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Messi furioso: "L'arbitro Lahoz non all'altezza, Van Gaal bugiardo e Weghorst provocatore"

Messi esulta dopo il gol del 2 a 0 (afp)
Il capitano dell'Argentina ne ha per tutti dopo la vittoria nei quarti ai rigori contro l'Olanda. E ricorda Maradona: "Ci sta dando una mano da lassù"
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DOHA - Raccontano i cronisti della Selección che è una novità anche per loro il Messi furioso, dopo una vittoria come quella con l'Olanda che gli schiude le porte della semifinale del Mondiale e lo avvicina all'unico obiettivo che gli manca in carriera, oltretutto senza l'avversario annunciato e temuto in semifinale, il Brasile di Neymar. È una novità, spiegano, ed è piuttosto piacevole, perché dimostra che il leader dell'Argentina questa coppa del mondo la vuole proprio vincere e non sopporta nemmeno l'idea che qualcuno pensi di poterglielo impedire. Che si tratti degli avversari, dell'arbitro o dell'altro ct non fa differenza e comunque non l'ha fatta nel quarto di finale con l'Olanda.

Messi contro l'arbitro Lahoz

Bersaglio numero uno: l'arbitro, lo spagnolo Lahoz, che ha ammonito per proteste Messi sulla punizione del 2-2 di Weghorst: tra i due ci fu uno screzio storico, il cartelli…

DOHA - Raccontano i cronisti della Selección che è una novità anche per loro il Messi furioso, dopo una vittoria come quella con l'Olanda che gli schiude le porte della semifinale del Mondiale e lo avvicina all'unico obiettivo che gli manca in carriera, oltretutto senza l'avversario annunciato e temuto in semifinale, il Brasile di Neymar. È una novità, spiegano, ed è piuttosto piacevole, perché dimostra che il leader dell'Argentina questa coppa del mondo la vuole proprio vincere e non sopporta nemmeno l'idea che qualcuno pensi di poterglielo impedire. Che si tratti degli avversari, dell'arbitro o dell'altro ct non fa differenza e comunque non l'ha fatta nel quarto di finale con l'Olanda.

Messi contro l'arbitro Lahoz

Bersaglio numero uno: l'arbitro, lo spagnolo Lahoz, che ha ammonito per proteste Messi sulla punizione del 2-2 di Weghorst: tra i due ci fu uno screzio storico, il cartellino giallo quando Leo, per omaggiare Maradona appena scomparso, si tolse la maglia e sotto aveva quella numero 10 del Newell's Old Boys. "Gli ho detto subito quello che pensavo, cioè che quella punizione non c'era. Non posso dire proprio tutto, perché se sono sincero poi va a finire che mi squalificano. Non era un arbitro all'altezza: la Fifa dovrebbe mandare direttori di gara diversi, per partite così importanti".

Il battibecco con Weghorst e la stoccata a Van Gaal

Bersaglio numero due: il gigante Weghorst, centravanti del Besiktas, l'uomo che con la sua doppietta aveva acciuffato il pari. Il siparietto è rovente proprio con lui, che sta passando nella zona delle interviste mentre il capitano sta per collegarsi con Tyc Sport e lo apostrofa: "Che cosa hai da guardare, bobo?". Bobo, per gli argentini, si può grossomodo tradure con scemo. Leo furioso avrebbe più tardi chiarito il proprio stato d'animo: "Weghorst e i suoi compagni ci provocavano, io rispetto tutti e pretendo altrettanto rispetto. In ogni caso sono cose che si esauriscono con la partita". Terzo bersaglio: il ct avversario: "Van Gaal racconta che le sue squadre danno spettacolo, quando l'Olanda non ha fatto altro che gettare palloni in area a casaccio".

Messi esulta sfidando provocatoriamente Van Gaal 

Messi: "Maradona ci sta dando una mano da lassù"

Resta però il fatto che per la terza volta in questo Mondiale, dopo la sconfitta con l'Arabia e la vittoria conservata con difficoltà contro l'Australia, l'Argentina si è trovata in difficoltà contro gli attaccanti alti inseriti in sovrannumero dagli avversari. Scaloni stesso ammette il problema, che potrebbe essere accentuato dall'assenza di Acuña per squalifica: non per l'altezza del terzino sinistro (1,72), ma per la necessità di cambiare ancora la formazione, per quando sembri probabile la linea a cinque varata con successo: "Anche con le difficoltà che abbiamo dovuto superare, siamo riusciti a fare un grande regalo a noi stessi e al popolo argentino. Io non credo all'importanza del sistemi di gioco, credo all'organizzazione tattica e al valore degli dei giocatori che ho a disposizione. Questo è un gruppo fortissimo, volevamo giocare sette partite e ci siamo riusciti: adesso viene il bello, con tutto il rispetto per la Croazia".

Postilla nostalgica con Messi, nel ricordo di Maradona: "Lo diciamo dall'inizio del Mondiale e ne siamo sempre più convinti: Diego ci sta dando una mano da lassù".