Croazia-Brasile 5-3: Petkovic eroe per caso, poi ai rigori il solito Livakovic porta i suoi in semifinale. La Seleçao torna a casa
dal nostro inviato Matteo Pinci , dal nostro inviato Matteo PinciDOHA - Il ballo è finito. Il Brasile saluta il Qatar, nemmeno un prodigio di Neymar ha potuto esorcizzare la maledizione che pende sulla sua testa: sempre fuori prima che il gioco entri nel vivo, mai in finale, mai davvero in grado di giocarsi il titolo. Stavolta danza la Croazia, in una lunga corsa verso il suo miracoloso portiere Livakovic, quello che aveva parato tre rigori al Giappone e ne ha preso un altro anche alle stelle verdeoro, prima che il palo di Marquinhos spedisse Modric e compagnia in semifinale.
Brasile, l'illusione di Neymar
Per la quinta volta negli ultimi due Mondiali così la Croazia ha trascinato la partita ai supplementari. Anche perché, fino a oggi, le era andata sempre bene: nel 2018 tre volte, contro Danimarca e Russia ai rigori e poi contro gli inglesi alla fine dei 120 minuti. Pochi giorni fa contro il Giappone, ancora ai rigori. Un piano perfetto. Che Neymar ha provato a stracciare con…
DOHA - Il ballo è finito. Il Brasile saluta il Qatar, nemmeno un prodigio di Neymar ha potuto esorcizzare la maledizione che pende sulla sua testa: sempre fuori prima che il gioco entri nel vivo, mai in finale, mai davvero in grado di giocarsi il titolo. Stavolta danza la Croazia, in una lunga corsa verso il suo miracoloso portiere Livakovic, quello che aveva parato tre rigori al Giappone e ne ha preso un altro anche alle stelle verdeoro, prima che il palo di Marquinhos spedisse Modric e compagnia in semifinale.
Brasile, l'illusione di Neymar
Per la quinta volta negli ultimi due Mondiali così la Croazia ha trascinato la partita ai supplementari. Anche perché, fino a oggi, le era andata sempre bene: nel 2018 tre volte, contro Danimarca e Russia ai rigori e poi contro gli inglesi alla fine dei 120 minuti. Pochi giorni fa contro il Giappone, ancora ai rigori. Un piano perfetto. Che Neymar ha provato a stracciare con una di quelle cose che fanno i fuoriclasse: stravolgendo il ritmo di una partita con una giocata individuale. Dopo 105 minuti a chiedersi perché fosse in campo, la magia: una serie di triangolazioni partendo da metà campo e chiuse dribblando l’insuperabile Livakovic per scaricare nella porta deserta. Gol numero 77, eguagliato Pelé in testa alla Seleçao. Sembrava fatta, ma la sorpresa era dietro l’angolo.
Croazia, un copione costruito nella ripresa
Il copione la Croazia l’ha costruito pazientemente nel corso della partita. Soprattutto quando a inizio ripresa il Brasile ha iniziato a collezionare occasioni, il tecnico Dalic deve aver capito di dover abbassare i giri e ridurre i rischi. Vicinissimo al gol Neymar, due volte, sempre fermato miracolosamente coi piedi da Livakovic, il portiere che aveva portato la Croazia fin qui parando tre rigori ai giapponesi. E bravissimo, in mezzo, anche contro Paqueta, che non è riuscito a beffarlo con un pallonetto. A quel punto, Modric e soci hanno intuito che la soluzione migliore fosse alzare una diga e abbassare il ritmo di una partita che, in spazi larghi, avrebbe avuto un esito scontato. Tite, il tecnico brasiliano che difende i balletti dei suoi giocatori, ha provato a stravolgere la squadra infilando in campo una raffica di teste tinte: Antony per Raphinha, Rodrygo per Vinicius, Pedro per Richarlison. Gli effetti sono stati trascurabili, visto che il muro croato ha tenuto fino al 90’.
Petkovic, dalla Serie B al gol Mondiale
Quindi, ancora i supplementari. E il gol di Neymar, che pareva scrivere il finale perfetto: la star del Psg qatarino che si prende la vetrina e manda il Brasile avanti. Ma mai dare per morti i croati: cross di Orsic, al primo pallone toccato o quasi, gol di Bruno Petkovic, 28enne che fino al 2014 aveva giocato solo in Italia, tanto in B. Rigori, come col Giappone. In cui Livakovic ha subito messo la partita su una salita insuperabile, per il Brasile, fermando il tiro di Rodrygo. Le esecuzioni perfette di Vlasic, Majer, Modric e Orsic hanno messo sulle spalle di Marquinhos un peso enorme. Che lo ha fatto sbattere sul palo. Fermate la musica, il Brasile non balla più.
CROAZIA (4-3-3): Livakovic, Juranovic, Lovren, Gvardiol, B.Sosa (5' sts Budimir), Modric, Brozovic (9' sts Orsic), Kovacic (16' pts Majer), Pasalic (27' st Valsic), Kramaric (27' st Petkovic), Perisic (12 Grbic, 23 Ivusic, 2 Stanisic, 3 Barisic, 5 Erlic, 13 Vlasic, 14 Livaja, 21 Vida, 24 Sutalo, 25 Susic, 26 Jakic). Ct: Dalic.
BRASILE (4-2-3-1): Alisson, Eder Militao, Thiago Silva, Marquinhos, Danilo, Casemiro, Paquetß (16' pts Fred), Raphinha (11' st Antony), Neymar, Vinicius (19' st Rodrygo) Richarlison (39' st Pedro) (6 Alex Sandro, 24 Bremer, 17 Bruno Guimaraes, 13 Dani Alves, 23 Ederson, 22 Everton Ribeiro, 15 Fabinho, 26 Martinelli, 12 Weverton). Ct: Tite.
Arbitro: Oliver (Gb)
Reti: nel pts 16' Neymar, nel sts 12' Petkovic).
Sequenza rigori: Vlasic gol; Rodrygo parato; Majer gol; Casemiro parato; Modric gol; Pedro gol; Orsic gol; Marquinhos palo.
Angoli: 7 a 3 per il Brasile.
Recupero: 1' e 4', 1' e 2'.
Ammoniti: Danilo, Brozovic, Casemiro, Marquinhos per gioco falloso, Petkovic per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 43.893.