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Kings League: presidenti rigoristi, carte del destino e calciatori mascherati. In novantamila al Camp Nou

Kings League: presidenti rigoristi, carte del destino e calciatori mascherati. In novantamila al Camp Nou
(ansa)
Il gioco di calcio a 7 ideato da Pique ha spopolato non solo via streaming (quasi due milioni di utenti collegati), ma anche sugli spalti del Camp Nou, dove domenica erano presenti più di 90mila persone che hanno anche invocato il ritorno di Messi
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Meno regole, più spettacolo. Su questi principi si basa (e si spiega) il successo della Kings League, la competizione di calcio a 7 ideata dall'ex difensore del Barcellona Gerard Piqué, in collaborazione con Ibai Llanos, streamer spagnolo con oltre 8 milioni di follower su Instagram. I numeri sono pazzeschi: approfittando della sosta per le nazionali, domenica scorsa sugli spalti del Camp Nou erano presenti in più di 90mila (per la precisione 92.522) ad assistere alla Final Four del gioco che potrebbe davvero rivoluzionare il mondo del pallone.

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Carte e regole

Il regolamento è oggettivamente cervellotico, ma non così complesso da comprendere. Il calcio d'inizio è in stile pallanuoto con i giocatori che scattano dalla linea di fondo campo, si gioca in due tempi da venti minuti, al termine dei quali non è previsto il pareggio: in caso di parità di procede con i calci di rigore in modalità shoot-out. Le protagoniste sono le 20 carte, pescate in anticipo dagli allenatori delle 12 squadre, in grado di modificare l'andamento della partita in corso d'opera. Di queste venti carte, sei danno la possibilità che durante due minuti un eventuale gol valga doppio, altre sei permettono alla squadra di togliere un giocatore all'avversario (ma non il portiere), quattro offrono lo shoot-out, due il rigore normale, una è la "carta furto": si può scippare la carta ai rivali e infine c'è il jolly, che dà la possibilità di scegliere tra tutte le soluzioni precedenti. Ma non è tutto, perché anche i presidenti entrano in ballo in prima persona: qualora fossero entrambi presenti allo stadio, scenderebbero in campo per tirare un rigore classico. E ancora: al 18' del primo tempo gli organizzatori possono decidere di dimezzare per due minuti il numero di giocatori in campo: da 6 contro 6, si passa all'uno contro uno. Questa opzione non è valida per il secondo tempo.

Var a chiamata

Insomma, una serie di norme che non hanno nulla a che vedere con il calcio tradizionale, ma che hanno fatto breccia nel pubblico, soprattutto quello giovane. D'altronde la gente da casa, oltre a seguire l'evento via Twitch, YouTibe e Tik Tok (domenica erano più di un milione e mezzo), può essere protagonista in maniera interattiva, proponendo nuove regole che saranno valutate direttamente dai 12 presidenti dei club. Poteva mancare il Var? Assolutamente no e, a differenza del calcio nostrano, può essere chiamato proprio dagli allenatori. Inoltre le sostituzioni dei giocatori sono illimitate. E sullo stile americano del "business-show", affianco alla competizione puramente calcistica, ci sono sfide musicali tra rapper pronti a darsi battaglia a colpi di note e rime.

Il pubblico invoca Messi

Al Camp Nou di Barcellona domenica scorsa erano dunque in più di 90mila, che ne hanno approfittato per intonare più volte il nome di Leo Messi, auspicando un ritorno "a casa" della Pulce. D'altronde la Spagna aveva giocato la sera prima a "La Rosaleda" di Malaga battendo 3-0 la Norvegia nel match inaugurale di qualificazione a Euro 2024, e con la Liga ferma, il pubblico non aveva dubbi su cosa scegliere. Piqué, poi, in questo è maestro: durante gli ultimi mesi di polemica con Shakira, che gli ha "dedicato" la hit mondiale con il produttore argentino Bizarrap, l'ex difensore blaugrana, ritiratosi lo scorso novembre, sui social ha sempre continuato a pubblicare post esclusivamente sulla Kings League. E ricordiamo come negli ultimi anni abbia contribuito a introdurre nel tennis il modello tradizionale della Coppa Davis, proponendo un format a scontri diretti più innovativo.

Il calciatore mascherato

Domenica Piqué ha fatto di tutto per coinvolgere il pubblico: ha fatto arrivare i 12 presidenti in elicottero, che successivamente sono entrati a bordo di una golf-car. Sugli spalti c'erano nomi illustri come l'attuale presidente del Barça Laporta, ex calciatori come Saviola, David Villa, Aguero e Casillas (quest'ultimi due sono presidente di due squadre) e collegato in streaming c'era anche Neymar, tant'è che si vocifera di un'imminente competizione anche in Brasile. Di sicuro c'è che è in arrivo la versione femminile con la Queens League. A stuzzicare infine la curiosità del pubblico è arrivato anche "Enigma", un calciatore mascherato la cui identità è rimasta un mistero: si vocifera che fosse un giocatore della Liga che non aveva avuto l'autorizzazione a partecipare e che dunque si sia presentato con l'immagine di un wrestler messicano. Piqué ne sa una più del Diavolo.

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