Bolivia, dove nessuno tira indietro la gamba: è il campionato più cattivo del mondo. Italia, serie A da gentiluomini
di Furio Zara , di Furio ZaraCattivissimi loro. Menano per diletto o per dovere, perché è uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo. Boliviani da combattimento, terzini acciaio e fil di ferro, mediani usi a randellar tacendo, tacchetti roventi e cartellini che fioccano, come le polemiche e le nespole da Biscardi ai tempi d’oro. Lasciate ogni speranza voi che fate hard-zapping placando il telecomando sulla Primera Divisiòn della Bolivia, il campionato più sanguinolento del mondo, un Grand Guignol perenne, un posto dove i tackle sono operazioni chirurgiche senza anestesia. Così certifica il recente studio del CIES, il Centro Internazionale di Studi sportivi, che ha preso in esame il numero di sanzioni comminate dagli arbitri a partire dal 1° gennaio 2020.
In Primera Divisiòn si consuma una media di 7,01 cartellini a partita, di cui 0,55 rossi. Tradotto: Wilma, passami la clava. Cos'è stato questo botto? E'' saltata una tibia, no te preocupes …
Cattivissimi loro. Menano per diletto o per dovere, perché è uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo. Boliviani da combattimento, terzini acciaio e fil di ferro, mediani usi a randellar tacendo, tacchetti roventi e cartellini che fioccano, come le polemiche e le nespole da Biscardi ai tempi d’oro. Lasciate ogni speranza voi che fate hard-zapping placando il telecomando sulla Primera Divisiòn della Bolivia, il campionato più sanguinolento del mondo, un Grand Guignol perenne, un posto dove i tackle sono operazioni chirurgiche senza anestesia. Così certifica il recente studio del CIES, il Centro Internazionale di Studi sportivi, che ha preso in esame il numero di sanzioni comminate dagli arbitri a partire dal 1° gennaio 2020.
In Primera Divisiòn si consuma una media di 7,01 cartellini a partita, di cui 0,55 rossi. Tradotto: Wilma, passami la clava. Cos'è stato questo botto? E'' saltata una tibia, no te preocupes querida. Non si sa se siamo di fronte a picchiatori professionisti o ad arbitri pure troppo ligi al dovere, di quelli che estraggono il cartellino come scatto alla risposta. Forse entrambe le cose. E’ curioso notare come un altro studio del CIES - che risale a un paio d’anni fa - consegnò sempre alla Bolivia il record (negativo) degli esoneri. Da quelle parti - era stato calcolato - un allenatore durava in media solo 40 partite prima di essere cacciato. L’esonero compulsivo come hobby nazionale: deve esserci un bel clima, quando si va in campo in Bolivia.
Nella classifica dei campionati più fallosi (meglio: più puniti) del mondo ci sono sette leghe latinoamericane. Sul podio - con il campionato boliviano - c’è anche la Primera Division del Venezuela - e tutto sommato un po’ ci sorprende - e quella dell’Uruguay. Sugli uruguaiani fiorisce da sempre una ricchissima aneddotica. La famosa “Garra”, certo. E una certa tradizione a buttarla in rissa. Non è un caso che l’espulsione più rapida nella storia dei Mondiali appartenga al barbuto José Batista che nell’edizione della coppa del mondo del 1986 - quella giocata in Messico - puntò dritto alla caviglia dello scozzese Gordon Strachan. Erano passati appena 55 secondi di gioco. Per rendere l’idea. Il Ct di quell’Uruguay, il buon Borras, caricava i suoi scagnozzi con modalità da “Brothers in arms”. Li costringeva infatti a scambiarsi come saluto prepartita la seguente frase: “Como si fuera guerra!, “Come se fosse una guerra”, alla faccia del fair play.
Ci si picchia parecchio anche in Portogallo, unico paese europeo ad avere la stella al merito. La Seconda Liga portoghese viaggia ad una media di 6,04 cartellini a partita, poco sotto invece c’è la Primeira Liga. Fermi tutti. E l’Italia? E’ al 13° posto, ma con la Serie B (media di 5,59 cartellini a partita). Mentre la Serie A sembra - almeno a dar retta ai numeri - una riunione di chierichetti. Il nostro campionato sta al 32° posto nella classifica generale e la media è di poco inferiore ai cinque cartellini a partita (4,95 per la precisione). Se poi capovolgiamo la classifica e la leggiamo con le lenti angeliche dei puri di cuore, scopriamo che l’Eredivisie (Olanda) è il campionato europeo più corretto e che - sorprendentemente - la Premier League è tutto un “prego, si accomodi, ma si figuri, faccia con comodo”: la media di soli 3,49 cartellini a match ci spinge a pensare che i luoghi comuni sul calcio inglese - ci si picchia come Blacksmith (Fabbri) - siano farlocchi o quantomeno datati. Agonismo non significa scorrettezze a go-go. Tutt’altro. Ma il paese dei difensori che non fanno fallo perché sembra una cosa di cattivo gusto è il Giappone. Nella Lega J2 solo 1,99 cartellini a partita, nella Lega J1 saliamo a 2,19. Ullallà. Anche i giapponesi nel loro piccolo si incazzano. Poco. Però si incazzano.