Inghilterra ancora a secco, ma la stampa assolve Kane
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA - David Beckham in tribuna con la testa fra le mani: è l'immagine che riassume l'umore dell'Inghilterra, intesa non solo come squadra ma come nazione, al termine della sconfitta contro la Francia nei quarti di finali dei Mondiali in Qatar. Ma quel fotogramma inquadra forse qualcosa di più del 2-1 con cui la Francia va in semifinale e la nazionale dei Tre Leoni torna a casa: racconta un ciclo di vent'anni di delusioni, iniziate proprio quando in campo c'era Beckham.
Le prime pagine
L'attualità è dominata dalle prime pagine dei giornali inglesi di oggi. "Il dolore di Harry" titola il Sun, mostrando Kane che vorrebbe mangiarsi la maglia o nasconderci dentro la faccia dopo avere sbagliato il rigore del possibile pareggio a pochi minuti dalla fine.…
LONDRA - David Beckham in tribuna con la testa fra le mani: è l'immagine che riassume l'umore dell'Inghilterra, intesa non solo come squadra ma come nazione, al termine della sconfitta contro la Francia nei quarti di finali dei Mondiali in Qatar. Ma quel fotogramma inquadra forse qualcosa di più del 2-1 con cui la Francia va in semifinale e la nazionale dei Tre Leoni torna a casa: racconta un ciclo di vent'anni di delusioni, iniziate proprio quando in campo c'era Beckham.
Le prime pagine
L'attualità è dominata dalle prime pagine dei giornali inglesi di oggi. "Il dolore di Harry" titola il Sun, mostrando Kane che vorrebbe mangiarsi la maglia o nasconderci dentro la faccia dopo avere sbagliato il rigore del possibile pareggio a pochi minuti dalla fine. "I cuori spezzati dei leoni" è il titolo analogo del Mirror. "Au revoir, Qatar", ironizza amaramente il Sunday Express. "È finita per l'Inghilterra", riassume lapidario il Sunday Times, "ancora una volta".
L'ennesima occasione mancata
Una delusione che suona ormai come una maledizione: per un motivo o per un altro, una squadra che gioca bene e suscita grandi speranze di poter finalmente vincere di nuovo un trofeo, come non le capita dai Mondiali del lontano 1966 a Wembley, fallisce l'obiettivo. Era successo un anno e mezzo fa agli Europei, con la sconfitta in finale in casa contro l'Italia ai rigori. Era accaduto ai Mondiali del 2018 in Russia, quando è stata la Croazia a battere gli inglesi, in semifinale, di nuovo ai rigori. E in precedenza le grandi aspettative sono andate deluse in altri due Mondiali, nel 2006 in Germania e nel 2002 in Corea del Sud/Giappone, in entrambi i casi ai quarti di finale, in entrambi i casi ai rigori, con Sven Goran Eriksson in panchina e una delle formazioni inglesi sulla carta più forti mai schierate, costruita attorno alla stella Beckham e alla generazione di campioni suoi coetanei. Dal 2002 al 2022, due decenni di frustrazioni, doppiamente brucianti perché ogni volta c'era la convinzione che fosse l'occasione giusta, ogni volta l'obiettivo è stato mancato di poco.
La conferma viene dalla squadra odierna: i commentatori inglesi concordano che Kane e compagni hanno giocato una buona partita contro la Francia, hanno avuto il maggior numero di occasioni, avrebbero meritato perlomeno di andare ai supplementari. Ma, come nota il Guardian, la differenza è che "le squadre campioni vincono i momenti decisivi": come hanno fatto i Blues con l'incornata del 2-1 di Olivier Giroud in Qatar, mentre l'Inghilterra quei momenti li sbaglia. Opinionisti e tifosi non se la prendono con Kane per il rigore fallito, ma ammettono che "si porterà dietro questo errore per il resto della sua vita". Qualcuno nota che ne aveva mancati altri, la sua statistica in nazionale è 17 penalty realizzati su 21 tirati: forse l'allenatore Gareth Southgate poteva affidare il secondo rigore a un altro? Kane, d'altra parte, aveva messo dentro il primo, è l'attaccante più forte della squadra, il suo simbolo, come non assegnare a lui anche il tiro del possibile 2-2? Pure i grandi campioni sbagliano un rigore che rimpiangeranno per tutta la vita: ne sanno qualcosa Roberto Baggio e i tifosi italiani, rivedendo all'infinito il tiro alto sulla traversa, la stessa traiettoria di Kane, nella finale con il Brasile ai Mondiali in America nel 1994.
Il futuro di Southgate
Ci sono qui e là commenti severi sulla stampa di Londra: in fondo, nota il Times, a questi Mondiali l'Inghilterra ha vinto tre delle quattro partite che doveva assolutamente vincere, contro Iran, Galles, Senegal, pareggiando in malo modo la quarta contro gli Stati Uniti per 0-0, ed ha perso contro la prima squadra veramente alla sua altezza che si è trovata di fronte in campo, la Francia, insomma ha fatto il minimo che c'era da aspettarsi per non tornare in patria fra i fischi. "Rifletterò ed esaminerò la mia posizione, prima di prendere qualsiasi decisione", dice adesso Southgate, che avrebbe ancora due anni di contratto e dunque in teoria potrebbe restare al suo posto fino agli Europei del 2024, la prossima opportunità dell'agognato e sempre rinviato riscatto. "Sono comunque orgoglioso di quello che hanno fatto i miei giocatori, non solo nei quarti ma in tutto il torneo", aggiunge il tecnico. Per l'ex-nazionale Gary Neville, Southgate si è guadagnato il diritto a rimanere in panchina. Si vedrà, anche in base a chi potrebbe sostituirlo. Viene in mente quello che scrissero i giornali inglesi il giorno della nomina di Fabio Capello nel dicembre 2007: "Se non vinceremo un trofeo con lui, nessuno potrà farcelo vincere". Nemmeno il plurititolato italiano riuscì nell'impresa e oggi quelle parole suonano appunto come la conferma di un sortilegio: la squadra del Paese che ha inventato il football non è più in grado di prevalere sul resto del mondo, dopo quell'isolato trionfo a Wembley, cinquantasei anni or sono.