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Da Di Maria a Giroud, le star italiane da cui dipendono le sorti della finale del Mondiale

Sette calciatori della Serie A potrebbero essere protagonisti in Argentina-Francia. Tre juventini, due milanisti, un interista e un romanista si giocano la Coppa del mondo
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DOHA — Argentina-Francia non è solo l'ultimo atto del primo Mondiale arabo della storia: è la finale perfetta, con tutti gli stereotipi dentro. Messi-Mbappé, certo, Sudamerica-Europa, emoción-feuilleton e perfino un po' di Serie A. Se l'Italia azzurra è rimasta malinconicamente a guardare, le chiavi della finale ruotano anche intorno agli italiani di adozione. Il grande incrocio è fra Juventus e Milan. Da un lato Paredes e Di Maria, due delle incognite della vigilia, in bilico fra gli acciacchi personali e le strategie di Scaloni. Dall'altra un terzo bianconero, Rabiot, e i milanisti Théo Hernandez e Giroud. Poi ci sono anche Dybala e Lautaro, per Roma e Inter, ma le loro quotazioni nell'attacco argentino sono in ribasso.

Argentina, la probabile formazione contro la Francia

Nessuno della pattuglia è sicuro di giocare dall'inizio e dalla soluzione delle incognite dipenderà in buona parte …

DOHA — Argentina-Francia non è solo l'ultimo atto del primo Mondiale arabo della storia: è la finale perfetta, con tutti gli stereotipi dentro. Messi-Mbappé, certo, Sudamerica-Europa, emoción-feuilleton e perfino un po' di Serie A. Se l'Italia azzurra è rimasta malinconicamente a guardare, le chiavi della finale ruotano anche intorno agli italiani di adozione. Il grande incrocio è fra Juventus e Milan. Da un lato Paredes e Di Maria, due delle incognite della vigilia, in bilico fra gli acciacchi personali e le strategie di Scaloni. Dall'altra un terzo bianconero, Rabiot, e i milanisti Théo Hernandez e Giroud. Poi ci sono anche Dybala e Lautaro, per Roma e Inter, ma le loro quotazioni nell'attacco argentino sono in ribasso.

Argentina, la probabile formazione contro la Francia

Nessuno della pattuglia è sicuro di giocare dall'inizio e dalla soluzione delle incognite dipenderà in buona parte il piano tattico di questa partita. Di Maria scalpita, vuole un posto per ragioni di rivalsa personale. Otto anni fa in Brasile saltò la semifinale per infortunio e non fu rischiato in finale mondiale contro la Germania. Nel 2021, invece, è stato lui a decidere la finale di Copa America contro il Brasile, da cui ha avuto inizio l'epopea di questa nazionale, che oggi sarà sostenuta da almeno 50 mila tifosi allo stadio (altri diecimila resteranno fuori senza biglietto, i bagarini sono in agguato e chiedono fino a 10 mila dollari). Di Maria ha giocato da titolare le tre gare del girone, poi ha fatto un'apparizione contro l'Olanda nei quarti, e nel frattempo Scaloni ha trovato nuovi equilibri. Senza di lui, è possibile la difesa a tre. Con Angel per Lisandro Martinez sarebbe un 4-4-2.

Argentina, Di Maria e la chiave tattica della partita

L'altro juventino Paredes è stato titolare al debutto contro l'Arabia e poi in semifinale contro la Croazia: la sua presenza è indirettamente legata all'impiego di Di Maria. Questione di equilibri, appunto. La Juve lo osserva: l'obbligo di riscattarlo a fine anno dal Psg è caduto con la mancata qualificazione agli ottavi di Champions. Alla vigilia, alla Qatar University, Scaloni ha radunato la squadra di buon mattino, ritrovando anche gli infortunati Correa e Nico González e gli esclusi Pereyra, Quarta, Musso e Domínguez: "Siamo arrivati qui grazie a un percorso esaltante. Sono orgoglioso di voi".

Rabiot, un Mondiale da protagonista con la Francia

Il feuilleton della Francia, che si sente un po' sola contro tutti e contro il lieto fine annunciato per Messi, non ruota attorno a Mbappé l'attaccante supersonico e all'ubiquo Griezmann, che distrae la compagnia festeggiando la vittoria del suo cavallo Hooking. C'è il giallo dell'aria condizionata dell'Al Messila resort: la febbre ha colpito un gruppo già abbastanza decimato dagli infortuni, con l'incognita delle sgradite sorprese mattutine. Il bollettino dice che Coman sta maluccio e che Rabiot, Upamecano, Varane e Konaté sono a disposizione di Deschamps. Rabiot è stato fra i migliori "italiani" fin qui: non solo il gol con l'Australia al debutto, ma quattro partite convincenti da titolare e uno spezzone contro la Tunisia. Per l'influenza, in semifinale non c'era, ora è atteso al rientro.

Francia, Pogba in tribuna a tifare

E poi i milanisti: Théo Hernandez ha risolto la semifinale con il Marocco in acrobazia, Giroud è già a quota 4 gol. Hanno colto l'occasione al volo: Théo al posto del fratello Lucas, Giroud nel vuoto lasciato da Benzema. Hernandez ha smaltito una contusione al ginocchio, Giroud ha qualche acciacco e il ct ha pensato anche a Thuram al suo posto. Marcus è nato a Parma, comunque vada un pezzo di Italia. A Lusail ci saranno tanti campioni francesi delle coppe vinte dall'Europeo dell'84 in poi, inclusi lo juventino Pogba e Kanté. Qualche ora e saprà se avrà vinto l'emoción o il feuilleton.