Argentina, in settantamila per la storia: ma molti tifosi sono senza biglietto
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròDOHA - "Sono partito da solo da Rosario il 18 novembre per vedere il Mondiale dell'Argentina di Messi e fino a oggi ci sono riuscito. Ma il biglietto per la finale non riesco proprio a trovarlo. Sarebbe una beffa: questa è la partita della storia". Erano le 3 del mattino a Doha e la vicenda di Jorge Martín, 34 anni, avvolto nella classica bandiera albiceleste, in piedi in attesa con altri quattrocento connazionali sotto il porticato dell'ingresso di un grattacielo di Al Safliya, ne riassume circa duemila altre molto simili. La partita della storia, l'ultima di Messi in un Mondiale, la sfida con la Francia di Mbappé, si giocherà in uno stadio molto grande - la capienza del Lusail, aggiornata ufficialmente, è di 88.966 spettatori - ma non tutti i previsti 70 mila argentini presenti in Qatar incluso il complemento arabo che sfoggia un impressionante numero di maglie dell'Albiceleste col 10 e il nome di Messi stampati potranno a…
DOHA - "Sono partito da solo da Rosario il 18 novembre per vedere il Mondiale dell'Argentina di Messi e fino a oggi ci sono riuscito. Ma il biglietto per la finale non riesco proprio a trovarlo. Sarebbe una beffa: questa è la partita della storia". Erano le 3 del mattino a Doha e la vicenda di Jorge Martín, 34 anni, avvolto nella classica bandiera albiceleste, in piedi in attesa con altri quattrocento connazionali sotto il porticato dell'ingresso di un grattacielo di Al Safliya, ne riassume circa duemila altre molto simili. La partita della storia, l'ultima di Messi in un Mondiale, la sfida con la Francia di Mbappé, si giocherà in uno stadio molto grande - la capienza del Lusail, aggiornata ufficialmente, è di 88.966 spettatori - ma non tutti i previsti 70 mila argentini presenti in Qatar incluso il complemento arabo che sfoggia un impressionante numero di maglie dell'Albiceleste col 10 e il nome di Messi stampati potranno assistere allo spettacolo.
La caccia al biglietto è cominciata con abbondante anticipo e la prima stazione obbligata è proprio il grattacielo di Al Safliya, dove l'Afa, la Federcalcio di Buenos Aires, ha collocato al secondo piano il suo ufficio provvisorio in Qatar. Ma gli ultimi biglietti regolarmente in vendita, circa tremila, si sono esauriti in pochi minuti e adesso la speranza dei moltissimi tifosi che ne sono sprovvisti è che la Fifa metta a disposizione dell'Afa una seconda dotazione.
Ma i biglietti li reclamano ovviamente anche i tifosi francesi (se ne prevedono almeno diecimila), il che complica le cose per gli argentini, non tutti disposti al ricorso agli inevitabili bagarini. I prezzi ufficiali sono di per sé già elevati: 516 euro per il settore popolare, 850 per le tribune, 1600 euro per la tribuna centrale. Il bagarinaggio, gestito da arabi e cinesi già in azione nei dintorni dello stadio e sul lungomare e nei centri commerciali di Lusail City, moltiplica i costi: si può arrivare anche a 10 mila euro. "Io ho già pagato 4 mila dollari per il viaggio di sola andata. Ho lasciato a Rosario mia moglie e mia figlia, che ha 5 anni, ma devo fare di tutto per essere dentro lo stadio" . La missione di Jorge Martín è la stessa di altri cinquantamila argentini. Perché, come cantano incessantemente per le strade di Doha ( "esta hinchada loca dejo todo por la Copa, la de Messi y Maradona"), questa tifoseria pazza ha abbandonato tutto per la Coppa, quella di Messi e Maradona.