Trentalange, ecco come si difenderà: “La Figc non può commissariare l'Aia”
di Fulvio Bianchi , di Fulvio BianchiROMA - Domattina Alfredo Trentalange, n.1 degli arbitri, sarà sentito dal procuratore Figc, Chinè, che nella chiusa indagini è stato durissimo con lui per il caso D'Onofrio. Lunedì in consiglio federale Gravina potrebbe chiedere il commissariamento dell'Aia. Ma Trentalange, difeso dagli avvocati Mattarella, Presutti e Gallinelli, darà battaglia, spiegando che non poteva controllare i carichi pendenti di D'Onofrio, in carcere perché coinvolto nel narcotraffico. Al massimo, l'Aia doveva tenere conto di una autocertificazione. Inoltre, il collegio difensivo di Trentalange spiegherà che "il commissariamento di un Ente non assume carattere sanzionatorio nei confronti dei titolari dell'organo estromessi dalle loro funzioni, ma costituisce una forma di ingerenza dell'autorità di vigilanza nell'amministrazione dell'Ente solo per porre rimedio ad una situazione di pregiudizievole disfunzione dello svol…
ROMA - Domattina Alfredo Trentalange, n.1 degli arbitri, sarà sentito dal procuratore Figc, Chinè, che nella chiusa indagini è stato durissimo con lui per il caso D'Onofrio. Lunedì in consiglio federale Gravina potrebbe chiedere il commissariamento dell'Aia. Ma Trentalange, difeso dagli avvocati Mattarella, Presutti e Gallinelli, darà battaglia, spiegando che non poteva controllare i carichi pendenti di D'Onofrio, in carcere perché coinvolto nel narcotraffico. Al massimo, l'Aia doveva tenere conto di una autocertificazione. Inoltre, il collegio difensivo di Trentalange spiegherà che "il commissariamento di un Ente non assume carattere sanzionatorio nei confronti dei titolari dell'organo estromessi dalle loro funzioni, ma costituisce una forma di ingerenza dell'autorità di vigilanza nell'amministrazione dell'Ente solo per porre rimedio ad una situazione di pregiudizievole disfunzione dello svolgimento dell'attività istituzionale (Cons. Stato, 19 aprile 1974, n. 291)".
In pratica, sosterranno i legali, "dal 1974 ad oggi, questa è la regola alla quale deve rispondere il commissariamento di un Ente: l'allontanamento degli amministratori eletti (anche per il dovuto rispetto del principio democratico) si dà solo se esiste una reale e persistente disfunzione dell'Ente. Nel caso dell'Aia, la possibile disfunzione ha riguardato la procura dell'Aia (che ora è passata in capo alla Figc, ndr). Non esiste oggi alcuna remota possibilità che in Aia si ripeta (per usare le parole del Consiglio di Stato) una situazione di pregiudizievole disfunzione dello svolgimento dell'attività istituzionale. Né alcuno ha mai anche soltanto ipotizzato che in altri ambiti di attività dell'Aia (ad esempio la gestione degli arbitri) esista il benché minimo problema".
Tutto funziona alla perfezione.-sosterrà nell'audizione Trentalange-. Dunque: disporre oggi il commissariamento dell'Aia significherebbe infrangere palesemente la legge e soprattutto rimuovere ingiustamente (ed ingiustificatamente) i rappresentanti legittimamente eletti dagli associati di Aia. Un grave strappo, appunto, al principio democratico". Insomma, Trentalange, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, è pronto ad andare sino al Tar del Lazio. Che farà Gravina?