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Olanda, Van Gaal: "Di Maria dice che sono il peggiore? Anche Depay mi odiava, ora ci baciamo in bocca"

Il tecnico replica al giocatore dell'Argentina: "Ha giocato per il Manchester e ha avuto problemi personali, è uno dei pochi a definirmi così"
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Più che l'ombra di Messi, quella del 2014. Louis Van Gaal non giocherà soltanto contro l'Argentina. Ma contro il passato: la semifinale contro Leo e l'albiceleste che nel 2014 gli tolse, ai rigori, la possibilità di giocarsi con l'Olanda la finale Mondiale contro la Germania. "Non vedo l'ora di togliermi questo sapore agrodolce del 2014 nella partita di domani", dice Louis, oggi. In fondo, il suo obiettivo non lo ha mai nascosto: "Vogliamo vincere".

La replica a Di Maria

Certo l'Argentina è anche la squadra di Angel Di Maria, che lo ha definito "il peggior allenatore che ho avuto". Non è costume di Van Gaal scomporsi, ma nemmeno ignorare il nemico: "Di Maria è un ottimo calciatore. Ha giocato per il Manchester e ha avuto problemi personali. La sua casa è stata svaligiata e questo ha influito sulle sue prestazioni. Se mi definisce il peggior manager della sua carriera, po…

Più che l'ombra di Messi, quella del 2014. Louis Van Gaal non giocherà soltanto contro l'Argentina. Ma contro il passato: la semifinale contro Leo e l'albiceleste che nel 2014 gli tolse, ai rigori, la possibilità di giocarsi con l'Olanda la finale Mondiale contro la Germania. "Non vedo l'ora di togliermi questo sapore agrodolce del 2014 nella partita di domani", dice Louis, oggi. In fondo, il suo obiettivo non lo ha mai nascosto: "Vogliamo vincere".

La replica a Di Maria

Certo l'Argentina è anche la squadra di Angel Di Maria, che lo ha definito "il peggior allenatore che ho avuto". Non è costume di Van Gaal scomporsi, ma nemmeno ignorare il nemico: "Di Maria è un ottimo calciatore. Ha giocato per il Manchester e ha avuto problemi personali. La sua casa è stata svaligiata e questo ha influito sulle sue prestazioni. Se mi definisce il peggior manager della sua carriera, posso solo dire che è uno dei pochi a dirlo. È una cosa triste, non mi fa piacere che l'abbia detto pubblicamente. L'allenatore prende le decisioni, poi è possibile che io abbia preso una decisione sbagliata". Poi, quasi a dimostrare che a volte i giudizi dei calciatori dipendono da questioni più personali che tecniche, indica, alla sua sinistra, Memphis Depay: "Qui c'è Memphis, che quando ero al Manchester non giocava mai e ora ci baciamo sulla bocca". E Messi? Non chiedetegli se stia pensando a marcature speciali: "Non scopriremo le nostre carte. Non parleremo delle nostre tattiche, sarebbe stupido farlo".

"La mia visione si è evoluta"

Infine, Van Gaal è tornato anche sulle critiche in patria per il modo di giocare: il 3-5-2, la scelta di una squadra disposta a rinunciare al possesso palla in favore del contropiede. Insomma, poco "tradizionale" nella patria del calcio totale. Ma lui le critiche oltranziste le rigetta: "La mia visione si è evoluta. Ero allenatore di un Ajax molto aggressivo, a Barcellona ho imparato che non si può mai perseguire completamente quell'obiettivo. A quel punto ho sviluppato la mia visione per il 2014 e credo che abbia preso forma, oggi sono molte le squadre che la utilizzano. Ora ho più pazienza di prima. Memphis può parlare di come il passare del tempo abbia giovato anche a lui. La mia personalità non è cambiata, vedo il calcio allo stesso modo, è solo un approccio diverso per ogni situazione, con i giocatori lavoro sempre allo stesso modo. Cambio a seconda del giocatore, perché ogni giocatore ha la sua personalità. Più si invecchia, più si cambia il modo di trattarli. Ora sono una persona più paziente di prima". 

Di Maria e Van Gaal al Manchester United, nel 2015