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Ludovica Mantovani: "Siamo a quota 36 mila, il boom del calcio donne dal 2015"

Ludovica Mantovani, presidente della Divisione Calcio Femminile della Figc
Ludovica Mantovani, presidente della Divisione Calcio Femminile della Figc (fotogramma)
Il presidente della Divisione Calcio Femminile della Figc: "Il format della Serie A e i diritti televisivi faranno crescere il sistema. Presto avremo in Champions tre squadre e si alzerà il livello tecnico"
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"Il professionismo non è un punto di arrivo ma di partenza". Ne è fortemente convinta Ludovica Mantovani, presidente della Divisione Calcio Femminile della Figc dal 2019. "Il primo bilancio dopo un anno dalla riforma è positivo. Il cambio di passo si è avuto nel 2015 con l'obbligatorietà da parte dei club maschili di sviluppare un settore giovanile femminile. Con le poule scudetto e salvezza, adesso in corso, sono cresciuti interesse e appetibilità".

Un'azione di Roma-Barcellona all'Olimpico
Un'azione di Roma-Barcellona all'Olimpico (reuters)

Si può quantificare lo sviluppo del movimento?
"Negli ultimi sette anni si è avuta una crescita del 144% di ragazze sotto i 15 anni di età regolarmente tesserate, per un totale di 36 mila (+64%). Entro il 2025 vogliamo aumentare del 50% il numero delle giovani calciatrici".

Quali altri passi restano da compiere?
"Stiamo trattando in questi giorni un nuovo ciclo di diritti audiovisivi e capiremo se il nuovo format della Serie A sia stato vincente. Abbiamo diminuito il numero delle squadre per aumentare competitività, qualità e interesse. Lavoriamo quotidianamente per raggiungere tutti gli obiettivi previsti dalla nostra strategia di sviluppo. Le sfide sono tante, ma il potenziale è inimmaginabile".

Come innalzare il livello tecnico del campionato?
"Tramite le competizioni europee più importanti. La Roma ha giocato con il Barcellona davanti a 40 mila spettatori. Tra qualche anno, grazie ai risultati di questi due anni, contiamo di avere tre squadre in Champions".

Cosa direbbe a una bambina che si iscrive alla scuola calcio?
"Di sognare e divertirsi giocando insieme alle proprie compagne. Niente altro".

Arriverà mai la parità salariale?
"Soltanto quando e se ci saranno introiti pari al maschile. Grazie al professionismo le calciatrici di Serie A hanno di diritto il minimo salariale identico a quello fissato dalla Lega Pro".

Esistono ancora pregiudizi in questo mondo?
"Purtroppo sì. Ma adesso i modelli sono anche femminili. I pregiudizi finiranno quando non si faranno più paragoni col calcio degli uomini".

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