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La Francia spegne il sogno del Marocco, vince 2-0 e vola in finale contro l'Argentina

I giocatori della Francia esultano dopo il gol del 2 a 0 (afp)
Segna subito Theo Hernandez, la squadra di Regragui non molla e sfiora il pari, nel finale entra e chiude i conti Kolo Muani. Domenica la supersfida per il titolo Mbappé-Messi
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DOHA - È la sconfitta a definire una volta per tutte la grandezza del Marocco ancora più delle vittorie che aveva messo insieme una dopo l'altra col tacito sospetto che sotto sotto ci fosse una casualità miracolosa. E invece no, è nella notte tiepida nella quale ha carezzato la storia che i Leoni d'Atlante hanno dimostrato la logica del loro Mondiale, tenendo sul filo del rasoio la squadra più forte che esista, costringendola a un'inaudita sofferenza, sballottandola e obbligandola a un durissimo esercizio di sacrificio e umiltà che chissà da quanto tempo la Francia neanche ripassava, abituata com'è alla sua superiorità quasi naturale, inevitabile, persino scontata e consolidata da quel gol arrivato dopo neanche cinque minuti grazie a Théo Hernandez che poi patirà le pene dell'inferno.

DOHA - È la sconfitta a definire una volta per tutte la grandezza del Marocco ancora più delle vittorie che aveva messo insieme una dopo l'altra col tacito sospetto che sotto sotto ci fosse una casualità miracolosa. E invece no, è nella notte tiepida nella quale ha carezzato la storia che i Leoni d'Atlante hanno dimostrato la logica del loro Mondiale, tenendo sul filo del rasoio la squadra più forte che esista, costringendola a un'inaudita sofferenza, sballottandola e obbligandola a un durissimo esercizio di sacrificio e umiltà che chissà da quanto tempo la Francia neanche ripassava, abituata com'è alla sua superiorità quasi naturale, inevitabile, persino scontata e consolidata da quel gol arrivato dopo neanche cinque minuti grazie a Théo Hernandez che poi patirà le pene dell'inferno.

Il Marocco ha dovuto improvvisare una partita d'assalto e svestire di colpo i panni della squadra-fortezza che era stata fin qui, ha avuto qualche minuto di frastornamento durante il quale Giroud ha preso un palo e sprecato il 2-0 ma poi ha attraversato il fossato con il quale normalmente protegge l'area di rigore e ha portato l'anima all'attacco, l'anima ancora più del cuore e della carne, con sorta di invasamento mistico che alla fine è stato corrisposto dai loro ventimila tifosi (hanno fischiato l'inno francese ma poi hanno rovesciato sul campo l'urlo disperato di chi sa che nella vita non avrà un seconda occasione), davanti ai quali sono andati a inginocchiarsi con un gesto che sembrava una preghiera di ringraziamento.

Il Marocco ha sbagliato, ci ha riprovato, ha sbagliato ancora e non ha mai smesso di riprovarci, buttandosi a ondate addosso alla Francia che in un primo momento sembrava che stesse soltanto mantenendo la calma in attesa di riscuotere il solito contropiede decisivo di Mbappé ma che invece si è scoperta vulnerabile ai dribbling e ai cross tagliati di Ziyech, alle scorribamde di Hakimi e Bufal, alla solita enormità monumentale di Amrabat, all'agilità elegante di Ounahi e agli slanci animisti dei meno celebri, chiamati a rabberciare una formazione piena di guai (prima si è fermato Aguerd, poi Saïss e infine Mazraoui), corretta tatticamente da Regragui rinnegando lo sbagliato 5-4-1 di partenza (è il modulo che ha concesso a Théo di essere lassù al momento di segnare) per ripristinare il solito 4-1-4-1 che ha messo alla corde la Francia per più di un'ora.

Ci sono stati un palo in rovesciata dell'ex difensore genoano El Yaquil (inaudito, per chi lo vide giocare all'apoca), molto lavoro per Lloris e i due centrali e poi tanti palloni schizzati di qua e di là senza posa, ma mai dalla parte giusta. La Francia si era preparata a uno scalpellare paziente e così ha faticato ad adeguarsi al nuovo copione ribaltato. L'ha tenuta assieme Griezmann, con le sue cuciture a tutto campo, mentre le asseze di Upamecano e Rabiot, fermati da un virus, hanno tolto forza d'urto. Però la Francia ha dimostrato anche di saper mangiare la polvere, oltre che di avere con sé il giocatore migliore del mondo o al massimo il secondo (lo sapremo domenica): Mbappé ha fatto vincere i suoi per induzione, la gabbia difensiva marocchina gli ha impedito di liberare (anche con qualche rudezza di troppo, vedere fallaccio di Amrabat) la sua falcata da ghepardo ma lui è riuscito a essere decisivo anche da lì dentro.

Guardate i gol: Mbappé è in area, circondato da marocchini, ma tira lo stesso e la palla rimbalza fuori da quello sciame e non può che finire a un francese, all'inizio Théo e alla fine il neo-entrato Kolo Muani, perché se si mettono in cinque per togliere l'aria a Mbappé, qualcun altro avrà il respiro per segnare solo e tranquillo. E' così che il favoloso Kylian ha inventato il gol per induzione come Messi quelli di invenzione. Tocca a loro ed è giusto così: l'anima non può far tutto, anche se ora il Marocco sa di non avere soltanto quella.

Francia-Marocco 2-0 (1-0)
Francia (4-2-3-1): Lloris, Koundé, Varane, Konaté, Theo Hernandez, Tchouameni, Fofana, Dembele (33' st Kolo Muani), Griezmann, Mbappé, Giroud (20' st Thuram). (16 Mandanda, 23 Areola, 2 Pavard, 3 Disasi, 6 Guendozi, 15 Veretout, 17 Saliba, 18 Upamecano, 20 Coman, 25 Camavinga, 26 Thuram). All.:
Deschamps.
Marocco (5-4-1): Bounou, Hakimi, El Yamiq, Saiss (21' pt Amallah, 33' st Ezzalzouli), Dari, Mazraoui (1' st Attiat-Allah), Ziyech, Amrabat, Ounahi, Boufal (22' st Aboukhlal), En-Nesyri (22' st Hamdallah) (12 El Kajoui, 22 Tagnaouti, 5 Aguerd, 10 Zaroury, 11 Sabiri, 13 Chairi, 23 El Khannouss, 24 Benoun, 26 Jabrane). All.: Regragui.
Arbitro: Ramos (Messico).
Reti: nel pt 5' Theo Hernandez; nel st 34' Kolo Muani
Angoli: 3-2 per il Marocco
Recupero: 3' e 6'
Ammoniti: Boufal per gioco scorretto
Spettatori: 68.294