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Buffon, addio al calcio: si ritira il portiere di ogni record

Gigi Buffon con la maglia del Parma

 

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A 45 anni la scelta di appendere le scarpe al chiodo dopo 1.175 partite. L’ufficialità tra il weekend e l’inizio della prossima settimana. L’ultima esperienza in Serie B al Parma, dove aveva iniziato. Entrerà nello staff della Nazionale, ha già incontrato la Federcalcio
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Vediamo Buffon parare da 10.117 giorni, da un remoto 19 novembre del 1995, era una domenica pomeriggio e ci lasciammo tutti stregare da quel debuttante minorenne che Nevio Scala consegnò alla cronaca di un Parma-Milan 0-0 – non una partita qualsiasi, valeva per l’alta classifica e il minorenne fermò Baggio e Weah – e quindi alla storia del calcio. La settimana successiva venne confermato anche contro la Juventus e prese il suo primo gol: da Ciro Ferrara, quasi uno scorno in un campionato nel quale c’erano Batistuta e Balbo, Vialli e Del Piero, Gullit e Signori. L’ultimo gliel’ha invece segnato due mesi fa Pohjanpalo, prode finlandese del Venezia: è stata comunque una maniera originale di chiudere un cerchio, più dissacrante che mitica.

Vediamo Buffon parare da 10.117 giorni, da un remoto 19 novembre del 1995, era una domenica pomeriggio e ci lasciammo tutti stregare da quel debuttante minorenne che Nevio Scala consegnò alla cronaca di un Parma-Milan 0-0 – non una partita qualsiasi, valeva per l’alta classifica e il minorenne fermò Baggio e Weah – e quindi alla storia del calcio. La settimana successiva venne confermato anche contro la Juventus e prese il suo primo gol: da Ciro Ferrara, quasi uno scorno in un campionato nel quale c’erano Batistuta e Balbo, Vialli e Del Piero, Gullit e Signori. L’ultimo gliel’ha invece segnato due mesi fa Pohjanpalo, prode finlandese del Venezia: è stata comunque una maniera originale di chiudere un cerchio, più dissacrante che mitica.

No all’Arabia, a 45 anni hanno vinto gli acciacchi

Gigione, il portierone di ogni record, ha infine deciso di lasciare il calcio a 45 anni suonati, nonostante abbia ancora un contratto con il Parma valido fino al 30 giugno 2024 e malgrado i molti segnali arrivati dall’Arabia Saudita, dove gli avrebbero offerto molti soldi (trenta milioni a stagione, a quanto risulta) e molta gloria. Entrerà nello staff della Nazionale, ha già incontrato la Federcalcio. Ma prima di fare questo passo ci ha riflettuto un bel po’ assieme alla famiglia: si prenderà ancora qualche giorno prima di comunicarlo ufficialmente, diciamo tra il weekend e l’inizio della prossima settimana. Ma alla fine ha stabilito che fosse ora di smetterla: il campionato passato, giocato nella squadra con la quale esordì, è stato un calvario e gli acciacchi lo hanno perseguitato fino all’ultima partita della sua vita, la semifinale d’andata di play-off contro il Cagliari: è dovuto uscire al 45’, ormai anchilosato. Dettaglio significativo: in quel momento il Parma stava vincendo 2-0, ma poi i sardi ribaltarono la frittata e vinsero 3-2. In un certo senso, Buffon ha finito come aveva cominciato: in una porta immacolata e quasi rispettosa di lui.

Buffon festeggia con Cristiano Ronaldo lo scudetto del 2020 vinto dalla Juve

 (ansa)

Dopo 1175 partite, le incognite sul futuro

Ora dovrà decidere cosa fare, anche se nelle sue mille vite aveva già provato a diventare imprenditore, senza però successo: comprò la Zucchi ma non fu un buon affare, così come quando provò a fondare assieme a Cristiano Doni un sindacato alternativo all’Aic. La Federcalcio è pronta ad affidargli un ruolo, la sua Juve probabilmente ancora no e a lui magari potrebbe tornare la voglia di viaggiare (per 28 anni lo ha fatto guardando il mondo dalle finestre degli hotel dei ritiri) come quando era (molto) più giovane e d’estate se ne stava un mese a girare l’Australia con lo zaino in spalla. O forse si lascerà finalmente un po’ andare concedendosi un piatto di carbonara in più, la sua pietanza preferita. Potrebbe decidere di trasferirsi all’estero un anno per studiare (anche l’inglese, che comunque già parla con discreta disinvoltura), di sicuro resterà una presenza nella nostra vita quotidiana, perché da qualche parte dovrà mettere a dimora la monumentale esperienza accumulata nel corso di 1.175 partite (975 tra Juventus, Parma e Psg, le altre 200 con le varie nazionali), durante le quali ha parato 39 rigori su 124 e incassato 983 reti.

Totti gli fatto 11 gol. E Thuram 5 autogol

A segnargliene di più (11) è stato un vecchio amico, Totti, intramontabile quanto lui. Poi viene Ronaldo (10): è una specie di epica congrega di highlander, visto che pure Cristiano smetterà sicuramente dopo i 40. E’ curioso che tra quelli che lo hanno impallinato più spesso ci siano il suo compagno Thuram (cinque autoreti) e il carneade ivoriano Konan, quello del Lecce, che ha fatto a lui 4 dei sui 20 gol realizzati in serie A.

Buffon bacia la coppa del mondo vinta dall'Italia nel 2006

 (ansa)

Tutti i record di una carriera ineguagliabile

A parte la Champions e il Pallone d’Oro (fu secondo nel 2006, alle spalle del suo capitano azzurro Cannavaro, e quarto nel 2017), Buffon dalla vita ha avuto tutto, a cominciare dal titolo mondiale del 2006, conquistato da protagonista assoluto come quasi tutto quello che ha vinto: nessuno ha accumulato più scudetti (10) e più Coppe Italia di lui (6, come Roberto Mancini), nessuno ha partecipato a così tante Coppe del Mondo (5, come altri cinque colleghi tra cui Messi e Ronaldo, e lui avrebbe potuto giocarne una sesta), nessuno ha vestito così tante volte la maglia azzurra (176, di cui 80 da capitano), nessuno ha giocato così tante partite in serie A (657), nessuno è rimasto imbattuto così tanto a lungo (974’ di fila) e forse nessuno ha mai fatto così tante parate, anche se quelle chi mai le potrà mai contare. E’ stato un calciatore fedele: con la Juve è rimasto anche in B e in B ci è tornato con il Parma anche se avrebbe potuto giocare a livelli più alti. Persino la fuitina a Parigi l’ha rinchiusa tra parentesi dopo un anno soltanto. Adesso invece una parentesi deve aprirla e dovrà riempirla di un sacco di cose: da qui in avanti, dei record non importerà più niente a nessuno, ma conterà moltissimo quello che ha imparato in diecimila giorni di pallone. Diecimila giorni di lui e di noi.

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