''Se devo essere sincero non amo, in generale, le ostentazioni, ma le scelte individuali vanno rispettate per come vengono prese e per quelle che sono''. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, commenta così il ritorno in Italia di Jakub Jankto, 27enne ceco prossimo alla firma con Cagliari. Il centrocampista, che vanta un passato con le maglie di Ascoli, Udinese e Sampdoria, lo scorso febbraio aveva fatto coming out, dichiarando la propria omosessualità.
Il coming out di Jacub Jankto, ex di Udinese e Sampdoria: "Sono gay e non voglio più nascondermi"
Abodi: ''Non condivido alcune espressioni del Pride''
''La società probabilmente, in generale, ancora qualche passo in avanti può farlo. Per quanto mi riguarda è prima di tutto una persona e secondo è un atleta. Non faccio differenze di caratteristiche che riguardano la sfera delle scelte personali'', ha aggiunto l'ex presidente della Lega Serie B a a ‘24 Mattino’ su Radio 24. Dichiarazioni che hanno creato subito polemiche, tant'è che è arrivato un chiarimento su Twitter: ''A esser corretti ho risposto dicendo: per me esistono le persone - precisa Abodi -. Ho parlato di rispetto per le scelte e, aggiungo con convinzione e per correttezza, per la natura umana. Rispetto è un valore non equivocabile, da garantire. Poi, posso non condividere alcune espressioni del Pride?''.
A febbraio il coming-out
Jankto era stato scoperto dai dirigenti dell'Udinese, che lo avevano in Italia dallo Slavia Praga. Dopo l'ottimo campionato 2015/16 in prestito all'Ascoli, ha disputato due buonissime stagioni con i friulani, prima di essere acquistato nell'estate 2018 dalla Sampdoria, dove è rimasto tre anni. Poi il passaggio al Getafe e il ritorno in patria allo Sparta Praga. Ora la nuova avventura in Serie A, precisamente al Cagliari. Di Jankto si è parlato lo scorso febbraio, quando il centrocampista ha annunciato la propria omosessualità, rompendo un tabù nel calcio moderno ancora troppo diffuso: ''Sono gay, non voglio più nascondermi. Voglio vivere la mia vita in libertà senza paure, pregiudizi e violenza''. Immediati erano arrivati messaggi di solidarietà, anche da Fifa e Uefa. Decisamente diversi dalle parole di Abodi.
Schlein: “Da Abodi argomenti omofobi, parole molto gravi”
"È uno dei classici argomenti omofobi, cioè fate pure quello che volete basta che non si veda perché non avete il pieno diritto di cittadinanza: sono affermazioni molto gravi, anzi chi sta nelle istituzioni sarebbe opportuno che agevolasse i coming out, soprattutto nello sport dove c'è un clima di discriminazione – ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a “Metropolis”, il web talk quotidiano del Gruppo Gedi - È importante che le istituzioni e la politica non stigmatizzino ma anzi rafforzino e stiano al fianco di chi si dichiara. Quella del ministro Abodi è una affermazione molto grave", prosegue Schlein "non c'è nessuna ostentazione nel fatto di dichiarare quello che si è". Per Pina Picierno, anche lei del Pd, vicepresidente del Parlamento europeo “le affermazioni del Ministro risultano spiacevoli e inopportune, a maggior ragione perché ricopre una carica istituzionale. Purtroppo si tratta dell'ennesimo segnale che rivela la cultura politica omofoba e retrograda di questo Governo, il cui posizionamento in termini di diritti sembra voler cancellare anni di conquiste e di progresso. #loveislove".
Magi: “Abodi chieda scusa”
"Capisco perché nello sport esiste ancora tanta tanta omofobia – dichiara Riccardo Magi, segretario di +Europa - Jankto ha detto solo di essere una persona Lgbti+. Di quale ostentazione parla Abodi? La vera domanda che dovrebbe porsi il Ministro è perché nello sport così poche persone si sentono libere di dichiarare la propria sessualità rispetto ad altri settori. Si faccia questa domanda e si dia una risposta. Abodi chieda scusa a Jankto e a tutta la comunità Lgbti+". "Oggi il ministro dello sport Abodi ci fa sapere che quella del calciatore Jankto, che ha rivelato tempo fa la propria omosessualità e di voler vivere liberamente come tutti, sarebbe una 'ostentazione' che lui non ama. Da quando dichiarare il proprio orientamento sessuale significa ostentare qualcosa? Non pensa Abodi che un mondo con grandi sacche di omofobia come quello del calcio avrebbe bisogno di ben altri messaggi rispetto a questo? Ci faccia capire meglio cosa intendeva e soprattutto cerchi di mostrare rispetto per le persone come il suo ruolo da ministro gli imporrebbe" le parole del capogruppo M5s in commissione Cultura al Senato, Luca Pirondini. Su Twitter Alessandro Zan, deputato e responsabile Diritti della segreteria nazionale del Pd scrive: "Ripetiamo ancora una volta, oggi insieme al ministro dello Sport Abodi: l'orientamento sessuale non è una scelta, come non si sceglie l'etnia o qualsiasi altra condizione personale. Quindi nessuna ostentazione e nessuna scelta. Che fatica con questi...".