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Argentina, Scaloni: "Battiamo l'Olanda in onore di Sabella"

Due anni fa la scomparsa dello storico ct dell'Albiceleste. Il tecnico alla vigilia dei quarti di finale del Mondiale: "Avrei voluto chiedergli dei consigli, trasmetteva sempre valori importanti"
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DOHA — L'Argentina al Mondiale non ha mai battuto l'Olanda nei tempi regolamentari e Scaloni è dunque conscio dei rischi della partita, anche se il ricordo del 2014 è decisamente piacevole per ogni tifoso dell'Albiceleste: la vittoria ai rigori in semifinale, tra l'altro sempre con Van Gaal sulla panchina olandese. Per il ct argentino di oggi, che all'epoca giocava ancora (in Italia, nell'Atalanta), è anche l'occasione per ricordare il suo illustre predecessore. Ricorrono proprio oggi i due anni dalla scomparsa di Alejandro Sabella, che quella sera di 8 anni fa a San Paolo festeggiò grazie alla parate di Romero il suo ultimo successo con l'Argentina: avrebbe poi vissuto la sconfitta in finale con la Germania. Scaloni si emoziona, parlando del Pachorra, soprannome che si può tradurre con placido, tranquillo, ma che per lui indica soprattutto la capacità di trasmettere serenità: "Voglio rico…

DOHA — L'Argentina al Mondiale non ha mai battuto l'Olanda nei tempi regolamentari e Scaloni è dunque conscio dei rischi della partita, anche se il ricordo del 2014 è decisamente piacevole per ogni tifoso dell'Albiceleste: la vittoria ai rigori in semifinale, tra l'altro sempre con Van Gaal sulla panchina olandese. Per il ct argentino di oggi, che all'epoca giocava ancora (in Italia, nell'Atalanta), è anche l'occasione per ricordare il suo illustre predecessore. Ricorrono proprio oggi i due anni dalla scomparsa di Alejandro Sabella, che quella sera di 8 anni fa a San Paolo festeggiò grazie alla parate di Romero il suo ultimo successo con l'Argentina: avrebbe poi vissuto la sconfitta in finale con la Germania. Scaloni si emoziona, parlando del Pachorra, soprannome che si può tradurre con placido, tranquillo, ma che per lui indica soprattutto la capacità di trasmettere serenità: "Voglio ricordare Alejandro Sabella. Credo che oggi sia un giorno triste, perché la sua perdita per noi è stata immensa, soprattutto per l'ambiente che circonda la Selección e per tutto quello che ha dato a tutti noi".

Un incontro, in particolare, colpì Scaloni: "Era febbraio 2020 e Sabella venne a farci visita in ritiro. Mi disse: 'Devi prendere le decisioni con la testa, non con il cuore'. Le ultime volte che gli ho potuto parlare, gli ho fatto molte domande. Mi sarebbe piaciuto chiedergli altri consigli, perché nella gestione del gruppo, dal punto di vista umano, era una persona che aveva davvero tanto da insegnare. L'importante sono i valori e la capacità di affrontare anche i momenti in cui le cose non vanno bene. E questo è un processo di crescita che non finisce mai".