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Bim Bum Mbappé: due gol alla Polonia, ora c'è l'Inghilterra. "Questa Coppa è la mia ossessione"

Kylian Mbappé (afp)
La Francia promossa ai quarti, due prodezze del suo giocatore più rappresentativo. Il ct Deschamps: "Kylian con la sua abilità ci risolve molti problemi"
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DOHA. Con me il diluvio. Mbappé, il nuovo re di Francia, dice questo. Volevate il futuro? Eccolo. È da 10, ha il numero 10. È il calcio a velocità massima, dove si assale, si frena, si sterza, sempre in discesa, e se c'è un muro davanti ci si va a sbattere, nel senso che lo si perfora. Scontro fisico, senza paura. Il calcio è tornato ai mostri splendidi, ai draghi che sputano fuoco. Ai giocatori veloci, potenti, feroci. Che ti puntano, impazienti. Ti devi togliere da lì, perché vogliono passare loro, fare clic e spegnerti l'orizzonte. Ma è la sicurezza, anzi la naturalezza, con cui si muovono tra rocce e scogli che impressiona, non lo fermi uno così, ti mangia il tempo, ti brucia ai semafori. 

Spazi stretti? Bene, li decongestiono io, con un tiro che sembra quasi un calcio piazzato e diventa una raffica sotto la traversa. Contropiede? Nessun problema. Scatto, scambio, botta, tiro in diagonale, vi…

DOHA. Con me il diluvio. Mbappé, il nuovo re di Francia, dice questo. Volevate il futuro? Eccolo. È da 10, ha il numero 10. È il calcio a velocità massima, dove si assale, si frena, si sterza, sempre in discesa, e se c'è un muro davanti ci si va a sbattere, nel senso che lo si perfora. Scontro fisico, senza paura. Il calcio è tornato ai mostri splendidi, ai draghi che sputano fuoco. Ai giocatori veloci, potenti, feroci. Che ti puntano, impazienti. Ti devi togliere da lì, perché vogliono passare loro, fare clic e spegnerti l'orizzonte. Ma è la sicurezza, anzi la naturalezza, con cui si muovono tra rocce e scogli che impressiona, non lo fermi uno così, ti mangia il tempo, ti brucia ai semafori. 

Spazi stretti? Bene, li decongestiono io, con un tiro che sembra quasi un calcio piazzato e diventa una raffica sotto la traversa. Contropiede? Nessun problema. Scatto, scambio, botta, tiro in diagonale, violento. Te lo allargo io il corridoio, anzi me lo invento, e la Polonia è disinnescata (3-1). Come quando ti dicono che è arrivato un processore di nuova generazione, uno che calcola in fretta le soluzioni. 

Mbappé (e già il nome è frustata) è il nuovo Pelé, ha tutto: destro, sinistro, testa. Ma soprattutto è il primo giocatore della storia a segnare 9 gol mondiali a nemmeno 24 anni (li compie il 20 dicembre). Lo cronometrano a 35 km orari, Bolt quando fece il record mondiale dei 100 metri viaggiò ad una media di 37,58. Ma era su un rettilineo, non aveva un pallone tra i piedi, e difensori che cercavano di fermarlo. Non s'era mai visto un ragazzo (a parte Pelé appunto) che in due Mondiali aggancia Roberto Baggio e Paolo Rossi, si mette alle spalle Maradona e Cristiano Ronaldo. Lo stesso ct Didier Deschamps ammette: "Kylian con la sua abilità ci risolve molti problemi". Mamma mia, non solo li risolve, ma ne fa carta straccia. Anche Rabiot è onesto: "È incredibile, per i gol che fa, da dove li fa, per gli angoli che riesce a trovare. Noi lavoriamo dietro e aspettiamo che lui faccia il suo lì davanti". 

Vero, è un vento, anzi una bora. Non è ricercato, ma difficile che faccia la cosa più semplice, gioca spesso di prima, con il suo sorriso a bambino, non con la faccia dispettosa e antipatica di Cristiano Ronaldo e nemmeno quella un po' introversa di Messi. Se segna, e segna, cambia modo di esultare, magari si ispira a un videogioco o magari come ha fatto contro la Polonia sta lì a braccia incrociate come faceva al Monaco e sorriso smagliante. E se c'è da offrire un assist a Giroud (che così diventa il miglior marcatore francese di sempre con 52 gol) lo fa, non è come Ronaldo che pretende sempre maggiordomi. 

Ah, con la Francia già nei quarti lo premiano come uomo della partita, ma lui nasconde il marchio dello sponsor, una birra, perché quella pubblicità non gli piace. Non è tipo da compromessi, bè forse quando lo ha chiamato Macron per dirgli di non lasciare Parigi per Madrid un po' ha ceduto, ma ha anche litigato con la sua federazione per la cessione dei diritti di immagine. Non viene nemmeno in conferenza stampa: "Non ce l'ho con voi giornalisti, ma non voglio perdere energia con altre cose, ho saputo che c'è da pagare una multa, ho detto ai dirigenti che ci penso io". Bravo, guadagnando 261 mila euro al giorno, 7,8 milioni al mese, 94 milioni netti all'anno, è solo una spesuccia. Lui vuole ri-vincere il Mondiale. "Questa Coppa è un'ossessione, è la competizione dei miei sogni, tutta la mia preparazione fisica e mentale è stata costruita per questo evento. Per il momento sta andando bene, ma siamo ancora lontani dalla meta. E sono contento anche se mi danno il Pallone d'oro". Cinque gol (per ora) e c'è aria di "Mbappé è meglio di Pelé".