✕

La questione morale del Castellana e la mano di Dio di Maradona

La rubrica "È sempre domenica"
1 minuti di lettura

C'è una questione morale che scuote il calcio italiano ed è seguita a livello internazionale. La Juventus? Acqua. Si tratta di un gol inesistente che a inizio anno ha deciso la partita di prima categoria tra Noicattaro e Castellana, in provincia di Bari. Il video è stato visto in tutto il mondo. Per chi se lo fosse perso: la squadra ospite attacca, un cross mette il numero 11 Sabatelli davanti alla porta sguarnita. Il giocatore tira, ma fuori, colpendo un palo posto dietro la rete per sostenerla. La palla rimbalza in campo, lui stramazza a terra nel disperato slancio. L'arbitro, confuso da un'illusione ottica, assegna un gol, indicando il centrocampo. I giocatori del Noicattaro lo rincorrono, increduli poi inferociti. Quelli della Castellana esitano un istante, travolti da troppa grazia, poi esultano. Segue consapevolezza. Squadra e allenatore vorrebbero far segnare gli avversari per pareggiare il conto sbilenco. Chiedono ai dirigenti, che nicchiano. S…

C'è una questione morale che scuote il calcio italiano ed è seguita a livello internazionale. La Juventus? Acqua. Si tratta di un gol inesistente che a inizio anno ha deciso la partita di prima categoria tra Noicattaro e Castellana, in provincia di Bari. Il video è stato visto in tutto il mondo. Per chi se lo fosse perso: la squadra ospite attacca, un cross mette il numero 11 Sabatelli davanti alla porta sguarnita. Il giocatore tira, ma fuori, colpendo un palo posto dietro la rete per sostenerla. La palla rimbalza in campo, lui stramazza a terra nel disperato slancio. L'arbitro, confuso da un'illusione ottica, assegna un gol, indicando il centrocampo. I giocatori del Noicattaro lo rincorrono, increduli poi inferociti. Quelli della Castellana esitano un istante, travolti da troppa grazia, poi esultano. Segue consapevolezza. Squadra e allenatore vorrebbero far segnare gli avversari per pareggiare il conto sbilenco. Chiedono ai dirigenti, che nicchiano. Si arriva al punto di non ritorno. L'arbitro non può più rimangiarsi la decisione, né i beneficiati porvi riparo. L'assurdo è omologato. Le immagini vengono riproposte dalla rete. Messaggi in tutte le lingue accusano i calciatori della Castellana. La società li scarica, l'allenatore si dimette, la domenica seguente la squadra sciopera. Il giudice sportivo decreta che la partita vada rigiocata. Restano l'amarezza, il vilipendio, la reputazione ferita. Che differenza passa tra la mano di Dio e il piede di Sabatelli? 

Quando Maradona segnò il primo gol all'Inghilterra commise chiaramente fallo e lo sapeva, ma festeggiò. Al primo compagno che gli fece notare l'irregolarità raccontò di aver detto: "Chiudi la bocca stupido e abbracciami!". Lo fecero tutti. Fu considerato un genio, un artista, un eroe popolare. Su quella mano sono stati scritti libri, trattati filosofici, film. Non era una partita fra dilettanti, ma un quarto di finale dei mondiali. A riprova del fatto che una piccola contravvenzione è un problema di chi la commette, mentre una enorme è un problema di tutti. Il ragioniere finisce al gabbio, il grande imprenditore al senato. Sono colpevoli i giocatori della Castellana per quella reazione a cavallo di un istante? Prima di rispondere immaginate di trovarvi in un casinò. Si libera un posto a un tavolo. Sedete mentre già la pallina sta finendo il suo giro e non puntate. Il croupier proclama: "Ventidue, nero, passe!" e inspiegabilmente avvicina proprio a voi la vincita per un "pieno" (36 volte la puntata). Che cosa fate? La respingete o intascate, vi alzate e filate via?