✕

Il mistero di Bameyi e la sua squadra che non esiste

(afp)
Ai Mondiali Under20 il difensore della Nigeria che "non esiste", come lo Yum Yum, squadra fantomatica per cui sarebbe tesserato
1 minuti di lettura

Uno spettro si aggira per il Sudamerica. Viene dall’Africa. Lo vogliono in Europa. Si chiama Daniel Bameyi. Forse. È certo come il fatto che abbia 17 anni. E che giochi in una squadra di club chiamata Yum Yum. A Topolinia. Mercoledì scorso ai Mondiali Under 20 l’Italia ha affrontato la Nigeria, perdendo 2 a 0. I più si sono sintonizzati per osservare vibranti promesse azzurre (Pafundi e Baldanzi, datevi una calmata; Casadei e Prati, meglio). A me interessava Bameyi. Un sito nigeriano in lingua inglese aveva già diffidato: non esiste. Eppur si muove. Un dilemma filosofico-pallonaro: un calciatore, un uomo, è in quanto tale o perché ha una storia verificata? Conta la presenza o il curriculum? Il presunto Bameyi non è mai stato visto giocare se non in nazionale (maggiore, Under 23, ora capitano nell’Under 20). Lo Yum Yum non risulta (un po’ come se l’Italia schierasse Porazzi della Magnatese). Leggendo note fa…

Uno spettro si aggira per il Sudamerica. Viene dall’Africa. Lo vogliono in Europa. Si chiama Daniel Bameyi. Forse. È certo come il fatto che abbia 17 anni. E che giochi in una squadra di club chiamata Yum Yum. A Topolinia. Mercoledì scorso ai Mondiali Under 20 l’Italia ha affrontato la Nigeria, perdendo 2 a 0. I più si sono sintonizzati per osservare vibranti promesse azzurre (Pafundi e Baldanzi, datevi una calmata; Casadei e Prati, meglio). A me interessava Bameyi. Un sito nigeriano in lingua inglese aveva già diffidato: non esiste. Eppur si muove. Un dilemma filosofico-pallonaro: un calciatore, un uomo, è in quanto tale o perché ha una storia verificata? Conta la presenza o il curriculum? Il presunto Bameyi non è mai stato visto giocare se non in nazionale (maggiore, Under 23, ora capitano nell’Under 20). Lo Yum Yum non risulta (un po’ come se l’Italia schierasse Porazzi della Magnatese). Leggendo note fanta-biografiche i telecronisti recitano “sarebbe un centrale, ma per l’occasione è stato spostato sulla fascia”. Da chi? Perché? E ancora “su di lui c’è già l’interesse di qualche club europeo”. Quale? Perché? E soprattutto: che ci fa lì, in mondovisione, altro che Niccolai a Messico ‘70? 

Bameyi, il giocatore misterioso della Nigeria U20

Il primo sospetto è che si dia per scontato che a certe latitudini ogni storia sia una favola, un compromesso con la realtà. Che l’anagrafe di Abuja sia un palazzo diroccato in cui tirino a sorte le cifre dell’anno di nascita da certificare e le arrotondino una mancia. Che lo yum yum sia una fase del bunga bunga. E quindi avanti Bameyi, chiunque sia, o chi per lui. Un po’ come Il migliore, il giocatore di baseball interpretato da Robert Redford, dal romanzo di Malamud: nessuno sa da dove sia sbucato, l’importante è come colpisce la palla. E qui nasce il secondo sospetto: Bameyi non è che la prenda particolarmente bene. Durante la coppa d’Africa o si è fatto espellere o ha provocato il gol della sconfitta. Dunque? Possibile rappresenti il fantasma universale del raccomandato. Quello che entra nella formazione perché si deve. Un nipote del Mubarak, un figlio del Gheddafi, di Lagos. Domani magari chiariranno, sovrapponendo una seconda biografia alla prima, portando compagni testimoni, mettendo in piedi la facciata di un club. Sostituendo Bameyi con un fratello che non gli assomiglia. E chi se ne accorgerà? Pensiamo alla finale di Champions. C’è un aereo di italici raccomandati che vola verso Istanbul. I have a drink, come disse Martin Luther Cuffaro: che un dirottatore lo faccia virare verso lo stadio dove gioca lo Yum Yum.