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La Francia e la sfida a Messi. Kolo Muani: "Un avversario come un altro". Dembélé: "Per me è stato fondamentale"

Muani con Mbappé e Thuram (reuters)
L'attaccante in gol contro il Marocco: "Non provo niente di speciale all'idea di incrociarlo domenica in finale". L'ex compagno nel Barcellona: "Mi ha dato una grande mano"
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DOHA - Può anche capitare che Messi non faccia nessun effetto: "Lui è un buon giocatore, ma non provo niente di speciale all'idea di incrociarlo domenica in finale. Ci ho già giocato contro l'anno scorso quando ero al Nantes e la mia vita non è cambiata". Nel tenero candore di Randal Kolo Muani, il semi debuttante che ha segnato il 2-0 al Marocco, non c'è traccia d'arroganza. Per questo ragazzone con lo sguardo da bimbo, Messi è soltanto uno che gioca a pallone come lui, uno che magari puoi sfidare in una partitella ai giardinetti. "Io quando gioco non sto tanto a guardare chi sono gli altri": perché sì, il pallone è solo il gioco. "Il gol che ho segnato in semifinale mi ha fatto contento, ma nemmeno quello mi cambierà la vita".

DOHA - Può anche capitare che Messi non faccia nessun effetto: "Lui è un buon giocatore, ma non provo niente di speciale all'idea di incrociarlo domenica in finale. Ci ho già giocato contro l'anno scorso quando ero al Nantes e la mia vita non è cambiata". Nel tenero candore di Randal Kolo Muani, il semi debuttante che ha segnato il 2-0 al Marocco, non c'è traccia d'arroganza. Per questo ragazzone con lo sguardo da bimbo, Messi è soltanto uno che gioca a pallone come lui, uno che magari puoi sfidare in una partitella ai giardinetti. "Io quando gioco non sto tanto a guardare chi sono gli altri": perché sì, il pallone è solo il gioco. "Il gol che ho segnato in semifinale mi ha fatto contento, ma nemmeno quello mi cambierà la vita".

Il tenero Kolo andrà a giocarsi la finale come se fosse una partita qualunque. "Del resto un mese fa non era nemmeno qui": lo hanno richiamato d'urgenza dopo l'infortunio di Nkunku mentre stava in Giappone con l'Eintracht. È volato a Doha direttamente da Tokyo, come se niente fosse. Quattro anni fa la finale mondiale l'ha guardata in tv: "Da solo, a Nantes. Il giorno dopo dovevo andare a giocare al Boulogne", vale a dire nella terza divisione francese: come cambia in fretta il mondo. Di sicuro, il buon Randel direbbe che nemmeno quella notte magica gli ha cambiato la vita.

Il Messi di Dembélé

Una testimonianza diversa su Messi la riporta invece Ousmane Dembélé, a lungo compagno di Leo al Barcellona: "È un giocatore straordinario, con lui ho passato quattro anni bellissimi. Da ragazzo mi ero innamorato del Barcellona per lui e per Iniesta, poi l'ho conosciuto da vicino e ho scoperto una persona molto semplice che aiuta i giovani. Quando sono arrivato mi ha dato una grande mano. Non sarà facile giocarci contro". Dembélé è sempre stato sotto l'ala protettiva di Messi, che lo ho accudito quando il francese, arrivato dal Borussia per rimpiazzare Neymar, si stava perdendo tra infortuni, indolenza e vizi (passava le notti a giocare ai videogiochi e a trangugiare cibo spazzatura), non giustificando per nulla i 120 milioni spesi per averlo. Ci ha messo un po', poi però Dembélé è infine tornato a riallinearsi alle promesse che seminava a vent'anni: "Leo è stato fondamentale per me, perché quando sono arrivato a Barcellona volevo solo dribblare e invece lui mi ha insegnato la calma e che c'è un tempo per dribblare e uno per passare". E domenica l'allievo vorrà dimostrare al maestro di aver imparato bene.