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Argentina-Australia 2-1: Messi trascina l'Albiceleste ai quarti

Messi scaglia il sinistro del vantaggio dell'Argentina (afp)
Il fuoriclasse apre le marcature nel primo tempo, Alvarez raddoppia nella ripresa. I socceroos rientrano in gara con una autorete di Enzo Fernandez su tiro di Goodwin, quindi all'ultimo respiro il portiere Martinez salva il risultato
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DOHA - L'esorcismo non è stato semplice, ma alla fine è riuscito: l'Argentina si è qualificata per i quarti di finale con l'Olanda. Ha battuto l'Australia col fiatone, grazie al terzo gol di Messi al Mondiale e al bis di Alvarez, ma anche ai due Martinez meno pubblicizzati, tra quelli che ha in dotazione Scaloni. Dopo la scalognata deviazione di Enzo Fernandez sul sinistro di Goodwin, che ha riaperto la partita nel finale, sono stati decisivi il salvataggio in spaccata del difensore Lisandro sullo slalomista improvvisato Behich e la parata di Emiliano sulla girata di kuol, il centravanti australiano di scorta. Comunque Messi, tra i vari hechizos, i sortilegi per gli argentini, dei quali si sta sbarazzando uno a uno, ha potuto annotare un'altra felice cancellazione. Con l'arbitro polacco Marciniak, che è tra i candidati a dirigere la finale del Mondiale, l'esorcista Leo aveva tre pessimi ricordi: il rigore sbagliato quattro anni f…

DOHA - L'esorcismo non è stato semplice, ma alla fine è riuscito: l'Argentina si è qualificata per i quarti di finale con l'Olanda. Ha battuto l'Australia col fiatone, grazie al terzo gol di Messi al Mondiale e al bis di Alvarez, ma anche ai due Martinez meno pubblicizzati, tra quelli che ha in dotazione Scaloni. Dopo la scalognata deviazione di Enzo Fernandez sul sinistro di Goodwin, che ha riaperto la partita nel finale, sono stati decisivi il salvataggio in spaccata del difensore Lisandro sullo slalomista improvvisato Behich e la parata di Emiliano sulla girata di kuol, il centravanti australiano di scorta. Comunque Messi, tra i vari hechizos, i sortilegi per gli argentini, dei quali si sta sbarazzando uno a uno, ha potuto annotare un'altra felice cancellazione. Con l'arbitro polacco Marciniak, che è tra i candidati a dirigere la finale del Mondiale, l'esorcista Leo aveva tre pessimi ricordi: il rigore sbagliato quattro anni fa in Russia contro l'Islanda, lo 0-4 col Psg e lo 0-3 con la Juventus in Champions.

<<La cronaca della gara>>

Sfatato il tabù Marciniak

Ma per ora in Qatar per Messi non c'è fischietto, né superstizione che tenga, a parte il fatto che Marciniak, la cui aneddotica racconta dell'approdo all'attuale ruolo dopo trascorsi da ciclista e da giovane calciatore frustrato da un'espulsione per diverbio con l'arbitro, è  tra i migliori del gruppo scremato da Collina. L'inventore non ha affrettato i tempi di una partita da schiodare prima o poi, meglio prima, cercando qualche spiraglio nella muraglia che il ct australiano aveva innalzato davanti al portiere Ryan, con l'aggiunta di un custode ad hoc, il randellatore Baccus, scovato nel St Mirren, club del campionato scozzese, dal quale sei tra i prescelti di Arnold provengono. Il genio circospetto ha deciso di sottrarsi all'eccesso di traffico e si è piazzato un po' più indietro del solito, da regista che osservava la scena. Vi entrava con tocchetti lievi, attento a evitare il più possibile le pedate e circondato dai gregari cui ogni capitano ha diritto: nel caso specifico, oltre all'affiatato trio di centrocampo ormai consolidato nelle gerarchie di Scaloni (De Paul- Enzo Fernandez-Mac Allister), il centravanti Alvarez pronto a spostarsi sulle fasce e il riabilitato Papu Gomez, preferito all'interista Lautaro Martinez come sostituto di Di Maria, bloccato da un guaio muscolare.

