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Giappone senza paura: "Spirito samurai e coraggio all'italiana per battere la Croazia"

Hajime Moriyasu, ct del Giappone, in conferenza stampa con Yuto Nagatomo (ansa)
I nipponici ci credono anche se partono sfavoriti. Nagatomo: "Siamo una delle squadre più unite del torneo". Dalic: "Vogliamo rendere felice il nostro popolo"
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DOHA - Dei suoi anni interisti (e di quello a Cesena), Yuto Nagatomo ha conservato un italiano abbastanza fluente e una parola che gli è rimasta in testa: coraggio. L'ha usata esattamente così, nella nostra lingua, per illustrare il piano di battaglia del Giappone.

La lezione di Nagatomo: "Spirito samurai e coraggio all'italiana"

E l'ha usata, dice, anche per spiegare il concetto ai suoi compagni: "Dobbiamo avere lo spirito dei samurai prima della battaglia: significa lavorare duramente per migliorare la propria tecnica. Ma poi per andare sul campo serve il coraggio, perché altrimenti senza il coraggio la tecnica non serve a niente. Siamo una delle squadre più unite del torneo. Noi non dobbiamo avere paura". Qualcuno non sapeva cosa fossero i samurai e ha chiesto spiegazioni a Nagatomo che, un po' imbarazzato, ha risposto: "Ma sono famosi guerrieri...".

Moriyasu: "Abbiamo imparato la lezione del 20…

DOHA - Dei suoi anni interisti (e di quello a Cesena), Yuto Nagatomo ha conservato un italiano abbastanza fluente e una parola che gli è rimasta in testa: coraggio. L'ha usata esattamente così, nella nostra lingua, per illustrare il piano di battaglia del Giappone.

La lezione di Nagatomo: "Spirito samurai e coraggio all'italiana"

E l'ha usata, dice, anche per spiegare il concetto ai suoi compagni: "Dobbiamo avere lo spirito dei samurai prima della battaglia: significa lavorare duramente per migliorare la propria tecnica. Ma poi per andare sul campo serve il coraggio, perché altrimenti senza il coraggio la tecnica non serve a niente. Siamo una delle squadre più unite del torneo. Noi non dobbiamo avere paura". Qualcuno non sapeva cosa fossero i samurai e ha chiesto spiegazioni a Nagatomo che, un po' imbarazzato, ha risposto: "Ma sono famosi guerrieri...".

Moriyasu: "Abbiamo imparato la lezione del 2018"

Contro la Croazia, il Giappone parte da sfavorito. Però era stato così anche contro la Germania e la Spagna e invece i coraggiosi samurai del gol levante hanno sfoderato tecnica e ardore ribaltando la logica delle cose. Quattro anni fa i nipponici arrivarono a un niente dai quarti di finale: dopo un miracolo di Courtois, presero un gol in contropiede dal Belgio all'ultimo secondo. "Abbiamo imparato molto da quella sconfitta", dice il ct Moriyasu: principalmente a non attaccare in maniera scriteriata, a giudicare dal rendimento in questa Coppa. "Da allora c'è stata soprattutto una grande crescita individuale. Il calcio asiatico sta facendo notevoli progressi".

Il ct dell Croazia Zlatko Dalic in allenamento (reuters)

L'orgoglio croato: "Siamo piccoli ma coraggiosi anche noi"

La Croazia è però pur sempre la nazionale vice-campione del mondo e non è molto diversa rispetto a quattro anni fa: è cambiata la difesa (quattro dei difensori, portiere incluso, in Russia o non c'erano o erano diversi) ma soprattutto non ci sono più Rakitic e Mandzukic e specie per quest'ultimo non è stato trovato un sostituto all'altezza. L'innesto del portentoso ventenne Gvardiol in retroguardia è però un miglioramento non da poco. Per il ct Dalic, la sfida è questione di orgoglio ("Siamo il paese più piccolo tra quelli rappresentati agli ottavi: vogliamo rendere felici i 4 milioni di croati") e di coraggio, anche per lui: "Non crediate che ne abbiamo meno del Giappone".