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Kevin-Prince Boateng, addio al calcio: il matrimonio con Melissa Satta, lo scudetto al Milan e la lotta contro il razzismo

Kevin Prince Boateng

 
L’ex rossonero lascia il calcio giocato a 36 anni dopo una carriera alterna e uno scudetto da protagonista con il Milan di Allegri. Personaggio sempre in copertina, tra il gossip, la relazione con Melissa Satta e la battaglia contro le discriminazioni
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Quattordici squadre, due nazionali, tre matrimoni e mille battaglie contro il razzismo dopo, Kevin-Prince Boateng ha lasciato il calcio giocato, rispettando la decisione già anticipata l’estate scorsa quando fece ritorno all’Hertha Berlino, la prima squadra della vita e l’unica del suo cuore: vi cominciò a giocare che aveva appena sette anni e dopo vari giri immensi vi è tornato che ne aveva 34. Ora che ne ha 36, ha detto basta.

La relazione tormentata con Melissa Satta

Giocatore multiforme e spirito inquieto, Boateng è stato spesso una promessa mancata o un’illusione sfumata. Certe volte scatenava oh di meraviglia con il suo modo di giocare possente ed elegante al tempo stesso, certe altre risultava irritante. Gli infortuni muscolari lo hanno spesso tormentato, fors’anche anche perché non è mai stato un atleta davvero esemplare. E dal gossip non è mai rimasto alla larga, in particolare durante la lunga e spesso tempestosa relazione, iniziata nel 2011, con Melissa Satta, con cui …

Quattordici squadre, due nazionali, tre matrimoni e mille battaglie contro il razzismo dopo, Kevin-Prince Boateng ha lasciato il calcio giocato, rispettando la decisione già anticipata l’estate scorsa quando fece ritorno all’Hertha Berlino, la prima squadra della vita e l’unica del suo cuore: vi cominciò a giocare che aveva appena sette anni e dopo vari giri immensi vi è tornato che ne aveva 34. Ora che ne ha 36, ha detto basta.

La relazione tormentata con Melissa Satta

Giocatore multiforme e spirito inquieto, Boateng è stato spesso una promessa mancata o un’illusione sfumata. Certe volte scatenava oh di meraviglia con il suo modo di giocare possente ed elegante al tempo stesso, certe altre risultava irritante. Gli infortuni muscolari lo hanno spesso tormentato, fors’anche anche perché non è mai stato un atleta davvero esemplare. E dal gossip non è mai rimasto alla larga, in particolare durante la lunga e spesso tempestosa relazione, iniziata nel 2011, con Melissa Satta, con cui ha fatto un figlio (Maddox Prince) nel 2014, che ha sposato nel 2016 e dalle quale si è separato del 2020. L’anno scorso è convolato a nozze con l’influencer Valentina Fradegrada. A vent’anni il primo matrimonio, con una ragazza tedesca di madre foggiana, da cui ha avuto il primo figlio, Jermaine-Prince. Un principe e due principini, ma non è mai stato re.

Lo scudetto con il Milan e il feeling con Allegri

Il meglio Boateng l’ha dato al Milan, in particolare nell’anno dello scudetto (2010/2011): Allegri seppe valorizzarlo affidandogli compiti di trequartista ma di fatto impiegandolo come tuttocampista a briglia sciolta, e su quella libertà ha costruito gli spezzoni più brillanti di una carriera tutta spesa a scendere e risalire.

Il sogno mondiale con il Ghana e la sfida a suo fratello Jérôme

L’anno prima, nell’estate del 2010, giocò un ottimo Mondiale sudafricano con la maglia del Ghana, arrivando a sfiorare le semifinali: gli africani uscirono ai rigori contro l’Uruguay ai quarti di finale. Boateng, nato a Berlino da padre ghanese e madre tedesca, aveva scelto la nazionale ghanese pochi mesi prima, dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili della Germania. In Sudafrica giocò contro suo fratello (ma solo da parte di padre) Jérôme, difensore della Mannschaft: una tale sfida famigliare non era mai capitata prima, in un Mondiale. La famiglia Boateng ha comunque una sovrabbondanza di dna calcistico: sono stati giocatori professionisti anche suo zio Robert e suo bisnonno (da parte di madre) Helmut Rahn detto Der Boss, che segno una doppietta nella finale mondiale del 1956 contro l’Ungheria. Anche con la nazionale del Ghana, Kevin-Prince ha avuto in ogni caso un rapporto alterno, abbandonandola e ritornandovi un paio di volte, cosicché alla fine ha collezionato appena 19 presenze, anche se due partecipazioni alla Coppa del Mondo.

Boateng e Melissa Satta

 

Quell’anno in B a Monza assieme a Balotelli

I tre anni milanisti sono stato il periodo più stabile di Boateng, arrivato in Italia dopo le esperienza con Hertha, Tottenham, Borussia Dortmund, Portsmouth e un fugace passaggio nel Genoa, che di fatto lo comprò e poi lo girò subito al Milan. Dal rossonero in poi, è stato tutto un girovagare spesso disordinato tra Germania (Schalke, Eintracht e infine di nuovo Hertha), Spagna (Las Palmas, Barcellona), Turchia (Besiktas) e ancora Italia, con un ritorno infelice al Milan, due fugaci esperienze con Sassuolo e Fiorentina e una stagione in serie B nel Monza nel 2020/2021, quando Galliani provò a rilanciare lui e Balotelli. Kevin-Prince andò meglio di Mario.

Kevin con il fratello Jerome

 

La “ribellione” di Busto Arsizio e l’impegno contro il razzismo

Boateng è stato sempre in prima fila nella lotta al razzismo, specie dopo l’episodio del 2013 a Busto Arsizio quando, ormai stremato dagli ululati scimmieschi di una parte del pubblico nel corso di un’amichevole tra Pro Patria e Milan, scagliò il pallone contro i razzisti e abbandonò il campo. La partita finì lì perché il capitano rossonero Ambrosini fu irremovibile: “Se va via Kevin, andiamo via tutti”. Da allora, Boateng ha raccontato più volte gli episodi di razzismo subiti fin dall’infanzia, ha fatto parte di una task force della Fifa (“Ma non è servita a nulla”) ed è anche stato invitato a tenere un discorso all’Onu, esponendosi in prima persona attraverso ogni mezzo di comunicazione. E adesso che ha smesso col calcio, che oramai era poco più di un passatempo, ha promesso che continuerà la sua battaglia.
 

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