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Il Marocco è già in festa con i suoi immigrati: "Abbiamo unito il Paese, ma vogliamo essere la sorpresa".

Il ct del Marocco Hoalid Regragui (afp)
Contro la Spagna il ct Regragui si affida all'ex interista Hakimi, nato a Madrid e col passaporto spagnolo come altri 4 compagni 
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DOHA - "Quello che ci inorgoglisce di più è che spesso i marocchini sono divisi e questa squadra è riuscita a unirli. È la nostra più grande vittoria". Per il Marocco è l'ennesima partita storica, come proclama il ct Regragui, però lo è un po' più delle altre e non solo per l'occasione che ha la squadra di battere se stessa (anche nel 1986 raggiunse gli ottavi di finale). La componente dell'orgoglio patriottico e del ruolo di portabandiera dell'Africa e del mondo arabo si mescola con una circostanza particolare: cinque calciatori che si giocano i quarti di finale contro la Spagna hanno anche il passaporto spagnolo e avrebbero potuto scegliere la Roja.

Hakimi e Munir

Il più famoso tra loro è l'ex interista Achraf Hakimi, terzino del Psg, che è nato a Madrid ed è cresciuto a Getafe, a 10 chilometri dalla capitale spagnola, e che dalle giovanili del Real ha…

DOHA - "Quello che ci inorgoglisce di più è che spesso i marocchini sono divisi e questa squadra è riuscita a unirli. È la nostra più grande vittoria". Per il Marocco è l'ennesima partita storica, come proclama il ct Regragui, però lo è un po' più delle altre e non solo per l'occasione che ha la squadra di battere se stessa (anche nel 1986 raggiunse gli ottavi di finale). La componente dell'orgoglio patriottico e del ruolo di portabandiera dell'Africa e del mondo arabo si mescola con una circostanza particolare: cinque calciatori che si giocano i quarti di finale contro la Spagna hanno anche il passaporto spagnolo e avrebbero potuto scegliere la Roja.

Hakimi e Munir

Il più famoso tra loro è l'ex interista Achraf Hakimi, terzino del Psg, che è nato a Madrid ed è cresciuto a Getafe, a 10 chilometri dalla capitale spagnola, e che dalle giovanili del Real ha spiccato il volo, senza mai dimenticare le origini marocchine della sua famiglia e del resto Getafe è un nome arabo, significa strada grande. Il portiere Munir, invece, è nato a Melilla ed è cresciuto nel Ceuta: sono le due enclavi spagnole prima del Marocco. Munir, dunque, rappresenta un'intera categoria, nella Nazionale in cui fatalmente, data l'immigrazione in Europa, ben 14 calciatori sono nati fuori dal Paese che rappresentano in Qatar. Lui, però, preferisce ricondurre tutto allo sport: "È una partita molto difficile e molto importante per noi, perché abbiamo la possibilità di superare i nostri limiti. Dobbiamo dare il 200%".

Regragui: "Vogliamo creare la sorpresa"

Secondo il ct non è un'impresa impossibile: "La Spagna è tra le migliori del mondo, ambiziosa e matura. Ma noi vogliamo creare la sorpresa. Ho qualche giocatore acciaccato, ma l'ho detto alla squadra: non importa chi entra, importa come sta e che cosa può dare, deve dare il massimo. La Spagna ha uno stile di gioco noto da tempo, eppure questo non le impedisce di mettere in difficoltà tutti. Questo rende l'idea di quanto sia forte, tuttavia ogni partita ha la sua storia". Regragui 4 anni fa non c'era, quando le due squadre si affrontarono in Russia (2-2) in un Mondiale non particolarmente fortunato per entrambe: "Non credo che abbia senso parlare di rivincita, c'è una nuova generazione, siamo cresciuti noi e loro. Comunque che le mie ambizioni non abbiano limiti è vero".

Ha senso, invece, parlare dell'immigrazione e degli aspetti connessi: "Ma resta una partita di calcio. I giocatori non hanno bisogno di queste motivazioni. Si gioca sui dettagli a questo livello, il nostro limite rispetto a loro è che non abbiamo la stessa esperienza. Da 36 anni non giochiamo una partita di questo livello. Piuttosto, siamo contenti di avere tanti tifosi qui, i tifosi marocchini potrebbero riempire due stadi. E sappiamo di rappresentare il Marocco, l'Africa e un po' anche il mondo arabo. Spero che in futuro, magari subito, ci sarà per noi una partita ancora più importante di questa. L'ho detto ai giocatori, in fondo abbiamo un giorno di riposo in più rispetto a loro. Chissà che anche questo non pesi". Chiusura con frecciata: "Il Marocco vince in contropiede? Chiederemo alla Fifa se il possesso palla vale dei punti: speriamo che la Spagna non sappia che cosa farsene".