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Sabiri: "È tempo di vedere l'Africa in semifinale"

Il giocatore della Sampdoria - che ha segnato il primo rigore nella serie contro la Spagna - è cresciuto in Germania: "Ma resto marocchino: non conta dove vivi"
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DOHA - Il primo rigore infilato in porta nella serie contro la Spagna, nella storica vittoria del Marocco agli ottavi, l'ha segnato Abdelhamid Sabiri. Anche se il 26enne nato Goulmima, trasferitosi a tre anni con la famiglia a Francoforte, sembra quasi sorpreso: "Perché, a che punto siamo? Ai quarti? Quindi si gioca per le semifinali".
Sì. E lo sa, Sabiri, che sareste la prima africana a riuscirci?
"Bene, è tempo che succeda".
Pensavate di poterci arrivare?
"Certo, ce lo aspettavamo. Non eravamo venuti qui per giocare tre gare e tornare in Marocco. Prima della partita abbiamo parlato. La nostra idea era di andare ai rigori. Io il mio l'ho tirato, ho fatto gol, poi ci ha pensato Bono, che è il portiere più forte di tutti".


Questa maglia ha riunito tanti ragazzi nati o cresciuti lontano dal Marocco.
"Sì, tanti di noi sono nati all'estero, ma se tu sei italiano, sei italiano a prescindere da do…

DOHA - Il primo rigore infilato in porta nella serie contro la Spagna, nella storica vittoria del Marocco agli ottavi, l'ha segnato Abdelhamid Sabiri. Anche se il 26enne nato Goulmima, trasferitosi a tre anni con la famiglia a Francoforte, sembra quasi sorpreso: "Perché, a che punto siamo? Ai quarti? Quindi si gioca per le semifinali".
Sì. E lo sa, Sabiri, che sareste la prima africana a riuscirci?
"Bene, è tempo che succeda".
Pensavate di poterci arrivare?
"Certo, ce lo aspettavamo. Non eravamo venuti qui per giocare tre gare e tornare in Marocco. Prima della partita abbiamo parlato. La nostra idea era di andare ai rigori. Io il mio l'ho tirato, ho fatto gol, poi ci ha pensato Bono, che è il portiere più forte di tutti".


Questa maglia ha riunito tanti ragazzi nati o cresciuti lontano dal Marocco.
"Sì, tanti di noi sono nati all'estero, ma se tu sei italiano, sei italiano a prescindere da dove vivi, no? Non cambia nulla. La tua cultura è quella che ti trasmettono i tuoi genitori, io sono del Marocco, perciò sono qui".
Ma ha rischiato di non esserci.
"Qualcuno in Italia ha pensato che avessi finto un infortunio, ma la Samp sapeva che stavo male. E sono ancora infortunato, ho fatto tante terapie per riuscire a giocare. Ho iniziato col Canada e i primi venti minuti sono andati bene, poi le cose sono peggiorate. Per questo non ho giocato dall'inizio con la Spagna. Troppe partite, troppi allenamenti in pochi giorni".
Ciò nonostante ha comunque tirato il rigore.
"Non siete mai stati a un Mondiale? A quel punto, daresti anche una gamba per il tuo Paese".
Cos'ha di speciale il tecnico Regragoui?
"Dovrei invitarvi nello spogliatoio. È il migliore, ha sempre un piano. Ogni cosa che mi ha detto si è verificata. Mi aveva detto che saremmo andati ai rigori e che avremmo vinto".


Le ha scritto qualcuno dall'Italia per complimentarsi?
"Le persone che amo in Italia mi hanno mandato un messaggio: Marco Giampaolo, il direttore Faggiano, Michi Minieri. Loro, insieme allo staff di Giampaolo e al presidente dell'Ascoli Pulcinelli, mi sono stati vicino e mi hanno aiutato".
Il suo futuro invece lo vede ancora alla Samp?
(Lungo silenzio, sorride). "Non so. Io sono ancora un giocatore della Samp".