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Giroud e Tchouameni, il vecchio e il bambino che hanno portato la Francia in semifinale

Inghilterra eliminata dai gol del centravanti del Milan e del centrocampista del Real Madrid
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DOHA — Sorry, go home. Anche stavolta God non salva l'Inghilterra. Exit per lei. Il football, più che tornare a casa, resta da quest'altra parte della Manica. Festeggiano il vecchio e il giovane. Giroud e Tchouameni. Il colpo di testa di una generazione, al suo ultimo Mondiale, con le lenti a contatto, che usa la cera sui capelli bagnati e poi la lacca, miglior realizzatore dei Bleus, con 53 gol, e la fiondata da lontano dei nuovi che arrivano, cresciuti nei vivai (a Bordeaux). La Francia esperta e matura di 36 anni di Giroud, nato a Chambery, con l'Italia alle spalle, rigenerato al Milan, uno che quando segna o non segna, dalla faccia ti fa capire tutto, e la Francia ragazzina di Tchouameni, 22, che quando ha debuttato non mangiava perché altrimenti vomitava (dalla pressione) e ora parla di ottimizzazione della performance per stimolare il cervello.

La carriera di Giroud

Giroud, centravanti vecchia maniera, molto religioso ("La vita di Ges&…

DOHA — Sorry, go home. Anche stavolta God non salva l'Inghilterra. Exit per lei. Il football, più che tornare a casa, resta da quest'altra parte della Manica. Festeggiano il vecchio e il giovane. Giroud e Tchouameni. Il colpo di testa di una generazione, al suo ultimo Mondiale, con le lenti a contatto, che usa la cera sui capelli bagnati e poi la lacca, miglior realizzatore dei Bleus, con 53 gol, e la fiondata da lontano dei nuovi che arrivano, cresciuti nei vivai (a Bordeaux). La Francia esperta e matura di 36 anni di Giroud, nato a Chambery, con l'Italia alle spalle, rigenerato al Milan, uno che quando segna o non segna, dalla faccia ti fa capire tutto, e la Francia ragazzina di Tchouameni, 22, che quando ha debuttato non mangiava perché altrimenti vomitava (dalla pressione) e ora parla di ottimizzazione della performance per stimolare il cervello.

La carriera di Giroud

Giroud, centravanti vecchia maniera, molto religioso ("La vita di Gesù mi aiuta tanto, ho capito che ha tanta umiltà"), francese atipico (non ama l'alcol, ma ha uno chef a casa), una passione per il tiramisù e infatti tira su in semifinale anche la Francia, 44 di scarpe, collezionista di orologi. Non è un caso che gli piaccia il rombo dei motori, gli ricorda l'adrenalina del calcio. Ride, fa le linguacce: "È stato un grande incontro, siamo stati solidi, abbiamo combattuto con generosità, sapevo che avrei avuto delle occasioni, sono fiero di questa squadra". Vola Giroud, vola il portiere Lloris che con 143 selezioni supera Thuram. Gran destro da 25 metri che viaggia a più di cento chilometri orari di Aurelien Tchouameni, Pickford si allunga ma non ci arriva. Il passaggio è di Antoine Griezmann, uomo ovunque, 28° assist in nazionale, è record, negli ultimi 50 anni Thierry Henry si era fermato a 27.

Chi è Tchouameni

Tchouameni, una passione per gli sciroppi, è nato in Francia, ma è di origini camerunesi (come Yannick Noah), esordiente al mondiale, è al suo secondo gol in nazionale. Si mette il dito sulla testa, per dire che lui ha cervello, ma anche una bellissima folta capigliatura. Gioca nel Real, è costato 100 milioni, si segna le frasi esistenziali sul cellulare ("La paura di fallire deve essere sempre inferiore al desiderio di riuscire"), ha lasciato casa a 13 anni, è appassionato di basket Nba, guarda e riguarda i video di Kobe Bryant e di Michael Jordan, forse avrà visto anche qualche partita del bad boy Rodman perché al 53' fa fallo su Saka. Fa e disfa. Perché Kane il primo rigore lo segna.

Inghilterra-Francia non finisce mai

"The best enemy". Per l'Inghilterra la Francia è sempre questo. "Se sono nemici, devono essere francesi", diceva lord Raglan, comandante degli alleati nella guerra di Crimea. Vicini, ma divisi da 35 km d'acqua (the Channel, la Manche) non sono mai riusciti ad essere amici. Già dagli inni si capisce la diversità: monarchico God Save the King (primo Mondiale senza Elisabetta, che con un bel vestito giallo limone premiò quelli del '66), rivoluzionario e democratico quello francese. Stavolta Mick Jagger, grande fan, non si è fatto vedere, e così Robbie Williams è andato a cantare nell'hotel degli inglesi, ma il risultato non è cambiato. Francia-Inghilterra dal rugby al calcio ha un nome, "Le Crunch", articolo in francese, sostantivo in inglese. Dà l'idea di qualcosa che si rompe, si sbriciola. L'altra notte ha ceduto l'Inghilterra.