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Serie D-eluxe: tutti i calciatori famosi scesi tra i dilettanti per amore del pallone

Hernanes, un anno dopo l’addio, è tornato a giocare e a segnare in Prima Categoria. Ma non serve scendere così tanto nelle serie amatoriali per trovare giocatori con un passato glorioso
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ROMA — Hernanes fa le capriole in Piemonte mentre serve vino nel suo ristorante. Il Sale non sarà la Juventus e la Prima Categoria la Champions League, ma un gol va festeggiato come si deve. Fango e passione, i campionati dei dilettanti allungano la carriera. E per trovare giocatori un tempo famosi non serve scendere tanto nelle serie amatoriali. In Serie D ex calciatori sparsi per i nove gironi mettono insieme più di mille presenze in A: Serie D-eluxe. E decine di reti, a cominciare dalle sessanta di Alberto Paloschi tra Milan, Parma, Chievo, Genoa e Spal: oggi gioca e segna con la maglia del Desenzano, una cinquantina di chilometri dalla sua Chiari. Sul filo del fuorigioco si sfidano nel gruppo I Takayuki Morimoto, rimasto folgorato dalla bellezza della Sicilia (all’Akragas insieme a un altro ex Catania, Cristian Llama), e Reginaldo, a segno quattro volte in otto partite giocate col Casalnuovo. E pensare che da questo torneo, nel 2021, con la maglia del Sona, era passato anche Maico…

ROMA — Hernanes fa le capriole in Piemonte mentre serve vino nel suo ristorante. Il Sale non sarà la Juventus e la Prima Categoria la Champions League, ma un gol va festeggiato come si deve. Fango e passione, i campionati dei dilettanti allungano la carriera. E per trovare giocatori un tempo famosi non serve scendere tanto nelle serie amatoriali. In Serie D ex calciatori sparsi per i nove gironi mettono insieme più di mille presenze in A: Serie D-eluxe. E decine di reti, a cominciare dalle sessanta di Alberto Paloschi tra Milan, Parma, Chievo, Genoa e Spal: oggi gioca e segna con la maglia del Desenzano, una cinquantina di chilometri dalla sua Chiari. Sul filo del fuorigioco si sfidano nel gruppo I Takayuki Morimoto, rimasto folgorato dalla bellezza della Sicilia (all’Akragas insieme a un altro ex Catania, Cristian Llama), e Reginaldo, a segno quattro volte in otto partite giocate col Casalnuovo. E pensare che da questo torneo, nel 2021, con la maglia del Sona, era passato anche Maicon.

Le regole sull’impiego dei giovani sono ferree: in questa stagione devono essere sempre in campo un classe 2003, due 2004 e un nato dopo il primo gennaio 2005. L’età media delle rose è quindi molto bassa e, anche per questo, i club fanno sforzi economici notevoli per strappare da società di categoria superiore un elemento d’esperienza. Operazione non sempre facile, perché le garanzie contrattuali non sono certo le stesse dei pro. Andrea Lazzari, dopo dieci campionati di A tra Atalanta, Cagliari, Udinese e Fiorentina, corre e lotta per il Vigor Senigallia. Romano Perticone, che col Livorno ha affrontato l’Inter del Triplete prima di collezionare 369 presenze in B, comanda la difesa del Treviso: cercherà di fermare l’ex attaccante del Vicenza Filip Raicevic (Bassano). Stesso compito che nell’Aglianese ricopre l’ex Parma Simone Iacoponi. Il Montecchio Maggiore ha affidato la manovra a Nicola Rigoni, tra i protagonisti della favola Chievo, mentre Pablo Gonzalez guida l’attacco dell’RG Ticino.

C’è anche chi sceglie il cuore: Antonino Barillà e Andrea Luci, dopo aver assaggiato la A con Reggina e Livorno, sono rimasti fedeli e sono scesi in D dopo il fallimento per aiutare la squadra a ritornare nel calcio che conta. E chi punta invece su progetti sulla carta vincenti: Ezequiel Schelotto (gol in un derby di Milano vestendo il nerazzurro) e Guido Marilungo (venti stagioni tra i prof e 63 gol) impreziosiscono la rosa del Barletta. La D può anche rappresentare l’ultima avventura per chi ha speso quasi tutta la carriera in B come Salvatore D’Elia (Chieri), Matteo Ardemagni (Chieti), Matteo Ciofani (fratello di Daniel, alla Triestina), Federico Piovaccari (oggi alla Cavese dopo esperienze tra Spagna, Australia e Cina. Domenica ha segnato il gol-vittoria al Trastevere), Marco Romizi (Luparense) e Davide Di Gennaro (San Marzano).

Sulle magliette dei giocatori c’è solo il numero sulla schiena. Se ci fosse anche il cognome, sarebbe un gioco da ragazzi proiettarsi con la fantasia sulle tribune di uno stadio di Serie A: nell’Orvietana gioca Filippo di Natale, 20 anni, figlio di Totò. Nel RealForte Querceta Niccolò Bigica, 22 anni, figlio dell’ex difensore Emiliano. Il Fano vanta un membro della dinasta Cannavaro, il ventunenne Manuel, figlio di Paolo e nipote di Fabio.

Non sempre occorrono i riflettori di San Siro per emozionarsi col pallone tra i piedi: chiedere a Ferreira Pinto, 43 anni, in A esterno dell’Atalanta pre-Gasperini. Da dieci la sua isola felice è Ponte San Pietro, sette chilometri dal Gewiss Stadium di Bergamo dove si esibiscono Lookman e De Ketelaere. Ma lui gioca, segna e si diverte lo stesso: la Serie D allunga la carriera.

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