Emanuele Filiberto: “Non lascio l’Aversa, quel comunicato non è mio e sono incazzato. Ultras offesi? Non da me, neanche io so bene l’italiano dopo trent’anni di esilio”
di Giuseppe Antonio PerrelliEmanuele Filiberto di Savoia
Principe Emanuele Filiberto di Savoia, dunque lei lascia l’Aversa e consegna il titolo di Eccellenza al sindaco della città?
"No, non ho intenzione di farlo”.
Eppure c’è un comunicato della sua "Casa Reale Holding” che fa seguito alla durissima contestazione dei tifosi dopo il 4-1 subìto in casa dalla Puteolana.
"Il comunicato è stato scritto da Lorenzo Ragosta, amministratore unico del Real Aversa. Io non c’entro nulla. Non mi occupo dell’Aversa in prima persona, come invece faccio col Savoia che, con il Portici, compone il terzetto di squadre che controlliamo. Sono parole di Ragosta che allo stadio è stato vittima di attacchi molto pesanti, e non solo verbali. Minacce vere, oltre ai soliti cori contro la proprietà. Ragosta era con un altro socio della nostra holding, Nazario Matachione: se la sono vista brutta”.
Che farà lei ora?
"Guardi, noi abbiamo salvato il Real Aversa, che era retrocesso dalla Serie D all’Eccellenza e stava fallendo. Abbiamo compiuto uno sfo…
Principe Emanuele Filiberto di Savoia, dunque lei lascia l’Aversa e consegna il titolo di Eccellenza al sindaco della città?
"No, non ho intenzione di farlo”.
Eppure c’è un comunicato della sua "Casa Reale Holding” che fa seguito alla durissima contestazione dei tifosi dopo il 4-1 subìto in casa dalla Puteolana.
"Il comunicato è stato scritto da Lorenzo Ragosta, amministratore unico del Real Aversa. Io non c’entro nulla. Non mi occupo dell’Aversa in prima persona, come invece faccio col Savoia che, con il Portici, compone il terzetto di squadre che controlliamo. Sono parole di Ragosta che allo stadio è stato vittima di attacchi molto pesanti, e non solo verbali. Minacce vere, oltre ai soliti cori contro la proprietà. Ragosta era con un altro socio della nostra holding, Nazario Matachione: se la sono vista brutta”.
Che farà lei ora?
"Guardi, noi abbiamo salvato il Real Aversa, che era retrocesso dalla Serie D all’Eccellenza e stava fallendo. Abbiamo compiuto uno sforzo notevole per comprarlo e per mantenerlo. Non ho mai promesso la promozione immediata della squadra. Volevo garantire gli stipendi dei giocatori e di chi lavora nella società e ci siamo riusciti. Andrò avanti se avrò il sostegno della piazza, con comportamenti degni e civili. Non possiamo mica fare beneficenza e prendere anche gli insulti. Il calcio deve unire, non creare divisioni e violenza”.
Un impegno a lungo termine? Perché nel comunicato c’è scritto che garantirete la gestione ordinaria solo fino al 30 novembre. Poi, se non si presenterà nessun nuovo acquirente. ritirerete la squadra dal torneo.
”Io do la mia parola che seguiremo l’Aversa fino al termine del campionato con l’obiettivo di salvarlo dalla retrocessione. Poi ragioneremo sul futuro: abbiamo tre squadre di calcio, ripeto, e dobbiamo capire tra di noi cosa fare. Posso capire lo sfogo dell’amministratore unico, dopo ciò che è successo allo stadio”.
Allo stadio hanno offeso soltanto i dirigenti presenti o anche lei e la sua famiglia?
“Da quello che mi hanno detto un po’ tutti siamo diventati bersagli. Poi è normale che se la prendano con me, sono la persona più visibile, viene più facile attaccare Emanuele Filiberto. Ma allo stadio è intervenuta anche la polizia. Ripeto, non si trattava soltanto di insulti, eravamo a un altro livello, si è sfiorata la rissa. Io ho rispetto per i tifosi più accesi, al Savoia calcio ci intendiamo perfettamente, c’è dialogo, so bene che le squadre di calcio vivono grazie alla loro passione. Però c’è un limite a tutto”.
Nel comunicato si dà la colpa a "dieci pseudo Ultras che non sono neanche in grado di formulare in italiano una frase di senso compiuto". Una frase durissima e anche discriminatoria.
“Questo mi fa incazzare. Non è un comunicato firmato da me, ripeto. Non mi sarei mai permesso di scrivere una cosa simile. Sono il primo a parlare male l’italiano, dopo trent’anni di esilio. Anche per questo non vado mai sul personale”.
Queste vicende la allontanano dal calcio?
“Io voglio andare avanti, perché il calcio è un grande collante sociale. Lanceremo le nostre academy per giovani. So che le squadre sono importanti per il territorio. Vado avanti ma con la dignità e col rispetto che nello sport e nella vita devono sempre essere dati e ricevuti”.