Brasile, corsie blindate: Danilo, Militao e Alex Sandro terzini all'italiana
dal nostro inviato Emanuele Gamba , dal nostro inviato Emanuele GambaDOHA — I balli, i canti e soprattutto i gol e i golazi hanno fatto dimenticare che il Brasile ha un côté completamente diverso rispetto alla tradizione, vale a dire un blocco difensivo di enorme solidità (però in effetti là i grandi difensori non sono mai mancati) ma in particolare due terzini che fanno i terzini, no le ali di rinforzo. Una nazione abituata a Cafu e Carlos Alberto, a Roberto Carlos e a Djalma Santos (o a fare giocare terzini gente come Junior o Leonardo), ha storto la bocca di fronte alla coppia dei titolari attuali, Danilo e Alex Sandro, che passano di rado la metà campo perché hanno sostanzialmente l'ordine di non farlo. Anzi, c'è di più, perché il settore è stato falcidiato dagli infortuni (Alex Telles è già a casa, Alex Sandro non giocherà neanche contro la Croazia, Danilo ha dovuto saltare la seconda e la terza gara) e Tite è stato costretto …
DOHA — I balli, i canti e soprattutto i gol e i golazi hanno fatto dimenticare che il Brasile ha un côté completamente diverso rispetto alla tradizione, vale a dire un blocco difensivo di enorme solidità (però in effetti là i grandi difensori non sono mai mancati) ma in particolare due terzini che fanno i terzini, no le ali di rinforzo. Una nazione abituata a Cafu e Carlos Alberto, a Roberto Carlos e a Djalma Santos (o a fare giocare terzini gente come Junior o Leonardo), ha storto la bocca di fronte alla coppia dei titolari attuali, Danilo e Alex Sandro, che passano di rado la metà campo perché hanno sostanzialmente l'ordine di non farlo. Anzi, c'è di più, perché il settore è stato falcidiato dagli infortuni (Alex Telles è già a casa, Alex Sandro non giocherà neanche contro la Croazia, Danilo ha dovuto saltare la seconda e la terza gara) e Tite è stato costretto a inserire a destra lo stopper Eder Militão, accentuando ulteriormente l'assetto cauto del reparto. In rosa c'è anche il 39enne Dani Alves, il prototipo perfetto del terzino-non-terzino alla brasiliana, che però ha giocato solo l'inutile gara contro il Camerun e dei minuti contro la Corea, a risultato già deciso.
Danilo, Militão e Alex Sandro: terzini che difendono
Il punto è che i terzini-terzini hanno convinto tutti, trasformando critiche e perplessità in elogi all'affidabilità, al buon senso tattico. È proprio Danilo, alla vigilia di Brasile-Croazia, a spiegare l'evoluzione brasiliana del ruolo: "Capisco il gusto dei brasiliani per terzini offensivi, però io ho imparato ad adattarmi al calcio in modi diversi. Ci è voluto un po' più di tempo ma sono riuscito a farlo anche in nazionale". Danilo è un concreto e con gli anni lo è diventato sempre di più. In Italia, il Paese in cui tatticamente si è trovato meglio dopo essere stato anche in Portogallo, Spagna e Inghilterra, lo è diventato ancora di più, continuando per altro a lavorare sull'aspetto mentale della prestazione: "Si chiama di intelligenza cristallizzata: è la capacità di concentrarsi su ciò che conta davvero e lasciare da parte ciò che è esterno. L'affetto dei tifosi è molto importante, ma durante la carriera ho dovuto concentrarmi sulla scelta delle strategie per maturare tatticamente e tecnicamente anche nella nazionale brasiliana". Il ct Tite, che è un altro con grande senso tattico, ha assecondato l'evoluzione in senso difensivo dei suoi terzini, intuendo che avrebbe giovato al bene della squadra. E dopo il 4-1 alla Corea del Sud, Danilo ha finalmente ottenuto l'approvazione popolare.
Danilo: "Diventerò un difensore centrale"
Danilo è partito da destra e adesso sta a sinistra ("Dove preferirei che il ct mi mettesse? In campo", ha scherzato), Militão dal centro è passato a destra. Sta funzionando. "Il segreto del nostro successo è la disponibilità dei giocatori", sostiene Danilo. "Sono a disposizione per tutto, giocare a destra, a sinistra o al centro della difesa per me è uguale, è qualcosa di naturale. Ma penso che nei prossimi anni sarò stabilmente un difensore centrale, perché è il ruolo che mi è piaciuto di più". E che piace di più Allegri, anche lui convinto che il futuro di Danilo sia lì in mezzo, alla guida del reparto: la Juventus almeno una certezza ce l'ha.