Francia tormentata dall'influenza prima della finale. E Dembelé prepara il tè al miele per i malati
dal nostro inviato Emanuele Gamba , dal nostro inviato Emanuele GambaDOHA — Gli ultimi ad avere qualche sintomo sono stati Varane e Konaté, che hanno saltato l'allenamento dell'antivigilia al pari di Coman, febbricitante da mercoledì, mentre gli altri due francesi infettati dal misterioso virus già rinominato "dell'aria condizionata", Upamecano e Rabiot, stanno meglio, lavorano in campo e saranno sicuramente pronti per la finale di domenica.
Francia, il virus non preoccupa Dembélé: "Ho preparato un tè al miele per i malati"
Oramai ogni colpo di tosse mette ansia e i protocolli applicati in seno alla nazionale francese (dove, considerando la delegazione allargata, i contagiati sarebbero stati circa una ventina) somigliano molto a quelli dei tempi più duri della pandemia, anche se i giocatori cercano di non ostentare preoccupazione. "Abbiamo preso delle precauzioni e che non sta bene mangia in camera e si isola dagli altri", racconta Ousmane Demb&eacut…
DOHA — Gli ultimi ad avere qualche sintomo sono stati Varane e Konaté, che hanno saltato l'allenamento dell'antivigilia al pari di Coman, febbricitante da mercoledì, mentre gli altri due francesi infettati dal misterioso virus già rinominato "dell'aria condizionata", Upamecano e Rabiot, stanno meglio, lavorano in campo e saranno sicuramente pronti per la finale di domenica.
Francia, il virus non preoccupa Dembélé: "Ho preparato un tè al miele per i malati"
Oramai ogni colpo di tosse mette ansia e i protocolli applicati in seno alla nazionale francese (dove, considerando la delegazione allargata, i contagiati sarebbero stati circa una ventina) somigliano molto a quelli dei tempi più duri della pandemia, anche se i giocatori cercano di non ostentare preoccupazione. "Abbiamo preso delle precauzioni e che non sta bene mangia in camera e si isola dagli altri", racconta Ousmane Dembélé, "ma non siamo preoccupati. Upamecano e Rabiot hanno avuto solo un po' di mal di testa e di mal di pancia, allora ho preparato loro un tè al miele e allo zenzero". Anche Randal Kolo Muani, quello che ha segnato il 2-0 al Marocco, sembra rilassato: "Ci laviamo le mani e cerchiamo di ridurre i contatti. È solo una piccola influenza che si è propagata".
Qatar, tutti con raffreddore e tosse ma nessuno parla di Covid
La parola Covid non la pronuncia nessuno e d'altronde non esiste né potrebbe esistere una contabilità dei casi, visto che i tamponi non sono obbligatori nemmeno in presenza di sintomi e che le autorità del Qatar avevano abolito la richiesta del test per entrare nel paese poco prima dell'inizio della Coppa. Ma in giro è pieno di gente che tossisce e starnutisce e il sospetto che le malattie delle vie aeree che circolano in questi giorni non dipendano solo dall'aria condizionata sparata al massimo nei luoghi chiusi, inclusi i trasporti pubblici, certo fastidiosa e probabilmente dannosa per la salute, è concreto.
Dalla Svizzera all'Olanda, molte nazionali colpite dal virus
In queste settimane molte squadre hanno avuto problemi con sintomi influenzali e tra loro sicuramente Danimarca, Stati Uniti, Olanda, Marocco e Svizzera, che pare sia stata pesantemente colpita alla vigilia dell'ottavo di finale contro il Portogallo, il che giustificherebbe almeno in parte il tracollo elvetico e il 6-1 finale. Di sicuro il passaparola della preoccupazione si è diffuso, visto che la Fifa ha cominciato a imporre l'utilizzo della mascherina nella zona mista, prima richiesto obbligatoriamente soltanto per avvicinare i calciatori giapponesi. Alla fine di Croazia-Brasile, Perisic ha parlato ai giornalisti tenendosi a distanza siderale: è chiaro che tutti sono stati avvisati che qualcosa di dannoso sta girando nell'aria.
Francia decimata, anche Théo e Tchouaméni in dubbio
Di sicuro in questo momento la situazione più delicata è quella della Francia, che non solo ha la squadra con la rosa più ridotta del Mondiale a causa degli infortuni di Benzema (Deschamps si sarà pentito di non averlo rimpiazzato?) e Lucas Hernandez ma deve anche fare i conti anche con gli acciacchi di Théo (contusione al ginocchio) e Tchouaméni (botta all'anca), che allo stato attuale vanno considerati in dubbio per la finale. All'allenamento dell'antivigilia allo stadio Jassim Bin Hamad, lo stesso che ha ospitato la Supercoppa Italiana del 2014 (Napoli-Juventus) e del 2016 (Milan-Juventus), hanno partecipato appena 19 giocatori inclusi i tre portieri: è uno stato non troppo distanze dall'emergenza, senza contare gli elementi che Deschamps ha perso nelle settimane prima della Coppa, vale a dire Pogba, Kanté, Maignan, Kimpembe e Nkunku.
Francia, visita parenti con le precauzioni
Giovedì la Francia ha avuto un giorno di semi libertà durante il quale i giocatori hanno avuto il permesso di incontrare le famiglie, ma a tutti è stato di chiesto di evitare il contatto fisico ravvicinato e, nei limiti del possibile, di indossare la mascherina. "Quando sono andato in camera di Upamecano il giorno dopo che è stato male, me la sono messa", ha spiegato Dembélé. Che la Francia non tema però un contagio diffuso lo dimostra il fatto che Coman e Upamecano erano regolarmente in panchina mercoledì a Lusail: il solo Rabiot è rimasto in hotel, dove ha accolto i compagni e ha comunque festeggiato con loro. Però poi hanno cominciato a stare male Varane e Konaté, mentre la finale si fa sempre più vicina. In questo preciso istante, preferireste essere Deschamps o Scaloni?