Un arbitro squalificato dall'Aia. Quello che di per sé può suonare come un paradosso, in realtà è tutto vero: Alessandro Iuliano, 23enne direttore di gara della sezione di Mestre, è stato sospeso per due anni dai vertici dell'Associazione Italiana Arbitri per aver rilasciato dichiarazioni pubbliche non autorizzate, cosa vietata dal regolamento. In particolare Iuliano, conosciuto sui social come "arbitrino", è diventato virale su Tik tok grazie ai video in cui spiega le regole del calcio.
Stop fino a maggio 2024
Dalla categoria Esordienti, Iuliano è arrivato fino alla Prima Categoria. Lo stop dei campionati dovuti alla pandemia gli ha impedito l'ulteriore salto in Promozione. E' stato proprio in quel periodo di lockdown che il giovane fischietto veneto ha lanciato, in particolare su Tik tok (dove ha superato i 200k follower), il format - diventato subito virale - in cui si dilettava a spiegare le norme del regolamento. Non facendo tuttavia i conti con il rigido regolamento dell'AIA, che vieta di fatto le dichiarazioni pubbliche ai propri tesserati (articolo 42, quarto comma) se non autorizzati. E così a maggio 2022 "arbitrino" è stato in un primo momento inibito per 5 mesi, ora invece è arrivata l'ulteriore stangata: squalificata allungata fino a maggio 2024 per un totale di 23 mesi.
"Via le barriere tra tifosi e arbitri''
Come ha reagito il diretto interessato alla pesante sanzione? Da un lato Iuliano ha fatto mea culpa (''Non contesto la decisione perché c’è un regolamento che parla chiaro''), dall'altro però ha velatamente lanciato un appello all'Aia stessa: ''Oggi i social network sono fondamentali, l'Aia potrebbe sfruttarli per confrontarsi con i tifosi. Tra la gente e gli arbitri esiste ancora una barriera che con Internet può finalmente essere abbattuta''. E poi un dato di fatto: ''Grazie ai miei video tante persone si sono iscritte ai corsi per diventare arbitro. È un dato di fatto che manchino direttori di gara: ricordo benissimo che nel recente passato è stato sospeso un turno di campionato dei dilettanti semplicemente perché non c’erano arbitri disponibili per completare le terne, oppure molti sono costretti a dirigere sia di sabato che di domenica. Per me i social sono una vera e propria passione, una canale per mettermi in contatto con le persone che hanno i miei stessi interessi''. Gli utenti, del resto, sono tutti con lui e hanno immediatamente lanciato l'hashtag #freearbitrino per protestare contro la decisione dell'Aia.