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Perché Frattesi non è come Frank Sinatra?

Davide Frattesi (afp)
La rubrica "È sempre domenica"
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Stanno tutti bene. Vivono tutti lontano. I figli dei miei amici che hanno tra i venti e i trent'anni studiano o già lavorano a Lugano, Londra, New York. Li chiamavamo emigranti, poi cervelli in fuga, dovremmo rassegnarci all'idea che stiano cercando ambienti più evoluti, sfide più alte, applicazioni del merito. Perché Frattesi non ha voluto la Premier League? Dice la sua società che l'offerta migliore è arrivata da là, ma il giocatore preferisce crescere in una grande della Serie A. Durante la telecronaca della partita Italia-Spagna (in cui è stato tra i migliori) il telecronista Caressa ha lodato almeno tre volte la sua capacità di "inserimento". Che cosa lo frena dall'inserirsi nel campionato più importante del mondo, quello che produce due vincitrici di coppe europee e non tre finaliste battute? Ha visto, dall'altra parte del campo, lo spagnolo Rodri, maturato giocando nel City? …

Stanno tutti bene. Vivono tutti lontano. I figli dei miei amici che hanno tra i venti e i trent'anni studiano o già lavorano a Lugano, Londra, New York. Li chiamavamo emigranti, poi cervelli in fuga, dovremmo rassegnarci all'idea che stiano cercando ambienti più evoluti, sfide più alte, applicazioni del merito. Perché Frattesi non ha voluto la Premier League? Dice la sua società che l'offerta migliore è arrivata da là, ma il giocatore preferisce crescere in una grande della Serie A. Durante la telecronaca della partita Italia-Spagna (in cui è stato tra i migliori) il telecronista Caressa ha lodato almeno tre volte la sua capacità di "inserimento". Che cosa lo frena dall'inserirsi nel campionato più importante del mondo, quello che produce due vincitrici di coppe europee e non tre finaliste battute? Ha visto, dall'altra parte del campo, lo spagnolo Rodri, maturato giocando nel City? 

I calciatori italiani, di regola, non conquistano terre straniere. Le eccezioni si chiamano Verratti (passato direttamente dal Pescara al Psg), Vieri per la breve e felice stagione all'Atletico Madrid, Toni al Bayern, prima che litigasse con Van Gaal. Cannavaro non lucidò il Pallone d'oro al Real. Cassano lasciò come ricordo un giubbotto col pelo. Non sapremo mai se lì Totti avrebbe fatto il salto in alto o nel vuoto. A vuoto è uscito Donnarumma. Immobile ha una media gol annuale ben oltre i 20 alla Lazio, ma in un anno al Dortmund ne fece tre in Bundesliga, e in sei mesi a Siviglia due. La scorsa estate il ct Mancini suggerì a Scamacca di andare al West Ham. Anche prima di infortunarsi: non pervenuto. Il giovane Lucca, al Pisa in B e nell'Under 21, sembrò Van Nistelrooy reincarnato. Ci ha creduto l'Ajax. Affondato. Casadei, il miglior dell'Under 20, non si è preso la maglia titolare del Chelsea, scendendo a fare gavetta al Reading. È presto, deve maturare? Ha un anno in più dell'inglese Bellingham che ha già giocato in Germania e ora va al Real.

Guardi la nazionale di Mancini e, al di là delle svagatezze di un ct a cui mancano Vialli e un saggio acconciatore, pensi: chi tra questi avrebbe la forza per imporsi in Europa? Non ci sta riuscendo Zaniolo, ha perso il treno Chiesa. Barella, forse. Non sono bamboccioni col pallone, gli è mancato l'esempio. La mamma di Frank Sinatra lo portava al fiume e mostrandogli New York diceva: "Se ce la fai lì, ce la puoi fare ovunque". La mamma di Frattesi sogna "che lui torni a casa, a Roma, dai fratellini, risolverebbe tanti problemi". Comprensibile, certo. Scrisse Robert Heinlein, autore di fantascienza: "Non ostacolate i vostri figli rendendo loro la vita facile".