✕

Dibu Martinez, quando il karma è imparabile

Emiliano Martinez (reuters)
La rubrica "È sempre domenica"
1 minuti di lettura

Non ci sono più i portieri di una volta. Una volta quando? Di due anni fa (Donnarumma agli Europei), di un anno fa (Courtois che parava tutto in Champions, prendendo l'eredità di Alisson). Tutti colpiti da un'epidemia di "paperite". Anche il migliore di appena tre mesi fa, ai mondiali: il Dibu Martinez. Ecco, vogliamo parlare del Dibu, di quel che resta delle sue gesta e dei suoi gesti, del karma che lo insegue? Un'ombra ben presto sarà. È diventato epico per aver parato rigori infastidendo chi li doveva tirare. Dalla prossima stagione la Fifa metterà norme per evitare che si ripeta, che i portieri possano interagire con i rigoristi. È diventato famoso, più ancora che per la parata impossibile su Kolo Muani "in limine mortis", per aver preso il premio e averlo agitato oscenamente. Quella statuetta pareva, oltre quel che è sembrato a lui, un idolo da non stuzzicare, a scanso di conseguenze. Per opin…

Non ci sono più i portieri di una volta. Una volta quando? Di due anni fa (Donnarumma agli Europei), di un anno fa (Courtois che parava tutto in Champions, prendendo l'eredità di Alisson). Tutti colpiti da un'epidemia di "paperite". Anche il migliore di appena tre mesi fa, ai mondiali: il Dibu Martinez. Ecco, vogliamo parlare del Dibu, di quel che resta delle sue gesta e dei suoi gesti, del karma che lo insegue? Un'ombra ben presto sarà. È diventato epico per aver parato rigori infastidendo chi li doveva tirare. Dalla prossima stagione la Fifa metterà norme per evitare che si ripeta, che i portieri possano interagire con i rigoristi. È diventato famoso, più ancora che per la parata impossibile su Kolo Muani "in limine mortis", per aver preso il premio e averlo agitato oscenamente. Quella statuetta pareva, oltre quel che è sembrato a lui, un idolo da non stuzzicare, a scanso di conseguenze. Per opinione personale il Dibu, portiere più bollente che caldo, non è destinato a una memoria che vada oltre gli episodi, pur decisivi. Ha una rilevanza incostante, rende per trance agonistica. Ha raggiunto il suo picco e si affanna per riagguantarlo compiendo atti che, dalla spregiudicatezza, ora cadono nell'incoscienza. La partita nel suo Aston Villa contro l'Arsenal è stata la prova.

Dibu Martinez e il gestaccio col premio di miglior portiere del Mondiale in Qatar 
L'idolo profanato era in tribuna, probabilmente, aspettando la sua vendetta. Se l'è presa doppia. Due highlight lo dimostrano. Nel primo, sul 2-2 al 93° minuto, si vede Jorginho, non esattamente un cannoniere, chiamare palla da fuori area, riceverla e tirare un missile che batte sulla traversa e, tornando in campo, colpisce il Dibu in ricaduta sulla nuca, finendo in porta. Una carambola anti-balistica, disegnata in un cielo contrario. Sfortuna?

Poi Martinez ci mette del suo. Poiché l'ultimo minuto è quello dei suoi miracoli, al 98° va dall'altra parte per provare a colpire di testa su corner. Si fa. O anche no. Emery, il suo allenatore, avrebbe avuto preferenza di no. E comunque, nel caso, si recupera volando. Invece parte il contropiede dell'Arsenal e il Dibu resta indietro, superato da compagni e avversari, come un sogno indolente che stenta a svanire, ma lo sta facendo. "Non è stata una cosa intelligente" è l'eufemismo uscito ad Emery. A quel punto, invece, Martinez una l'ha fatta. Ha capito che doveva invertire la rotta del destino, placare l'idolo. Ha chiesto scusa per il gesto in Qatar, ammettendone l'insensatezza. Vedremo se basta, intanto sabato è rimasto imbattuto. Comunque i portieri di una volta non ci sono più, ma oggi dovrebbe tornare Karius, che della "paperite" fu il paziente zero.