Rabiot, il futuro è in Premier: "E' il campionato più adatto a me"
dal nostro inviato Emanuele Gamba , dal nostro inviato Emanuele GambaDOHA - Più Adrien Rabiot s'avvicina alla finale di Lusail più s'allontana dalla Juve, più s'accendono le luci si di lui, che sta giocando una Coppa del Mondo d'altissimo livello, più gli si aprono le porte del campionato che lo interessa maggiormente: "Sono già stato in Inghilterra per quasi un anno, nel vivaio del City, e mi ero trovato molto bene. Avevo amato molto l'atmosfera che c'è attorno al loro football, tutta un'altra cosa rispetto alla Francia o all'Italia, e dico sempre che mi piacerebbe tornare a giocare là. Se questo accadrà alla fine del mio contratto con la Juventus, quello non lo so".
Rabiot: "La Premier è il campionato più adatto a me"
L'accordo tra Rabiot e il club bianconero, è noto, scadrà il 30 giugno e l'accordo per il rinnovo è molto complicato, quasi impossibile: da una parte le richieste di mamma V&eacut…
DOHA - Più Adrien Rabiot s'avvicina alla finale di Lusail più s'allontana dalla Juve, più s'accendono le luci si di lui, che sta giocando una Coppa del Mondo d'altissimo livello, più gli si aprono le porte del campionato che lo interessa maggiormente: "Sono già stato in Inghilterra per quasi un anno, nel vivaio del City, e mi ero trovato molto bene. Avevo amato molto l'atmosfera che c'è attorno al loro football, tutta un'altra cosa rispetto alla Francia o all'Italia, e dico sempre che mi piacerebbe tornare a giocare là. Se questo accadrà alla fine del mio contratto con la Juventus, quello non lo so".
Rabiot: "La Premier è il campionato più adatto a me"
L'accordo tra Rabiot e il club bianconero, è noto, scadrà il 30 giugno e l'accordo per il rinnovo è molto complicato, quasi impossibile: da una parte le richieste di mamma Véronique sono molto alte (lei parte da una base di 10 milioni a stagione) mentre la Juve sarebbe casomai dell'idea di discutere di cifre inferiori rispetto all'accordo precedente, di 7 milioni anni. A Torino non hanno intenzione di spingersi oltre, anche perché è vero che il centrocampista in questi mesi sta giocando molto bene, ma anche che nelle tre stagioni precedenti è stato disastroso, specie in rapporto alla montagna di soldi investita su di lui. In pratica, Rabiot sta usando questo Mondiale come vetrina per la Premier: il suo approdo naturale è quello. "Non ho una squadra preferita in Inghilterra, non c'è un club dove vorrei a tutti i costi andare a giocare. È il campionato in sé ad attirarmi, è quello che più corrisponde alle mie qualità". E tanti saluti alla serie A.
"Al top della carriera anche grazie alla Juve"
D'altronde, Rabiot ammette di essere "nel periodo migliore della mia carriera, lo devo anche al lavoro fisico fatto con la Juve e agli anni con Allegri. Sono cresciuto e maturato", quindi è arrivato il momento di monetizzare crescita e maturazione. "In passato sono stato molto criticato e secondo me anche in maniera ingiusta, ma vedo che i giudizi stanno cambiando, anche se di certo non mi esalto per questo. Nel calcio le opinioni cambiano in fretta".
"Con Deschamps due anni di silenzio, ma adesso andiamo d'accordo"
Anche lui le ha cambiate: nel 2018 lasciò la nazionale perché non accettava di esserne una riserva, ora invece ne è un cardine. "Con Deschamps non ci siamo parlati per due anni, ma poi ci siamo confrontati e capiti. Adesso il nostro rapporto è molto buono. Lui è formidabile nella gestione delle persone". Ma è chiaro che per arrivare a un certo livello Rabiot ha dovuto darsi una mossa, soprattutto a livello mentale: "Da quando ho smesso di farmi domande sulla mia posizione in campo, ho cominciato a giocare bene. Essere più libero sul terreno di gioco e nella mia testa mi fa esprimere al meglio. Con Tchouaméni, poi, mi trovo molto anche se prima non avevamo mai giocato insieme. Lui è eccezionale nel proteggere le spalle a tutti, me compreso. Anche perché non dipendiamo solo da Mbappé, abbiamo altri giocatori che possono fare la differenza".