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Stefano Bizzotto: "Che coppia con Adani, passione sudamericana e razionalità mitteleuropea"

Il giornalista Rai, affiancato in questi Mondiali all'opinionista divenuto cantore delle gesta dell'Argentina e di Messi: "Abbiamo caratteri diversi ma puntiamo tutti e due sulla competenza. La telecronaca perfetta non esiste, vinci quando porti dalla tua parte il maggior numero di persone: direi che ci siamo riusciti"
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Quando Leo Messi, anzi "Lionel Andrés Messi Cuccittini", "ha dribblato anche i cammelli del deserto" e "ha elargito amore a tutti attraverso una palla da calcio", Stefano Bizzotto, in postazione Rai, era testimone oculare dell’estasi che diventava parole nel racconto di Daniele Adani. "E me lo sono goduto, l’ho lasciato finire, attento a non sovrapporre la mia voce alla sua, il peggiore errore in una telecronaca. Ma in quel momento ero su più livelli: pensavo a come agganciarmi alle parole di Lele, vedevo cosa proponeva la regia, i primi piani dei giocatori da commentare, l’atmosfera da raccontare". Domenica (Raiuno, 14.30) commenteranno insieme la cerimonia di chiusura del Mondiale.

Bizzotto e Adani in Qatar 
L’atmosfera della semifinale mondiale tra Argentina e Croazia.

"La toccavi con mano. Senti gli o…

Quando Leo Messi, anzi "Lionel Andrés Messi Cuccittini", "ha dribblato anche i cammelli del deserto" e "ha elargito amore a tutti attraverso una palla da calcio", Stefano Bizzotto, in postazione Rai, era testimone oculare dell’estasi che diventava parole nel racconto di Daniele Adani. "E me lo sono goduto, l’ho lasciato finire, attento a non sovrapporre la mia voce alla sua, il peggiore errore in una telecronaca. Ma in quel momento ero su più livelli: pensavo a come agganciarmi alle parole di Lele, vedevo cosa proponeva la regia, i primi piani dei giocatori da commentare, l’atmosfera da raccontare". Domenica (Raiuno, 14.30) commenteranno insieme la cerimonia di chiusura del Mondiale.

Bizzotto e Adani in Qatar 
L’atmosfera della semifinale mondiale tra Argentina e Croazia.

"La toccavi con mano. Senti gli ooohhh dello stadio quando il pallone finisce tra i piedi di Messi qui in Qatar, dove i tifosi argentini sono la grande maggioranza nelle tribune delle partite della loro nazionale. Tutti ad aspettare la giocata straordinaria, sovrannaturale, in un’empatia totale tra un giocatore e un popolo. Bello, davvero. Così come è bello vedere Messi felice, sorridente, che salta di gioia e partecipa ai cori, come liberato da un peso che secondo me in nazionale lo opprimeva dalla finale mondiale persa nel 2014 con la Germania, quando ebbe sul piede il pallone della vittoria. Quella vittoria che, arrivata finalmente con la Coppa America del 2021, lo ha reso diverso".

Ed è diversa, rispetto ai canoni classici di una tv generalista, anche una telecronaca con Lele Adani commentatore tecnico.

"La telecronaca perfetta non esiste. Devi sapere che se accontenti qualcuno inevitabilmente scontenti qualcun altro. L’ho capito fin da subito, dai primi giudizi ricevuti a inizio carriera: ‘bravo, ma parli poco’; ‘’vai bene, ma troppe parole’. La base è la competenza, che ti crei studiando tanto, prendendo appunti, cercando informazioni. Poi, oltre il coinvolgimento e la passione, è tutta soggettività. Vinci quando porti dalla tua parte il maggior numero di persone. Io credo che ci siamo riusciti".

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Quando è nata la coppia al microfono Adani-Bizzotto?

"La sera del 10 ottobre 2021, al Meazza di Milano, finale di Nations League Francia-Spagna. Alberto Rimedio e Antonio Di Gennaro nel pomeriggio avevano commentato a Torino la finale per il terzo posto tra Italia e Belgio. Così è toccata a me e a Lele, che era appena arrivato in Rai. Abbiamo parlato un po’ prima della diretta, poi è iniziata la partita e si è creata subito la chimica giusta. Un precedente che mi faceva coraggio perché, sono sincero, commentare quindici partite in meno di un mese è stata una bella sfida, che si conclude con la finale per il terzo posto tra Croazia e Marocco".

Come definirvi?

"Non è mia, eh: ‘il raziocinio mitteleuropeo che incontra la passionalità sudamericana’ è una definizione che mi piace molto. Ma poi sono io che alla fine della partita lo guardo, lui mi fa un cenno e capisco che è andata".

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Comunque la si pensi, è difficile che la Rai possa tornare indietro nelle telecronache, dopo questo Mondiale.

"Ma alzare l’asticella non sarà facile, perché mancherà la continuità. In Rai c’è la Nazionale ogni tre mesi. La coppa Italia era una bella palestra, ma ora i diritti li ha Mediaset. Ricordo come un’esperienza straordinaria quando trasmettevamo la Champions, io ho commentato la finale. Ora invece rischiamo di arrivare ai prossimi appuntamenti con poco allenamento nelle gambe, anzi nella voce".

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Passare dalle telecronache dei tuffi al calcio è un bel carpiato con avvitamento.

"Certo, il calcio è pura action, nei tuffi puoi prenderti i tuoi tempi tra un atleta e l’altro. Però l’emozione è la stessa: nel 1995 Eugenio De Paoli, il caporedattore di allora, mi chiese ‘la tua esperienza nei tuffi?’. ‘Da bambino tifavo per Klaus Dibiasi, abito nel suo stesso rione’. ‘Bene, sarai il nostro nuovo telecronista’. A momenti svengo. Poi ho studiato tuffi e coefficienti nel centro federale di Bolzano, ogni giorno per un mese, e almeno una memoria storica me la sono creata".

Dal Qatar cosa si porterà in valigia?

"Il marocchino Sofiane Boufal che balla in campo con la mamma, il figlio di Perisic che abbraccia Neymar in lacrime, papà Szczesny che consola il piccolo Liam mentre piange. Mi porto il Marocco, che non è arrivato in semifinale per caso. E la speranza che il Qatar possa cambiare nella tutela dei diritti delle persone. Dopo il gesto della Germania e delle bocche tappate l’onda lunga si è un po’ esaurita, è fatale quando inizia a parlare il campo. Finisce il Mondiale, i problemi rimangono. Ma tra un anno qui c’è la coppa d’Asia, potremo capire già allora se soffia un vento nuovo".

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"Diciamo che Messi è invecchiato decisamente meglio".

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E torniamo al gol del 3-0 di Argentina-Croazia, con Adani che dice: “La giocata di Messi ha riportato Maradona dentro a un campo da calcio”.

"Nel Barcellona Messi ha vinto molto di più ma quello che ha conquistato Maradona a Napoli gli vale per l’eternità. Non vedremo mai più un calciatore giocare come fu a Messico 1986, anche se Messi dovesse vincere il Mondiale. Certo, se in finale si inventasse un’azione come quella di Diego contro l’Inghilterra…".