Leo sfodera il repertorio di invenzioni

L'azione dell'1-0 è frutto appunto di un'invenzione al momento giusto, appena oltre la mezz'ora di gioco. Reduce da una piccola scaramuccia con l'incauto Behich, terzino sinistro del Dundee, Messi ha uncinato un pallone a destra, accanto al fallo laterale, ha dettato fuori area l'imbucata rasoterra di Mac Allister per Otamendi in avanscoperta e ha raccolto il tocco all'indietro del difensore centrale, trasformandolo nella perfida coltellata di sinistro che non ha fatto fare una bella figura al portiere dell'Australia. Il resto pareva agile conservazione del risultato, non priva di qualche effetto speciale, come il passaggio subito dopo l'intervallo alla difesa a tre, con l'innesto di Lisandro Martinez - e quanto si sarebbe rivelato opportuno - per Gomez. Scaloni aveva evidentemente constatato che il pressing di Arnold, portato con qualche successo dalle parti del portiere Emiliano Martinez, avrebbe potuto sguarnire la trequarti davanti al portiere avversario, innervosendolo e mettendolo in apprensione. Così è puntualmente avvenuto: braccato da De Paul, Ryan ha regalato il 2-0 a porta vuota ad Alvarez.

La cognata di Lautaro e l'esorcismo mancato

A quel punto Messi ha aperto l'accademia: veroniche, tunnel, sterzate, e impari chi può. Infine è tornato sul palcoscenico per l'ultima mezz'ora Lautaro Martinez, la cui cognata Giuliana, la sorella della moglie Agustina, si era cimentata alla vigilia della partita col Messico in un hechizo particolare, poi postato sui social. Aveva scambiato una maglietta con un tifoso messicano, sistemando poi la camisa verde nel frigorifero, perché ne uscissero i malefici, in nome della leggenda che vuole l'Argentina impossibilitata a vincere il Mondiale dal 1986, quando l'allora ct Bilardo non avrebbe rispettato la promessa di un pellegrinaggio al santuario di Tilcara, in caso di conquista del titolo. Non si sa se Giuliana abbia ripetuto il gesto anche con un tifoso dell'Australia, ma di sicuro il cognato si è mangiato due gol, su assist di Messi, mentre Arnold correggeva la formazione con due carneadi del campionato australiano e per poco non rimetteva tutto in discussione. Goodwin, l'ala dell'Adelaide che porta il nome letterario dell'assistente del detective Nero Wolfe, col sinistro fatalmente deviato da Fernandez ha scritto un finale da giallo alla partita. L'orgoglioso terzino Behich, figlio di immigrati turchi-ciprioti, lo stesso del battibecco con Messi, ha dribblato mezza Argentina e su di lui ha dovuto salvare a corpo morto Lisandro Martinez. All'ultimo respiro, poi, Garang Kuol, diciottenne profugo del Sud Sudan che gioca in Australia nel Central Coast, aveva fiutato il pari in girata. Glielo ha impedito Emiliano Martinez, trentenne portiere dell'Aston Villa, e l'Albiceleste ha festeggiato cantando sotto la curva dell'Ahmad Bin Ali Stadium, col Diez a dirigere il coro. Giuliana se ne farà una ragione: gli esorcismi riescono meglio a Leo.     

Argentina
35’ pt Messi, 12’ st Alvarez
Australia
32’ st E.Fernandez (autogol)

Argentina (4-3-3): E.Martinez 7,5 – Molina 6 (34’ st Montiel sv), Romero 6, Otamendi 5,5,  Acuña 6 (27’ st Tagliafico 6) - De Paul 6, E.Fernandez 6, Mac Allister 6,5 (34’ st Palacios sv) – Alvarez 6,5 (27’ st Lautaro Martinez 5), Messi 7,5, Gomez 6 (4’ st Lisandro Martinez 7). Ct. Scaloni 6.
Australia (4-2-3-1): Ryan 5 – Degenek 5,5 (27’ st Karacic 6), Souttar 5,5, Rowles 6, Behich 6,5 – Baccus 5,5 (13’ st Hrustic 6), Mooy 6 – Leckie 6 (27’ st Mac Laren 6), Irvine 6, Mc Gree 5,5 (13’ st Goodwin 7) – Duke 5,5 (27’ st Kuol 6). Ct. Arnold 6,5.
Arbitro: Marciniak (Polonia) 6,5
Note: Ammoniti Irvine, Degenek. Spettatori 45.032.