DOHA - Di rado una squadra è arrivata a una finale con così tanti fronti aperti. C'è l'incertezza sul futuro di Deschamps che lui stesso ha alimentato, c'è il problema del virus che tormenta la squadra francese, c'è il caso Benzema, liquidato con freddezza dal ct e c'è la netta sensazione che il mondo tifi compatto per l'Argentina, come se la Francia dovesse rendere un tributo necessario e inevitabile all'ultimo tango di Messi.
L'attesa del virus
"Non ho novità, stamattina quando sono uscito i ragazzi erano ancora in camera a dormire. È una situazione che possiamo gestire senza ansia. Certo, se non ci fosse stata sarebbe stato meglio".
Le trappole argentine
"Abbiamo studiato a fondo i nostri avversari, ma bisogna sempre essere preparati all'imponderabile. Il Marocco ci ha affrontati con la difesa a cinque, era una novità, ma abbiamo saputo adattarci subito".
I problemi della Francia
"Gli infortuni ci hanno toccato, ma anche Scaloni ha dovuto digerire situazioni difficile perché è complicato rialzarsi dopo aver perso la prima partita. Problemi ne abbiamo avuti ma ora non ho né inquietudine né stress. L'importante è conservare la serenità perché non c'è solo la partita in sé, c'è anche il contesto. L'aspetto emozionale è una componente importante ed è diversa da giocatore a giocatore. Chi è alla prima finale non ha punti di riferimento, non sarà facile gestire le proprie emozioni".
Lasciate in pace Mbappé
"Kylian non ha parlato durante questa Coppa perché ha bisogno di tranquillità. Lui si focalizza su terreno di gioco e io ho poca voglia di perturbare il suo stato d'animo".
Il futuro incerto
"Cosa devo dire ancora? Fare il ct della Francia è la cosa migliore che mi sia capitata e ho avuto il privilegio di vestire quella maglia anche da giocatore. La passione c'è ancora, sono molto felice di essere in questo ruolo, ma quello che conta è la Francia e sono fiero di esserne al servizio da nove anni e per una partita ancora. Ma non sono io la figura più importante. Siete gentili a pensare a me, ma oggi non so cosa mi passa per la testa e cosa mi passerà dopo la finale".
Il caso Benzema
"Cosa c'è, un passaparola tra giornalisti stranieri? Se non rispondo dicono che sono nervoso, ma io mi occupo dei 24 giocatori che sono qui, non di mandare inviti agli ex o agli infortunati. Non so chi ci sarà domani allo stadio, a me interessano i 24 che sono con me".
L'ambiente
"Sappiamo che gli argentini sono un popolo passionale e che domani i nostri tifosi saranno in minoranza. E quelli che tiferanno per l'Argentina non saranno tutti argentini. Ma i tifosi vanno in tribuna, non in campo. In campo ci siamo noi".