l'autocritica spietata

Il ct stesso sa di dovere portare il cilicio dell'autocritica, per quanto piena di distinguo, di fronte alla constatazione che la difesa, immacolata nelle prime 2 giornate, è diventata il punto di forza in controtendenza con la storia e con la retorica dell'abbondanza in attacco: "Non so quanti conoscano davvero la mia storia di 36 anni da tecnico, che è una storia di metamorfosi, della continua ricerca di un miglioramento. Ma io ci metto la faccia, nel bene e nel male, perciò sì: Tite sarà per sempre quello che ha perso col Camerun". Meno male che, oltre all'altalena di cui sopra, i brasiliani di atavico hanno anche la capacità di abbandonarsi all'ottimismo: "Di solito il Mondiale non concede una seconda occasione, invece a noi l'ha data. Tocca a noi sfruttarla". Con una postilla inconfessata: l'occasione è anche il duello dei duelli, la semifinale con l'avversaria di sempre, l'Argentina.

Il tabellone che consola

Il tabellone un po' consola Tite, anche se la parte più lucida della sua analisi riguarda la necessità di non sottovalutare nessuno, tanto meno la Corea del sud negli ottavi di finale, perché l'equilibrio tecnico è ormai troppo evidente e basta un po' di deconcentrazione per rovinare tutto: "I risultati parlano chiaro: noi abbiamo perso col Camerun, il Portogallo con la Corea, la Francia con la Tunisia, l'Argentina con l'Arabia". Significa che potrebbe davvero capitare, stavolta, che vinca il Mondiale una squadra con una sconfitta lungo il percorso. Ma significa anche, nel gioco dei sottintesi, che la sconfessione del pronostico, d'ora in poi, diventa meno probabile. E se i pronostici verranno rispettati, il Brasile di Neymar sperabilmente recuperato e l'Argentina di Messi, che si trovano appunto dalla stessa parte del tabellone, si sfiderebbero il 13 dicembre in semifinale al Lusail Stadium, dove si giocherà anche la finale del 18. Ma il condizionale è più che mai obbligatorio. Dopo la Corea del sud l'eventuale quarto di finale metterebbe sulla strada della Seleçao il Giappone o la Croazia: "Ma attenzione: il calcio non è il basket: puoi perdere anche per un tiro in porta. E puoi vincere anche con un tiro in porta".

Anguissa e i Leoni Indomabili fanno festa dopo 20 anni

L'allusione al Camerun è un po' ingenerosa, perché è vero che il difetto dell'attacco brasiliano di scorta (il quartetto Antony-Rodrygo-Martinelli-Gabriel Jesus) è stato la scarsa efficacia al tiro, però il portiere Ederson, la riserva di lusso di Alisson, prima del gol di Aboubakar era stato costretto a due parate impegnative: la difesa di scorta della Seleçao (Dani Alves-Militao-Bremer-Telles) ha talvolta vacillato anche per merito degli avversari. A Yaoundé e Douala la vittoria, malgrado l'inutilità sostanziale per la qualificazione comunque sfuggita, è stata salutata come un trionfo: "Adesso siamo davvero i Leoni Indomabili", ha sorriso Anguissa, centrocampista del Napoli. In effetti non vincevano una partita al Mondiale da 20 anni (1-0 all'Arabia Saudita).

Milla contro il Liverpool: "Ha costretto Matip a rinunciare al Mondiale"

Il fatto che ci sia riuscita proprio contro il Brasile trasforma questa spedizione nel successo personale di Samuel Eto'o, l'ex campione diventato nel dicembre 2021 presidente della Fecafoot, la federazione calcistica di Yaoundé: un presidente-padrone, considerato una sorta di tutore del ct Rigobert Song, che nel consuntivo del torneo lo ha voluto ringraziare: "Finalmente abbiamo un presidente molto attivo, che ha saputo riportare nel gruppo la disciplina". Il diverbio col portiere dell'Inter Onana, cacciato dal ritiro, secondo le ricostruzioni dell'episodio, per non avere rispettato le indicazioni tattiche di Song, è stato seguito dall'eccellente partita della riserva Epassy. Ora il prossimo passo, come ha spiegato Roger Milla, massima gloria del calcio camerunese, deve essere verso i grandi club europei: "Mi risulta che Matip, il difensore del Liverpool, abbia una clausola nel contratto che gli impone di rinunciare alle partite in Nazionale. Ma se un calciatore che non va al Mondiale, gli manca il pezzo più importante della carriera. Eto' o lo sa, non deve più succedere".

Allarme calendario: "Da una partita all'altra calo di ritmo del 40%"

Per Tite, che lascerà il ruolo di ct dopo il Qatar, non è ancora il momento dei consuntivi, ma è semmai quello della preoccupazione per la questione fisica. La rotazione di tutta la squadra - 10 cambi rispetto alla seconda partita, addirittura 11 rispetto alla prima - gli ha permesso di valutare se e quanto le riserve potranno dargli una mano nella fase a eliminazione diversa (responso crudele per gli attaccanti, promossi solo Martinelli e nella prima mezz'ora Rodrygo, che però era già titolare aggiunto, buono anche lo spezzone di Bruno Guimaraes), ma soprattutto gli ha permesso di fare risparmiare energie ai titolari: "La questione fisica, in questo Mondiale dal calendario così fitto, non è per nulla secondaria. Abbiamo analizzato ad esempio i dati sulla Polonia e abbiamo visto che contro l'Argentina ha abbassato l'intensità del ritmo del 40% rispetto alle partite precedenti. Il problema è anche di energie mentali, che queste partite così ravvicinate prosciugano".

Telles ko, Alex Sandro in forse: c'è un buco a sinistra

In verità il problema della Seleçao sono gli infortuni. Danilo è pronto al rientro, ma oltre al dilemma Neymar (portarlo almeno in panchina con la Corea del Sud oppure preservarlo ancora per i quarti, ma l'eliminazione diretta non si presta a questo tipo di calcoli), ci sono i casi Gabriel Jesus e Telles: si sono fatti male entrambi al ginocchio destro e per loro il mondiale è finito in anticipo. L'infortunio del terzino è un guaio. A sinistra Tite non è ancora certo del recupero di Alex Sandro e potrebbe essere costretto con la Corea a una soluzione di emergenza: il dirottamento di Danilo a sinistra (ma il veterano Dani Alves a destra non ha brillato) oppure l'impiego fuori ruolo di Marquinhos.