Qatar, ordine e culto del lusso. I soldi hanno ribaltato il calcio
di Emanuela Audisio , di Emanuela AudisioDOHA - Unico, di sicuro. Inedito, come questa finale. Anche bizzarro: non s'erano mai viste le corsie preferenziali e allo stadio per i settori Vvip. Nel senso di Very, very vip. Si capisce che in un paese che ha il reddito pro capite più alto del mondo (159 mila dollari, esentasse) e che guadagna 220 milioni di euro al giorno dalla vendita di gas e petrolio, i vip siano la categoria più comune. E che non ci siano apprensioni sulla bolletta da pagare per le luci della città sempre accese, né per gli stipendi di Messi e Mbappé. "Non sono ricco", vi dirà il signor Al Misned, 57 anni, qatarino con ditta di consulenza, mentre prende un cappuccino in tazze bordate d'oro. In effetti ha solo un albergo (dove vive) a Doha, una casa a Londra e un'azienda agricola a Al-Khor (in realtà un castello) con tre piscine, due campi da calcio, uno da volley, una palestra, 100 pecore, 8 orici, 4 cavalli, un falcone e labirinti d…
DOHA - Unico, di sicuro. Inedito, come questa finale. Anche bizzarro: non s'erano mai viste le corsie preferenziali e allo stadio per i settori Vvip. Nel senso di Very, very vip. Si capisce che in un paese che ha il reddito pro capite più alto del mondo (159 mila dollari, esentasse) e che guadagna 220 milioni di euro al giorno dalla vendita di gas e petrolio, i vip siano la categoria più comune. E che non ci siano apprensioni sulla bolletta da pagare per le luci della città sempre accese, né per gli stipendi di Messi e Mbappé. "Non sono ricco", vi dirà il signor Al Misned, 57 anni, qatarino con ditta di consulenza, mentre prende un cappuccino in tazze bordate d'oro. In effetti ha solo un albergo (dove vive) a Doha, una casa a Londra e un'azienda agricola a Al-Khor (in realtà un castello) con tre piscine, due campi da calcio, uno da volley, una palestra, 100 pecore, 8 orici, 4 cavalli, un falcone e labirinti di siepi ben curate.
Anche per questo si parla di sportwashing, per dare una bella lavata (washing, appunto) alla propria immagine e apparire quello che non si è. Ma vero anche che il progressista Occidente ha portato al mondiale un calcio dove le donne non esistono: solo un'arbitra è scesa in campo, e tra le 32 squadre solo Spagna e Croazia hanno due team-manager (Navas e Olivari). Che ne sarà di questi otto favolosi stadi? Uno è stato smontato, ma gli altri? Il Qatar vorrebbe le Olimpiadi del 2036, l'Arabia Saudita i mondiali del 2030 e ha già ottenuto i Giochi invernali asiatici del 2029, a Neom. Sissignori, si scierà in mezzo al deserto. Ormai i dottor Stranamore sono quelli che pensano di trasformare la natura. Certo, costerà. 500 miliardi di dollari. Altro che lavaggio, qui siamo al programma centrifuga. In attesa della fusione nucleare, buona domenica. E shukran.