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Inghilterra-Senegal 3-0: Henderson, Kane e Saka portano i Leoni ai quarti

La terza rete inglese di Saka (reuters)
Gli africani partono meglio, ma una volta in svantaggio si sciolgono. La nazionale di Southgate ora affronterà la Francia
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AL KHOR - Il talento di Bellingham comincia a risplendere in Qatar, la concretezza di Kane inizia a mettere paura agli avversari, l’energia e la fantasia di Foden e Saka zampillano nello stadio Al Bayt, con la sabbia del deserto a un passo. Bellingham, che gioca in Germania nel Dortmund, è la piacevole eccezione per Southgate. Per il resto, con 25 calciatori su 26 della Premier League, l’Inghilterra fa valere i diritti del campionato più ricco del mondo: se n’e accorto a sue spese il Senegal, troppo spensierato per continuare a difendere l’orgoglio dell’Africa, alla quale resta solo il Marocco. La Premier League, pur se popolata di stranieri, ha ricordato a tutti ciò che la Champions spiega da anni: il calcio più vincente, tra i club, è quello della terra dove il calcio è nato e adesso la Nazionale inglese, che è riuscita a dimostrarlo solo 56 anni fa, nel 1966, prova a riverniciare il concetto. La attende …

AL KHOR - Il talento di Bellingham comincia a risplendere in Qatar, la concretezza di Kane inizia a mettere paura agli avversari, l’energia e la fantasia di Foden e Saka zampillano nello stadio Al Bayt, con la sabbia del deserto a un passo. Bellingham, che gioca in Germania nel Dortmund, è la piacevole eccezione per Southgate. Per il resto, con 25 calciatori su 26 della Premier League, l’Inghilterra fa valere i diritti del campionato più ricco del mondo: se n’e accorto a sue spese il Senegal, troppo spensierato per continuare a difendere l’orgoglio dell’Africa, alla quale resta solo il Marocco. La Premier League, pur se popolata di stranieri, ha ricordato a tutti ciò che la Champions spiega da anni: il calcio più vincente, tra i club, è quello della terra dove il calcio è nato e adesso la Nazionale inglese, che è riuscita a dimostrarlo solo 56 anni fa, nel 1966, prova a riverniciare il concetto. La attende subito la verifica più difficile: contro la Francia di Mbappé non è soltanto il derby della Manica, ma soprattutto un duello di alto livello tecnico.

<<La cronaca della gara>>

Vince la storia

Intanto c’è una nota, neppure troppo a margine. Quando il gioco si fa duro, vince la storia. L’Italia non è in Qatar e Germania e Uruguay sono inciampate nella fase a gironi, ma per ora gli ottavi di finale del Mondiale hanno sbarrato la porta alle novità. Olanda-Argentina e Francia-Inghilterra sono i primi due nobili quarti di finale, adesso tocca a Brasile, Croazia, Spagna e Portogallo cercare di impedire che le colonne d’Ercole del torneo – il confine delle prime otto del mondo - vengano superate da qualche intrusa: Giappone e Marocco tentano di opporsi, la Svizzera rivendica la propria neutralità e la Corea del sud, che nel 2002 arrivò in semifinale nella prima edizione asiatica del torneo, il fatto di non essere tecnicamente una parvenu in mezzo alla nobiltà.

Quanti rimpianti per Mané, Koulibaly non basta

Non lo era nemmeno il Senegal, che sempre 20 anni fa sfiorò la semifinale, negata al golden gol dalla Turchia. Nel frattempo è migliorato ancora e ha vinto l’ultima Coppa d’Africa, però a questo Mondiale si è presentato orfano del suo campione del Bayern, il vice Pallone d’oro Sadio Mané, e mai come contro gli inglesi si è sentita la sua mancanza: non è bastata la regia difensiva di Koulibaly. Dia, il centravanti della Salernitana, non ha giocato affatto male, costruendo all’inizio più di un duetto riuscito con i due “inglesi” della squadra, entrambi iscritti alla Championship, la serie B d’Inghilterra: l’ala sinistra Ismail Sarr nel Watford, il trequartista Iliman Ndiaye nello Sheffield. Dia è entrato in area per due volte, ma nella prima occasione non ha trovato più il pallone al momento del tiro e nella seconda invece ha trovato Pickford pronto alla paratona, a una mano, su un diagonale forte e mezz’altezza. Il Senegal si è spento lì, anche se aveva pure reclamato un rigore che il Var gli ha negato, per un tocco di mano di Stones, di rimbalzo dopo che il pallone era strisciato sul corpo del difensore.

Rigore sospetto di Stones, poi dilaga l’attacco di Southgate 

In serie A si sono visti rigori molto più generosi, ma qui siamo al Mondiale. Comunque l’Inghilterra si è scossa dopo mezz’ora esatta (il 30’ è il minuto della grande parata di Pickford) e ha azionato con successo il suo quartetto d’attacco. La prima perla è stata il tacco con cui Foden ha spaccato la difesa del Senegal: Kane ha imbeccato Bellingham allo scatto sulla sinistra e al cross basso, sul quale in assenza del teorico marcatore Diallo il capitano del Liverpool Henderson si è avventato per la girata in gol. La partita si è chiusa di fatto ancora prima dell’intervallo col contropiede Bellingham-Foden-Kane: il tiro squassante del capitano e leader dell’Inghilterra lo ha portato al primo gol nel Mondiale. Poi, nella ripresa, l’arrotondamento è stato immediato, certamente favorito dallo sbilanciamento del Senegal - invano corretto nell’intervallo da Aliou Cissé con Pape Sarr, Dieng e Gueye - ma con altrettanta certezza creato dal talento degli attaccanti di Southgate. Il 3-0 lo ha confezionato Foden, con fuga e cross perfetto a sinistra, e lo ha firmato Saka con un tocco elegante. Siccome sono via via entrati Rasford, Grealish e Mount, non esattamente tre carneadi della Premier League e delle coppe, e siccome poco prima della partita è stata annunciata l’assenza di Sterling per ragioni familiari, diventa scontata la conclusione: l’Inghilterra – 12 gol in 4 partite, soltanto uno 0-0 con gli Usa – ha l’attacco più efficace del Mondiale e ha già segnato con 8 giocatori diversi. La Francia di Deschamps sta già prendendo le misure.